Né caso per caso né ordinanze prefettizie: serve un orientamento chiaro sulla materia dei matrimoni delle coppie omosessuali. E’ il senso del messaggio del sindaco di Torino e presidente dell’Anci Piero Fassino che manda al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro degli Interni Angelino Alfano per chiedere un incontro e definire meglio una questione “che la legge riconosce in capo agli enti locali” come dichiara Fassino. Tutto questo mentre vari sindaci d’Italia prendono posizione. L’ultimo in ordine di tempo è il primo cittadino di Catania Enzo Bianco (Pd): “Sono pronto a garantire il rispetto dei diritti civili”. Su posizioni simili i colleghi di Livorno, Messina, Bologna, Pescara. Meno netti i sindaci di centrodestra. Nel frattempo il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha trascritto 7 matrimoni all’estero (Fratelli d’Italia ha già annunciato ricorso). La prefettura di Udine, invece, ha inviato una lettera al Comune con cui ha rivolto un “invito” all’amministrazione a cancellare la trascrizione nello stato civile del matrimonio di Adele Palmeri e Ingrid Owen, che si sono sposate in Sudafrica e attualmente vivono in Belgio. “Andremo avanti sul percorso intrapreso – replica il sindaco Furio Honsell parlando all’Ansa – Non è nostra intenzione accettare, sulla base di una circolare del ministro, di azzerare le considerazioni etiche e giuridiche che sono alla base della scelta fatta. Porteremo un tema così importante davanti a un tribunale”. 

Alfano: “Disobbedienza? Abbiamo il potere di annullamento”
In giornata Alfano era stato di nuovo chiaro sul tema, rifiutando qualsiasi indulgenza in caso di disobbedienza civile dei sindaci italiani: “Noi abbiamo il potere di annullamento di queste registrazioni ed è quello che abbiamo già indicato di fare nella direttiva” ha detto il capo del Viminale entrando al Consiglio Ue. “Ho chiesto ai prefetti di far applicare la legge – aggiunge – non c’è stata lesione dell’autonomia dei sindaci perché i sindaci agiscono come ufficiali del governo e quella dei registri è competenza dello Stato. La legge non c’è e dunque non si può fare quello che alcuni sindaci hanno fatto di registrare in Italia delle nozze tra persone dello stesso sesso, contratte all’estero. Questa è la legge. Quando la legge sarà cambiata, il ministero dell’Interno farà applicare la legge nuova, ma fino a quando non cambia il dovere è quella di farla rispettare”.

Fassino: “Serve una legge che colmi un vuoto normativo”
Fassino in una lettera a Renzi e Alfano spiega che “appare evidente come sulla questione della trascrizione delle unioni coniugali contratte all’estero tra persone dello stesso sesso sia indispensabile un quadro legislativo nazionale che, colmando un vuoto normativo, consenta ai Comuni di gestire le ricadute operative in modo uniforme sull’intero territorio del Paese”. Il presidente dell’Anci chiede un incontro e aggiunge: “Il tema, infatti, è troppo delicato per essere lasciato al caso per caso, né d’altra parte si può affidarlo ad ordinanze prefettizie. Peraltro giacciono in Parlamento numerose proposte di legge depositate da tutti i gruppi parlamentari. E sul piano della coscienza civile il tema ha conosciuto una evoluzione culturale che sollecita ad affrontarlo, superando paure e pregiudizi”. Per questo “mi auguro – conclude Fassino – che il Governo voglia assumere iniziative che consentano di favorire in tempi rapidi l’adozione da parte del Parlamento di soluzioni legislative adeguate” e “per tutte queste ragioni sono a chiedervi un incontro urgente per adottare orientamenti comuni”.

Pisapia: “Ho firmato personalmente nel pieno rispetto della legge”
Secondo Pisapia la trascrizione dei matrimoni all’estero è “un atto nel pieno rispetto della legge che prevede questo obbligo quando si tratta di matrimoni celebrati legittimamente secondo le norme dei Paese in cui si sono svolti”. Questo di oggi, scrive il sindaco di Milano su facebook, “è un ulteriore passo avanti di… Milano come ‘Città dei Diritti’ dopo il registro delle unioni civili, l’estensione alle coppie di fatto delle misure per il sostegno al reddito, il testamento biologico, lo sportello per la consulenza per la fecondazione eterologa e tante altre iniziative sui diritti sociali e civili che abbiamo promosso in questi anni. Spero – conclude – che quanto stanno facendo in questi giorni molti sindaci serva anche a sollecitare il Parlamento a varare una legge nazionale che possa superare ogni forma di discriminazione”.

