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La Russia risponde all’Ue sulla pace in Ucraina: “È vicina, ma è presto per i dettagli. Bruxelles non può fare da mediatore”

Parole che si scontrano con alcuni dei nomi circolati in questi giorni come possibili mediatori e che si scontrano con quelle del ministro degli esteri, Antonio Tajani, secondo cui "il mediatore lo sceglierà l'Ue"
La Russia risponde all’Ue sulla pace in Ucraina: “È vicina, ma è presto per i dettagli. Bruxelles non può fare da mediatore”
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Passate le celebrazioni del 9 maggio in Russia, la guerra dei droni torna calda. A raffreddare, invece, sono gli entusiasmi delle scorse ore, dopo le parole di Vladimir Putin che prevede una “fine vicina” della guerra e le prime ipotesi sui nomi del mediatore. Perché da Mosca puntualizzano: è troppo presto per definire i “dettagli” sulla fine del conflitto e, comunque, l’Europa “è esclusa come mediatore perché punta a prolungare il più possibile il conflitto”.

“Le basi gettate in termini di processo di pace ci permettono di affermare che la fine è vicina – ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riprendendo le dichiarazioni del presidente – Ma in questo contesto, al momento, non è possibile parlare di dettagli specifici”. Chiaro, dunque, che dalla Russia è arrivata più una dichiarazione d’intenti ufficiale che un aggiornamento sullo stato di avanzamento di trattative che, al momento, sembra siano ancora in una fase embrionale. Di sicuro, ha precisato il viceministro degli Esteri Alexander Grushko, c’è che per Mosca pensare all’Europa come possibile mediatore è un’opzione non percorribile. L’Ue mostra di volere “prolungare il più possibile il conflitto” in Ucraina, ha detto, e ciò “esclude l’Unione europea come un mediatore per il raggiungimento della pace”.

Parole che si scontrano con alcuni dei nomi circolati in questi giorni come possibili mediatori e che si scontrano con quelle del ministro degli esteri, Antonio Tajani, secondo cui “il mediatore lo sceglierà l’Ue“. Per due volte la settimana scorsa il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sottolineato l’esigenza di aprire un dialogo con Mosca e il presidente Putin, sabato, ha risposto che la Russia “non ha mai rifiutato” di tenere negoziati con la Ue, ipotizzando come figura di mediatore l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Che però non è ben visto in Ue visti i suoi trascorsi tra Gazprom e Rosneft.

“Vediamo le azioni pratiche dell’Unione europea – ha proseguito Grushko – Sì, la retorica è apparentemente volta a ristabilire la pace, chiedono un cessate il fuoco, la pace. Ma in realtà stanno facendo tutto il possibile per prolungare il conflitto il più possibile. Questa logica determina le loro azioni. E quindi esclude per ora qualsiasi partecipazione costruttiva dell’Unione europea agli sforzi per trasformare il conflitto in un percorso politico-diplomatico. La posizione che assumono in merito alla risoluzione pacifica del conflitto esclude anche il suo raggiungimento. Ed esclude l’Unione europea come un mediatore o partecipe”.

Peskov, nel corso del briefing con la stampa, ha poi risposto anche a chi chiedeva se fosse ipotizzabile un incontro tra Putin e Volodymyr Zelensky. Il portavoce non l’ha escluso, spiegando però che “il presidente ha affermato di essere pronto a incontrare Zelensky a Mosca in qualsiasi momento. Avrebbe senso incontrarsi altrove solo se l’obiettivo è finalizzare il processo di pace. Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare per finalizzarlo e chiudere il capitolo”.

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