“Sensazionale”, scrive la stampa del Regno Unito. In effetti si tratta di un solo seggio a Westminster, ma è il primo guadagnato dall’Ukip di Nigel Farage, che è stato assegnato dopo una elezione suppletiva per la defezione di un parlamentare conservatore passato tra le file del partito antieuropeista lo scorso agosto. Però – ed è qui il sensazionale – è anche la prima volta che Farage sfonda la porta del parlamento britannico, con un partito uscito vincitore alle scorse elezioni europee di maggio (quasi il 28% dei voti e 24 europarlamentari guadagnati) che non era mai riuscito a occupare una poltrona di una delle istituzioni democratiche più antiche del mondo.

Così pochi mesi fa Douglas Carswell, ora rieletto a Clacton-on-Sea con il 60% dei voti, dopo il passaggio al partito alleato del Movimento Cinque Stelle all’europarlamento, si era dimesso, per poi rimettere il suo destino politico nelle mani degli elettori. Non proprio un obbligo di legge, ma le buone maniere britanniche quasi lo impongono: se si sceglie un’altra formazione bisogna far convalidare questa decisione dal voto degli elettori. Nella cittadina di Clacton, Carswell ha ottenuto 21.113 voti, mentre il candidato conservatore si è fermato a 8.709 e quello laburista a 3.957.

La marcia dello United Kingdom Independence Party verso Westminster, in effetti, è durata ben 21 anni. Il partito, fondato nel 1993, è il più antieuropeista del panorama britannico e uno dei più anti-Bruxelles del panorama europeo. E, secondo la stampa che riporta le dichiarazioni dei suoi esponenti, anche anti-immigrati, nonostante pochi giorni fa il leader Farage abbia specificato, proprio in preparazione di queste suppletive, di essere solo contro l’immigrazione “indiscriminata e che non porta benefici”.

Certo, proprio nel giorno pre-elettorale lo stesso Farage si è persino scagliato contro le persone sieropositive, sostenendo che gli immigrati portatori del virus dell’Hiv non dovrebbero entrare nel Regno Unito. A Londra è scoppiata la polemica, ma probabilmente anche questo ha favorito la vittoria di Clacton- on-Sea, dove in alcuni quartieri la disoccupazione tocca il 50%.

Un voto di protesta legato al malcontento dei cittadini, quindi? Non solo, e di certo non è esclusivamente legato all’immigrazione. Ci sono anche l’Europa e Bruxelles. La defezione di questo parlamentare, del resto, era dovuta proprio alle politiche di Cameron sull’Europa, giudicate da Carswell troppo morbide e “attendiste”. Il primo ministro Tory ha più volte ribadito di volere rivedere la condivisione dei poteri con l’Ue e ha dato quasi per certo un referendum “dentro o fuori” nel 2017. Chiaramente in caso di rielezione a maggio 2015, alle politiche.

Il referendum è una consultazione che quasi sicuramente si terrà ma il cui esito sarà legato ai risultati ottenuti dal dialogo-scontro con Bruxelles. Cameron vorrebbe limitare la libertà di circolazione delle persone all’interno del recinto comunitario e sostituire alla dichiarazione europea dei diritti dell’uomo un testo redatto dal Regno Unito. In sostanza, un documento che limita di molto la possibilità in Uk di ‘deportare’ (brutto termine, ma è quello che si usa in Gran Bretagna) criminali stranieri e di impedire loro l’accesso al Paese.

Poi ci sono tante altre questioni, come le leggi alimentari, di etichettatura, le norme sull’agricoltura e un continente, quello europeo, da sempre visto come “altro” e “diverso”. Molti però cominciano a pensare che anche il partito conservatore sia troppo debole nelle sue posizioni. Del resto, Farage lo ha detto più volte: “Voti Tory e ottieni Labour”. Come a dire che, questo o quello, pari sono. Nelle ultime ore è arrivata la defezione di un altro parlamentare, Mark Reckless, a Rochester, passato dai Tory all’Ukip. Una piccola rivoluzione. Ma il 7 maggio del 2015 si rinnoverà l’intero parlamento. E potrebbero esserci sorprese.

Appena conquistato lo storico risultato, Nigel Farage ne spara una delle sue: il leader dell’Ukip ha dichiarato in una intervista a Newsweek Europe che deve essere negato l’ingresso nel Regno Unito agli immigrati positivi all’Hiv. Nel corso di un programma radiofonico, Farage ha sostenuto che l’Nhs (il Servizio sanitario nazionale, ndr) “è per i britannici e per le famiglie che lo pagano da generazioni”. L’ingresso dovrebbe essere vietato, inoltre, a quanti sono affetti da tumori o malattie come la “tubercolosi” che, afferma, “sta costando al Servizio sanitario nazionale un sacco di soldi e la maggior parte dei casi provengono dall’Europa Meridionale e orientale”. Una delle maggiori associazioni di volontariato per i malati di Aids in Gran Bretagna, il Terrence Higgins Trust, ha dichiarato che il leader Ukip si dovrebbe “profondamente vergognare” per le sue dichiarazioni che rivelano una “oltraggiosa mancanza di comprensione” per questioni tanto delicate.