Diego Della Valle non ci sta e replica con un comunicato alle dichiarazioni del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, che nei giorni scorsi aveva avviato una polemica via Twitter con la compagnia ferroviaria Ntv dei treni Italo, scrivendo un “presto chiuderete!” in risposta a una promozione sui biglietti dell’azienda. “Il Senatore Gasparri – scrive Della Valle -, uomo politico buono per tutte le stagioni, mantenuto da noi italiani per decenni con stipendi principeschi, si è permesso di dichiarare pubblicamente il falso, augurando di fallire ad un’azienda italiana che occupa oltre 1000 persone con età media di 28 anni”.

L’azionista di Ntv, Nuovo Trasporto Viaggiatori, punta quindi il dito contro una classe politica che “non si è presa il disturbo di rispondergli a tono”. In una situazione di crisi economica come quella italiana, continua Della Valle, i cittadini non possono accettare che il mondo politico si comporti in maniera così arrogante e aggiunge: “Gasparri si deve dimettere o deve essere cacciato da chi ha l’autorità per farlo”. Anche perché “se rimarrà al suo posto con il silenzio del mondo politico vorrà dire che alla fine sono tutti uguali, pronti sempre a difendere le loro poltrone e i loro privilegi e che della tutela dei cittadini e dei loro bisogni se ne fregano. Noi esponenti del mondo del lavoro a tutti i livelli non dobbiamo più tollerare questi comportamenti vergognosi”.

La nuova polemica con il patron della Tod’s tra i protagonisti, è nata dopo la pubblicazione, da parte del senatore di Forza Italia, di un tweet in cui Gasparri scriveva: “Italo treno. Ma che promozioni, presto chiuderete”. Ne è nato un battibecco a suon di tweet con gli amministratori del profilo della compagnia ferroviaria con tanto di hashtag #tristegasparri. Il cinguettio del vicepresidente del Senato si riferiva alla non facile situazione finanziaria della compagnia fondata da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle e partecipata da Intesa Sanpaolo che è anche grande creditore del gruppo per eredità della gestione dell’istituto targata Corrado Passera.

Dopo l’ennesima chiusura dei conti in rosso, che nel 2013 è arrivata a quota 76 milioni di euro con debiti per 781 milioni, l’azienda nata nel 2010 per fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato e fresca di accordo per un anno di contratto di solidarietà per i suoi 1000 dipendenti, è prossima alla richiesta di un nuovo ammortizzatore sociale che secondo le ultime indiscrezioni riguarderebbe la mobilità per quasi un terzo dei lavoratori. Proprio mentre per Montezemolo, che è anche vicepresidente di Unicredit, si prepara la poltrona di presidente di Alitalia.