Renzi sapeva di Genova: dimissioni subito”. Così Beppe Grillo sul suo blog. Il leader del Movimento Cinque Stelle, dopo aver visitato la sua città alluvionata e essere stato anche contestato da alcuni volontari, torna sul disastro del capoluogo ligure. “Non ci credo più nelle disgrazie – scrive Grillo – Non si possono investire 8 miliardi in “gronde”, in grandi opere come la Tav e non pensare ai piccoli investimenti nel territorio. C’era già una lettera delle imprese che avevano l’incarico di mettere in sicurezza il territorio datata il 5 di agosto e mandata al governo Renzie”. Al leader si aggiunge l’attacco del gruppo parlamentare dei Cinque Stelle al Senato che sulla pagina ufficiale di facebook affianca a un video in cui interviene Paola Taverna un testo nel quale tra l’altro si legge: “Matteo Renzi, insieme al suo governo, ha un morto e milioni di euro di danni sulla coscienza. Vedere Renzi speculare in televisione sull’alluvione di Genova è ai limiti del sopportabile”. 

Quel “Renzi sapeva” di Grillo si riferisce alla lettera, di cui peraltro ha dato conto il Fatto Quotidiano, con la quale le imprese che avevano vinto la gara per lavori di messa in sicurezza del territorio scrivevano al governo chiedendo di poter iniziare i lavori. “La tragedia c’è stata – dice Renzi – Con un morto, migliaia di persone disperate, negozi pieni di roba che avevano ordinato per la stagione invernale, pianti di persone che sono lì con questi ragazzi meravigliosi che danno loro una mano. Non hanno più intenzione di riaprire il negozio, hanno perso fiducia. Più incazzato di me era il parroco della Foce che chiedeva i soldi. Vogliono i soldi immediatamente! Non fare dei tweet e delle boutade ad aprile. Vogliono i soldi!”. “Io – continua – ci sono, il M5S c’è e ci sarà sempre dalla parte delle persone sconfitte. Basta con questa gente che manda i tweet, fa le mozioni e poi non mantiene quello che dice”. 

Grillo torna anche sulle contestazioni della mattinata al museo di storie naturali di Genova: “Mi sono preso i miei fischi, me li tengo, vi ringrazio che mi avete anche detto ‘spala!’. Se vi rappresento la politica e dovete sfogarvi, bene, sfogatevi su di me – dice nel video il leader M5s – io uscirò di nuovo. Sono pronto a prendermi tutti gli sfoghi perché avete tutte le ragioni del mondo. Anche se la mia coscienza è a posto perché è la mia città”. E annuncia una mozione di sfiducia al governo Renzi “perché non ha mantenuto le promesse: queste sono persone che mentono sapendo di mentire e chi ci va di mezzo sono sempre i poveracci”. Infine il leader Cinque Stelle rilancia la campagna di raccolta fondi per la cittadinanza di Genova attraverso “interviste a pagamento”: posta sul blog l’indirizzo Iban del conto. Il tariffario prevede 2mila euro per intervistare lui e 1.500 per Casaleggio. “Quando ricevo la notifica dell’avvenuto bonifico rilascio l’intervista”.

A questo si aggiunge il post del gruppo M5s al Senato: “L’ossessione per gli annunci, lanciati come fuochi d’artificio dai salotti televisivi, sarebbe patetica se non fosse tragica. Ma è tragica – si legge – Un presidente del consiglio non può promettere rivoluzioni mentre accetta i il cappio al collo della finanza europea e dell’euro. Perché di questo si tratta: Renzi ha promesso a marzo, al culmine della sua luna di miele con l’elettorato, di tutto e di più. Fra queste prese in giro pubbliche rientravano anche 2 miliardi circa per la tutela del territorio e contro il dissesto idrogeologico. Ma il premier che ha vinto le europee al grido di ‘meno austerità’ ha poi vestito i panni del vassallo della Merkel e della Troika europea e tutte le risorse promesse per rilanciare il Paese e metterlo in sicurezza sono rientrate nel cassetto dei sogni”.