Il muro a protezione delle case, che gli abitanti di via Ponchielli, a ridosso dei binari, avevano chiesto di costruire a Ferrovie dello Stato otto anni prima del disastro di Viareggio, avrebbe fermato per l’80 per cento l’espansione di gpl. E’ il parere degli esperti incendiari Francesco Marotta, Nicola Carcassi e Marcello Mossa Verre, che, al processo per il disastro ferroviario al Polo fieristico di Lucca, hanno confermato il contenuto delle relazioni fatte nel 2011 per conto della Procura di Lucca. Nella notte del 29 giugno 2009, il gas propano liquido fuoriuscì da una delle 13 cisterne di un treno merci che deragliò mentre passava attraverso la città. In pochi istanti, il fuoco avvolse case e vie e uccise 32 persone. Il danno sarebbe stato ridotto a un quinto, almeno dal lato est della ferrovia, se ci fosse stato il muro. E non solo: gli esperti non hanno nascosto che l’evento avrebbe potuto essere più catastrofico, se nel deragliamento si fossero squarciate anche le altre cisterne, lasciando fuoriuscire le 594 tonnellate di gas trasportate quella notte.

“Il fatto grave emerso è che nelle società del gruppo Fs non ci sono documenti che prendano in considerazione il rischio estremo di fuoriuscita di gpl o altra sostanza pericolosa trasportata sui binari. Ed è una grossa lacuna per quanto riguarda la valutazione dei rischi”, spiega al fattoquotidiano.it l’avvocato Gabriele Dalle Luche, difensore dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in Trenitalia. “Grande assenza nel sistema di gestione della sicurezza ferroviaria anche la mancanza di una qualsiasi valutazione, e quindi tentativo di riduzione di rischi, per gli abitanti, in caso di deragliamento di treni merci che trasportano sostanze pericolose. Non c’è una valutazione dei rischi che tenga conto di questo scenario per quanto riguarda terze persone, cioè chi vive lungo l’asse ferroviario”.

Un evento come quello di Viareggio, secondo la difesa degli imputati, però, era impossibile da prevedere. “Sciocchezze. La difesa degli imputati ha cercato di sminuire la prevedibilità di una catastrofe come quella di Viareggio. E’ dal 2007 però che a livello internazionale, con l’Agenzia ferroviaria europea, ci sono discussioni sull’argomento del trasporto di merci pericolose, un tema ampiamente dibattuto soprattutto per quanto riguarda le misure da adottare, come la riduzione della velocità. Dire che non era prevedibile non sta né in cielo né in terra” conclude il legale.