La Corte di appello di Firenze annulla trascrizione in registro Grosseto
E’ anche il giorno in cui il Comune di Grosseto ha dato esecuzione alla sentenza della Corte di appello di Firenze che ha accolto il ricorso della procura contro la trascrizione di un matrimonio omosessuale contro all’estero nel registro delle unioni civili. “C’è una sentenza del giudice e noi la rispettiamo – ha affermato il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi – Il prefetto, nell’invito che ci ha spedito dopo le parole del ministro Alfano, ha allegato la sentenza e quindi non potevamo fare altrimenti”. La Corte di appello di Firenze a cui si era rivolta la procura ha annullato la sentenza del tribunale che ordinava al comune di trascrivere l’unione nel registro dello stato civile tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, che si erano sposati a New York nel 2012 e avevano chiesto che la loro unione fosse regolarizzata in Italia. Nel dispositivo dei giudici fiorentini si rileva che, durante il procedimento di primo grado al tribunale di Grosseto, non era stata citata l’avvocatura di Stato come prevede la legge. “L’ufficiale di stato civile, Mario Venanzi, così come negò la trascrizione prima di essere costretto dalla sentenza grossetana, adesso l’ha cancellata per lo stesso motivo. Non permetterei ad un dipendente comunale di andare contro la legge. Esiste comunque un vuoto normativo che soltanto il Parlamento, con una legge ad hoc, può risolvere” dice Bonifazi. 

Architetto di Grosseto sposato a New York: “Costretti a lasciare l’Italia”
“A me e Stefano rimangono due strade da percorrere: o ricominciare l’iter per avere il riconoscimento della nostra unione in tribunale a Grosseto, oppure cambiare paese dove vivere” commenta Giuseppe Chigiotti, l’architetto grossetano che si era sposato con Stefano Bucci a New York. “Vogliamo vivere in un paese dove esiste l’affermazione di qualsiasi diritto – ha proseguito Chigiotti – Se il mio paese non riesce a garantirmi questi diritti, vorrà dire che andremo a vivere da un’altra parte. Eventualità a cui stiamo pensando fortemente. Ancora una volta hanno deciso di non decidere per non inimicarsi la magistratura. Se avessero annullato la sentenza perché era contro la legge, la cosa sarebbe finita qui. Ma purtroppo non è così”. 

Il cardinale dal Sinodo: “Nozze gay non sono cosa buona”
Sul tema dell’omosessualità interviene anche il Vaticano. Al Sinodo finora “non se n’è parlato molto”, spiega il portavoce della sala stampa padre Federico Lombardi, però “se n’è parlato nella linea pastorale dell’ascolto, del rispetto, dell’accoglienza, pur tenendo fede alla visione della Chiesa che il matrimonio è sempre tra un uomo e una donna, non tra un uomo e un uomo o tra una donna e una donna. Anche qui è stata sollecitata attenzione al linguaggio quando esso possa sembrare poco rispettoso”.

Alla domanda dei giornalisti se si può pensare a una benedizione per le coppie omosessuali, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, ha risposto che “si può parlare di tutto e dire tutto ma bisogna essere molto onesti: per noi, per la cultura umana in genere, il matrimonio è quello fatto da un uomo e da una donna, con elementi interiori precisi. Noi possiamo dire che non giudichiamo le coppie omosessuali, che teniamo conto della buona fede, però dire che benediciamo la loro unione, dire che questo è un matrimonio questo mai, secondo logica e identità, ma neanche benedirla come cosa buona, questo no”. “Altra cosa è dire che ognuno fa le sue scelte – ha aggiunto il porporato e canonista -, che ci possono essere persone buone, ma altra cosa è dire che quell’unione è una cosa buona”. 

L’Arci: “Alfano ci riporta al Medioevo”
Per l’Arci l’intervento di Alfano è un “provvedimento ci fa tornare al medioevo – dichiara la presidente Francesca Chiavacci – Dal punto di vista del metodo è invasivo perché cancella la storia delle autonomie locali, è fatto dal ministro degli Interni ma così suona quasi come una cosa di ordine pubblica, dando un segnale molto pesante rispetto anche ad alcune affermazioni del presidente del Consiglio sul possibile riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso”. La presidente Chiavacci è intervenuta a Palermo dove fa tappa la carovana antimafia con Libera e Avviso pubblico. “Il Paese è molto più avanti delle norme a disposizione – ha aggiunto Chiavacci – così si dà un segnale di arretratezza culturale: non so cosa faranno i sindaci, abbiamo appreso che alcuni faranno una sorta di disobbedienza civile a questi provvedimenti, noi comunque siamo pronti a stare loro vicini e a mobilitarci in qualsiasi maniera nelle città dove questo avverrà”.

Estonia, via libera a legge unioni civili senza distinzioni di genere
Intanto il Parlamento dell’Estonia ha approvato una legge che regolarizza le unioni omosessuali, diventando la prima Repubblica ex sovietica ad adottare una decisione simile. La proposta, che riconosce le unioni civili indipendentemente dal genere delle persone che le compongono, è stata approvata con 40 voti favorevoli e 38 contrari; tre i deputati assenti o astenuti nella terza e decisiva lettura della legge. Il testo prevede di dare alle coppie unite civilmente, che siano eterosessuali o omosessuali, gli stessi diritti a livello finanziario e sociale delle coppie sposate. Inoltre riconosce loro i benefici sanitari previsti dal governo e tutele per i bambini. La nuova legge non concede però alle coppie unite civilmente gli stessi diritti di adozione riconosciuti a quelle sposate; tuttavia permette a uno dei due partner di adottare il figlio biologico dell’altro.