Tutti ma non gli uomini di Massimo Bitonci. Gli amministratori della provincia di Padova il 12 ottobre vanno al voto per le elezioni di secondo livello. E pur di non veder vincere rappresentanti vicini al neosindaco di Padova del Carroccio, il Partito democratico e il Nuovo centrodestra sostengono il primo cittadino di lista civica (e simpatizzante del leghista Flavio Tosi) Enoch Soranzo. Dall’altra parte Massimiliano Barison, sindaco di Forza Italia sostenuto dal “correntone” dei pro Bitonci.

Saranno 104 i sindaci e 1252 i consiglieri comunali votanti per la nuova provincia di Padova il prossimo 12 ottobre. Il vice presidente Mirko Patron ha firmato due settimane fa i decreti che fissano le operazioni di voto. La Provincia diventerà così un ente di area vasta di secondo livello i cui organi non saranno eletti direttamente dai cittadini, ma dagli amministratori locali. Questo per rimanere all’ufficialità. E al ridisegno delle competenze. Ma intanto, nei giorni prima delle candidature ufficiali sono iniziati non senza cambi di fronte dell’ultimo minuto dovuti a veti imposti sui nomi delle liste, gli «apparentamenti insoliti». Che soprattutto a sinistra hanno avuto soprattutto il sapore di una corsa folle per una coalizione «anti-lega». O meglio, anti-bis. Il timore infatti, dopo l’elezione a sindaco di Massimo Bitonci era che la fronda bitonciana arrivasse anche in Provincia. Un timore niente affatto campato in aria se considerato il supporto possibile dei consiglieri di maggioranza e di quelli di altri comuni leghisti della provincia.

E così, mentre il vice presidente della Provincia di Padova Mirko Patron parla di «momento storico che ridisegna la Provincia in attesa di una più ampia rivisitazione del titolo quinto della Costituzione italiana» e di competenze in ambiti delicati da ridisegnare, nella scelta tra le due liste che, ormai depositate, sono definitive, sono nate alleanze insolite tra Pd e una parte dei leghisti (quelli anti-Bitonci, ovvio). E si sono «scissi» partiti. Tra gli altri, oltre ai già citati leghisti, pure i forzisti e l’Ncd. A «correre» da presidenti della Provincia alla fine saranno infatti due sindaci di centrodestra. Uno è appunto Barison, sindaco forzista 43enne di Albignasego che sarà in sella alla coalizione in cui è entrato il correntone leghista pro-Bitonci ma che vedrà anche l’appoggio di alcune civiche e di Forza Italia, quella parte però legata al coordinatore regionale Marco Marin. «Il mio nome è uscito come rappresentante del centrodestra seguendo logiche territoriali – dice Massimiliano Barison – poi un tavolo regionale tra consiglieri ha stabilito che dovesse esserci anche l’altra coalizione. Si tratta di un laboratorio politico che più che al territorio guarda a future alleanze per le regionali. Un’ammucchiata. Qualcuno mi ha anche chiesto di ritirarmi ma non l’ho fatto e ora che le candidature sono state presentate i partiti non si fanno sentire granché, sono tutti in attesa».

«L’altro» è Soranzo, sindaco di Selvazzano dal 2009, di simpatie tosiane, che sarà appoggiato invece da una coalizione più eterogenea che parte da un pezzo del Nuovo centrodestra (un’altra parte, che viaggia intorno al centinaio di voti pare si sia svicolata per una querelle sul veto imposto all’inserimento in lista di una dei suoi), dal Carroccio tosiano da una parte dei forzisti legati a Leonardo Padrin ma anche dal Pd. Dal Pd inizialmente sostenevano il sindaco di Loreggia Fabio Bui, che avrebbe fatto però un passo indietro proprio all’ultimo «per allargare la squadra» rimanendo però, in lista dei 10 per Soranzo. Sentita la notizia le reazioni sono state immediate. Sel ha detto che non voterà quel candidato e nemmeno la civica di Padova, «Padova 2020». Dal partito democratico di Selvazzano invece è arrivata perfino una comunicazione ufficiale. E a farla è stato proprio il segretario locale, Antonio Santamaria, che non più di quattro mesi fa aveva sostenuto la lista civica «Dentro Selvazzano» concorrete a quella di Soranzo. Cittadini stupiti? Le cose cambiano, ca va sans dire.