Oscar Pistorius non colpevole di omicidio volontario. Il giudice monocratico Thokozile Masipa, mentre leggeva la sentenza, ha detto che non esistono prove a sufficienza per affermare che l’atleta abbia volontariamente ucciso la fidanzata, Reeva Steenkamp. Il giudice ha anche aggiunto, prima di rinviare la decisione a domani, che “una persona ragionevole non avrebbe sparato 4 colpi dentro il box del bagno”, facendo ipotizzare, così, per una condanna per omicidio colposo, come riporta la Bbc

L’atleta 27enne è entrato nell’aula di Pretoria senza dire una parola ai giornalisti che lo attendevano, pallido in volto. E durante la lettura del verdetto ha pianto. Sono quattro gli scenari che Pistorius ha davanti a sé. Potrebbe arrivare una condanna per omicidio omicidio colposo, la tesi della difesa, che il giudice ha definito “non da escludere” durante la lettura delle motivazioni. “Se così fosse – spiega l’avvocato Michael Motsoeneng alla Bbc online – la pena potrebbe essere inferiore ai 10  anni

La notte del 14 febbraio 2013, la modella 29enne venne colpita a morte da quattro proiettili sparati da Pistorius nella sua villa. Fu lo stesso atleta a chiamare la polizia, che quando arrivò trovò la ragazza morta in bagno. Pistorius dichiarò che si trattò di incidente: stava dormendo quando sentì Reeva urlare. Pensò che ci fossero i ladri. Si alzò dal letto ed andò in bagno. Ma la porta era chiusa, e lui, impaurito, fece fuoco.

L’accusa sostiene che si trattò invece di omicidio premeditato. Pistorius e Reeva quella sera di San Valentino avevano litigato. Una lite confermata dai vicini di casa che sentirono le urla prima di quei quattro colpi di pistola.