Tentativo fallito per Telecom Italia. Il gruppo francese Vivendi presieduto da Vincent Bollorè ha deciso di entrare in trattative esclusive con Telefonica per la cessione della sua controllata brasiliana Gvt, perché ritiene il prezzo proposto dagli spagnoli, 7,4 miliardi di euro, “particolarmente interessante”. Tradotto: l’offerta alternativa messa sul piatto da Telecom Italia, di cui Telefonica è azionista, è stata bocciata. Il gruppo guidato da Marco Patuano, il cui consiglio di amministrazione si è riunito mercoledì, aveva proposto 7 miliardi di euro più il 20% della stessa Telecom più una quota del 15% della società che sarebbe nata dall’integrazione tra Tim Brasil e l’operatore di telecomunicazioni Gvt. La nota di Vivendi sottolinea “la pertinenza e la qualità” dell’offerta, ma quella di Telefonica “risponde meglio agli obiettivi strategici e finanziari del gruppo”, che “intende divenire un gruppo industriale integrato orientato verso i media e i contenuti” e “mira a sviluppare una crescita organica delle sue controllate, pur non escludendo di tenere posizioni di minoranza in società alleate per distribuire contenuti”. Solo in serata Telecom Italia ha commentato la decisione, “prendendo atto” e ricordando di aver chiarito “sin dall’inizio” che avrebbe “mantenuto un approccio razionale nella sua strategia per il Brasile, massimizzando il valore per tutti gli azionisti”. La società continuerà dunque a “perseguire i piani di sviluppo ed investimento nel Paese coerentemente con il Piano Industriale 2014-2016, facendo leva sul forte posizionamento di Tim Brasil sul mercato”.

I francesi in Telecom al posto di Telefonica – Per Telecom il risultato sarà che l’8,3% del capitale ora in mano a Telefonica passerà ai francesi, che diventeranno così primi azionisti. L’offerta del gruppo di Cesar Alierta prevede infatti anche la cessione a Vivendi, nel caso questo “sia interessato”, della quota ancora detenuta in Telecom Italia. La partita brasiliana, peraltro, si intreccia con quella per le alleanze con Mediaset, nella cui pay tv Mediaset Premium gli spagnoli sono di recente entrati acquisendone l’11%Arnaud De Puyfontaine, amministratore delegato di Vivendi, ha detto che “avere una quota in Telecom Italia potrebbe essere attraente se ci consentisse di distribuire i nostri contenuti in modo conveniente e su piattaforme diverse”. Ma non significherebbe che il gruppo intende rientrare nel settore delle telecomunicazioni: “Non vuol dire che stiamo tornando alle telco, ma vogliamo avere relazioni con gli operatori di telecomunicazioni perché sono una grande opportunità per aziende attive nei media e nella produzione di contenuti”. “Avere rapporti con quei big player ci permette di pensare a come accedere alla loro base clienti”, ha aggiunto, precisando che un avvicinamento a Telecom “ci darebbe il potenziale per entrare nel mercato italiano”.

L’ultimatum di Telefonica e la plusvalenza da 3 miliardi – La contro-offerta degli spagnoli, resa nota giovedì mattina, comprende il pagamento in contanti a Vivendi di 4,663 miliardi di euro e azioni di nuova emissione pari al 12% della nuova Telefonica Brasil dopo che questa si sarà fusa con Gvt. Un rilancio notevole, rispetto ai 5,3 miliardi complessivi proposti all’inizio di agosto, e legato a un ultimatum stringente: Telefonica ha preteso di avere una risposta entro venerdì 29. Ma i francesi, il cui consiglio di sorveglianza era nel frattempo riunito a Parigi, hanno deciso ancora prima della scadenza. La nota diffusa di Vivendi spiega che il prezzo proposto dagli spagnoli garantisce “una plusvalenza da 3 miliardi di euro” e “le altre condizioni dell’offerta rispondono ugualmente agli obiettivi di Vivendi”. Vivendi incasserà, al netto del debito e delle tasse, “3,8 miliardi di euro” in contanti. L’agenzia AdnKronos scrive che Bollorè “avrebbe chiesto a Telecom un rilancio” prima di annunciare la trattativa in esclusiva con Telefonica per la vendita della brasiliata Gvt. Ma per la società guidata da Patuano non c’erano le condizioni per spingersi oltre l’offerta avanzata dai concorrenti spagnoli. Le negoziazioni esclusive tra Vivendi e Telefonica termineranno “il 28 novembre”, ha detto il direttore finanziario di Vivendi, Hervé Philippe, presentando i risultati semestrali della società, che ha registrato un fatturato di 5,546 miliardi, in calo del 3,5%, e un risultato netto di 355 milioni, -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013.

L’offerta italiana – La proposta italiana, secondo la maggior parte degli osservatori, includeva un progetto di partnership industriale potenzialmente interessante per il finanziere bretone che è tra l’altro azionista di Mediobanca con il 7%. L’operazione Ed (questo il nome in codice), i cui dettagli sono stati rivelati sempre giovedì mattina, prevedeva infatti la realizzazione di un piano strategico congiunto che permetta ai francesi di sfruttare Telecom e le sue controllate per veicolare i contenuti prodotti da Universal Music e Canal Plus. La nota di Telecom Italia spiega che con l’integrazione delle attività di Vivendi si punta alla “creazione di una nuova realtà leader nei settori Ict e Media & Entertainment, tra di loro sempre più convergenti”. Infatti “gli investimenti in broadband e ultra-broadband fisso e mobile stanno creando le condizioni per nuovi e alternativi modelli di fruizione di contenuti media & entertainment ‘anywhere, anytime, anydevice’, che porteranno a una sempre maggiore integrazione tra i due mercati. In tale panorama Telecom intende giocare un ruolo da leader e la partnership proposta a Vivendi va in questa direzione”. In base all’offerta, che avrebbe dovuto comunque avere il via libera dall’antitrust brasiliano Cade e dall’Agência Nacional de Telecomunicações, Vivendi sarebbe arrivata a detenere il 15% della nuova Tim e il 20% di Telecom. I cui cda si sarebbero allargati a due amministratori designati dai francesi. 

La reazione a Piazza Affari – In Borsa il titolo Telecom ha reagito alla notizia con un’impennata del 3,94%. Il rialzo è poi rientrato ma le azioni della compagnia sono rimaste comunque in territorio positivo, chiudendo la seduta a +2,14%.

Il ruolo di Cdp e la polemica su Twitter – Su Twitter è partita una polemica sul ruolo che Cassa depositi e prestiti avrebbe potuto svolgere per puntellare l’offerta di Telecom. Immediata la risposta via social network di Franco Bassanini, presidente della Cdp: “Telecom, società privata, non ce lo ha chiesto. La Cdp non è pozzo senza fondo. Anyway già finanziamo Telecom”.