E’ il modo peggiore di esprimergli solidarietà, quello scelto dalle 301 persone che alle 17.10 hanno già condiviso su Facebook la foto del 14enne di Pianura seviziato da un balordo che gli ha perforato l’intestino con un compressore per pneumatici. Una foto, messa in rete da uno speaker di una notissima radio napoletana, dove il ragazzino violentato viene indicato col suo nome di battesimo e appare felice in tenuta da calcetto nella squadra del quartiere di Napoli. E’ il modo peggiore, perché dando in pasto al pubblico il nome e la foto del ragazzino – sia pure con lo scopo di incoraggiarlo a guarire presto e a ritornare allegro come appare nell’immagine – si allarga la platea delle persone che assoceranno quel volto paffuto e sorridente all’ignobile crimine di cui è stato vittima. Rendendogli più difficile superare questo trauma. Una operazione che richiederà tempo, psicologi, cure, amore, rispetto. E molta discrezione.

La Carta di Treviso, un codice deontologico dell’informazione che affronta le problematiche delle notizie relative ai minorenni, nacque in seguito alle conseguenze dei resoconti giornalistici sulla battaglia legale per l’affidamento della piccolissima Serena Cruz, una bambina di Manila al centro di un controverso caso giudiziario. A furia di scrivere il suo nome e cognome e a pubblicare la sua foto, Serena Cruz è cresciuta ed è diventata donna senza riuscire a sfuggire dalle curiosità a volte morbose sulle sue vicende. La famiglia che la riadottò per un periodo, fu costretta a cambiare residenza diverse volte. Ecco perché la redazione de IlFattoQuotidiano.it ha deciso di non rivelare il nome del ragazzino, e tantomeno pubblicarne la foto, nemmeno attraverso l’ipocrita mezzuccio di fascettare gli occhi per renderlo “irriconoscibile” (come se questo fosse sufficiente, peraltro). Abbiamo però deciso di raccontarvi il modo in cui questa foto viene utilizzata. Augurandoci che questo induca a farla togliere dai social network. Qualcuno, tra i commenti, ci dà ragione. Scrive Lidia su Fb: “Forse non è un’ottima idea diffondere l’immagine del ragazzo. Lo so che è fatto con le migliori intenzioni, non ho dubbi, però…”