“Vieni a spalare, invece di parlare”. “Ci sono già i parlamentari, noi ci siamo, perché non portate a spalare Renzi?”. Il passaggio di Beppe Grillo nella sua città, in ginocchio dopo l’alluvione di venerdì 10 ottobre, coincide anche con una contestazione da parte dei suoi concittadini: “Vuoi una pala?” gli hanno chiesto alcuni ragazzi fuori dal Museo di storia naturale invaso dal fango. In quel momento il leader del Movimento Cinque Stelle si trovava in via Brigate Partigiane, nella zona – ha detto – in cui è cresciuto da bambino, a bordo di uno scooter e ha visitato alcune strade alluvionate accompagnato da un parroco della zona. Alcuni ragazzi gli hanno gridato dagli scaloni del museo: “Vai via, eppure qui c’è da spalare”, per poi apostrofarlo con un “vaffa“. Grillo ha risposto: “Siamo tutti dalla stessa parte”, e ancora “andate a dire a Renzi di spalare, noi siamo tutti qui a spalare”. Avvicinato dai giornalisti uno dei giovani contestatori ha spiegato che i grillini “sono dentro alle istituzioni e non fanno nulla come tutti gli altri”. “Ci sentiamo insultati da tutti quelli che vengono qui e non fanno niente, che vengono a parlare e basta”, ha aggiunto. Mentre Grillo ha visitato i quartieri di Genova in difficoltà, Forza Nuova ha affisso alcuni cartelli a Sant’Ilario (dove il comico abita) con la scritta “A Roma al circo Massimo… a Genova fuori tempo massimo”. Su Twitter, invece, il presidente di Sel Nichi Vendola twitta: “Non è un #grillo. È solo uno sciacallo”. Il sindaco Marco Doria ironizza su quella che chiama “passata veloce”, mentre il consigliere comunale dei Cinque Stelle Paolo Putti sostiene che “Grillo è stato giustamente criticato dai ragazzi che spalano il fango da giorni, ma non parlerei di contestazioni”. 

Grillo ha visitato l’area alluvionata tra piazza della Vittoria e via Brigate Partigiane. In città – ha detto – ci sono anche alcuni parlamentari grillini, così come il M5s aveva “promesso” nei giorni scorsi. “I parlamentari sono già distribuiti a spazzare. Hanno già spazzato merda in Parlamento figuriamoci se hanno problemi a spazzare fango qui”. Sono 7-8, forse di più. I nomi certi sono quelli di Sara Paglini, Vincenzo Santangelo, Matteo Mantero, Sergio Battelli, Simone Valente, Massimiliano Bernini, Alberto Airola.  

“La colpa è anche della stampa che non fa il suo lavoro”
Il leader M5s, accompagnato da un energico servizio di sicurezza “anti cameramen”, ha chiesto ai giornalisti di allontanarsi per poter parlare con alcuni volontari: “Non sono qui per fare passerelle”. “I giornalisti li ho portati io – ha continuato – qui altrimenti qui non c’era nessuno, una larga parte di colpe è della stampa che non fa il suo lavoro”, ha detto. Ai cronisti che gli facevano notare che giorni stavano seguendo gli effetti dell’alluvione Grillo ha ribadito rivolto agli abitanti: “quando vado via io da qui se ne vanno tutti, approfittatene finché sono qui per dire quello che dovete dire”. “Volete intervistarmi? Benissimo. Versate 2mila euro e sono tutto per voi, poi li giro agli alluvionati. Altrimenti andate a fare in culo” ha detto a una troupe della Rai che stava seguendo il suo giro. E mentre gli “angeli del fango” lo contestavano, il leader M5S se l’è presa ancora con le telecamere colpevoli di averlo “accerchiato”: “Siete la vergogna del Paese” ha gridato mentre stava salendo in scooter per andare via. 

“Se vi fa piacere prendetevela con me”
Tra le persone che lo hanno avvicinato anche un vecchio amico: “Conosco tuo fratello, cazzo, è lui che mi ha portato a vedere qui. Questa è la mia città” ha detto Grillo. “Se vi fa piacere prendetevela con me se vi fa piacere sfogarvi” ha continuato parlando con il commerciante. Quest’ultimo ha spiegato: “Ho un’attività, abbiamo 13 dipendenti. Li ho visti crescere e fare figli. Ora li devo tirare su e li tirerò su”. Il leader del Movimento ha rilanciato un’idea del parroco che lo ha accompagnato per le strade di Brignole: “Serve una persona, un referente per ogni quartiere, che non sia un politico, che abbia un Iban con cui può raccogliere soldi. Entro novembre dev’essere pronta la lista di tutti i danni, entro dicembre devono essere liquidati”. Il negoziante ha replicato: “Noi abbiamo bisogno che il Comune faccia il Comune, la Regione la Regione, lo Stato lo Stato”. “Non lo fanno – ha ribattuto Grillo – E’ la seconda volta che il Comune fa il Comune e la Regione fa la Regione. Hanno messo 7 miliardi in Grandi Opere. Voi avete bisogno di essere aiutati immediatamente”. Dopo aver visitato le zone alluvionate del centro, Grillo si è spostato in moto verso Borgo Incrociati, dove l’esondazione del Bisagno ha causato anche una vittima, poi ha raggiunto corso Sardegna e corso Torino dove si è fermato a parlare con un gruppo di volontari. Prima di ripartire, il titolare di un panificio di piazza Savonarola gli ha regalato un pezzo di focaccia.

Il cdr del Secolo XIX: “Giornalisti aggrediti da energumeni e angeli del fango intimiditi”
A metà pomeriggio la redazione del quotidiano genovese Il Secolo XIX “manifesta la sua solidarietà ai colleghi – giornalisti, video-reporter e fotografi – che, mentre svolgevano il loro lavoro, sono stati aggrediti dagli energumeni di cui si è circondato Beppe Grillo durante la sua visita alla popolazione alluvionata di Genova”. In una nota del cdr del giornale i giornalisti si chiedono “da chi sentisse la necessità di difendersi il leader del Movimento Cinque Stelle, nella sua città, che da quattro giorni sta cercando di risollevarsi dall’ennesima tragedia. Di certo le gomitate rifilate da un buzzurro palestrato a due videoperatori precari, fra cui una donna, e la violenza usata contro altri due colleghi fotografi del Secolo XIX, anche loro precari, sono un pessimo messaggio politico”.

Per giunta – continua il comunicato – “che brutte immagini la diretta streaming e i filmati in cui uno dei membri di quella scorta improvvisata cerca di intimidireun ‘angelo del fango’ che aveva osato criticare il suo leader. Sarebbe un sollievo poter dire che tutto questo è solo una caduta di stile, la scarsa empatia nei confronti di persone che guadagnano poco e lavorano tanto e che negli ultimi quattro giorni sono state impegnate giorno e notte, a fianco a tutti i genovesi. Purtroppo, abbiamo l’impressione di assistere a qualcosa di più grave: metodi violenti che hanno l’eco sinistro dello squadrismo, un’avversione a valori democratici come il diritto all’informazione e alla critica, un pericoloso imbarbarimento della vita civile e democratica”. In un post scriptum all’articolo sul suo blog il M5s ha precisato che “il Movimento 5 Stelle si dissocia da alcuni comportamenti violenti avvenuti a Genova questa mattina durante la visita di Beppe”. Grillo a Genova “non era accompagnato da nessuna guardia del corpo” e comunque “la violenza non è nel dna del Movimento 5 Stelle e agli operatori coinvolti va la nostra solidarietà e li invitiamo anzi a denunciare i fatti”.