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Dichiarazione dei redditi, per le detrazioni scattano nuovi tetti di reddito e filtri legati all’età dei figli. Tutte le novità

Per i figli sotto i 21 anni, la detrazione è assorbita dall'Assegno Unico Universale gestito dall’Inps, lasciando al genitore solo la possibilità di recuperare il 19% delle spese vive documentate. E chi supera la soglia di reddito medio-alto si trova davanti a un "soffitto" complessivo che limita l'ammontare totale degli oneri detraibili.
Dichiarazione dei redditi, per le detrazioni scattano nuovi tetti di reddito e filtri legati all’età dei figli. Tutte le novità
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La stagione della dichiarazione dei redditi 2026 entra nel vivo e i contribuenti si trovano a fare i conti con un Modello 730/2026 con alcune novità rispetto agli anni passati. Le spese sostenute nel corso del 2025 – per poter dar diritto a delle detrazioni – dovranno infatti superare nuovi filtri legati all’età dei figli e, soprattutto, a un complesso sistema di tetti massimi basati sul reddito complessivo. Non basta più raccogliere scontrini e fatture tracciabili: quest’anno il rimborso finale dipenderà in larga misura dalla situazione anagrafica del nucleo familiare e dalla soglia di guadagno dichiarata.

Modello 730/2026: come cambia il concetto di familiare a carico

Al centro della nuova impalcatura del Modello 730/2026 troviamo una riscrittura profonda delle detrazioni per i carichi di famiglia. Per decenni, la soglia di reddito per considerare un figlio fiscalmente a carico è stata un punto fermo del sistema. Oggi, pur confermando il limite di 4.000 euro per i giovani fino a 24 anni e di 2.840,51 euro per chi supera tale soglia, il legislatore ha introdotto una cesura netta basata sull’età anagrafica che modifica il beneficio economico diretto. Per i figli sotto i 21 anni, la detrazione fiscale in busta paga o nel 730 rimane assorbita dall’Assegno Unico Universale gestito dall’INPS, lasciando al genitore solo la possibilità di recuperare il 19% delle spese vive documentate. La fascia d’età protetta dalla detrazione IRPEF ordinaria, quella che un tempo arrivava fino all’indipendenza economica del figlio, si è drasticamente accorciata, concentrandosi ora esclusivamente tra i 21 e i 30 anni.

Questa modifica ha un impatto brutale per chi ha figli over 30 ancora conviventi o privi di reddito proprio. Dal 2026, infatti, la detrazione base per questi familiari viene meno, fatta eccezione per i casi di disabilità accertata. Si tratta di un cambiamento di paradigma che il contribuente deve recepire immediatamente per non commettere errori nella compilazione del quadro dei familiari a carico. Resta però una scialuppa di salvataggio tecnica: se il figlio trentenne non supera i limiti di reddito previsti dalla legge, il genitore mantiene comunque il diritto di portare in detrazione nel Modello 730/2026 tutte le spese accessorie, come quelle mediche, le rette per master post-laurea o le spese per l’affitto se studente fuori sede, nonostante la perdita della quota fissa mensile di detrazione.

Quoziente familiare, cosa cambia per i redditi elevati

Un’altra novità fondamentale che debutta con forza nella dichiarazione 2026 è il cosiddetto quoziente familiare applicato alle detrazioni per i redditi sopra i 75.000 euro. Fino all’anno scorso, la possibilità di scaricare oneri al 19% era limitata solo da tetti specifici per singola voce di spesa. Ora, chi supera la soglia di reddito medio-alto si trova davanti a un “soffitto” complessivo che limita l’ammontare totale degli oneri detraibili.

Il sistema prevede un importo base di spesa ammessa, pari a 14.000 euro per chi guadagna tra 75.000 e 100.000 euro e a 8.000 euro per chi eccede i 100.000 euro. Tale cifra non è però fissa, ma viene moltiplicata per un coefficiente che premia la natalità: se il contribuente è senza figli, il suo tetto di spesa viene dimezzato, mentre chi ha tre o più figli può sfruttare l’intero plafond. Questa architettura richiede al contribuente un calcolo preventivo molto attento. Se un single con un reddito di 110.000 euro accumula spese per veterinari, sport e istruzione privata per un totale di 6.000 euro, nel Modello 730/2026 potrà effettivamente beneficiarne solo per 4.000 euro, a causa del coefficiente riduttivo applicato al suo status di persona senza familiari a carico. È importante tuttavia sottolineare che le spese sanitarie, come già accennato, e gli interessi passivi sui mutui stipulati entro la fine del 2024 rimangono fuori da questa tagliola.

Spese sanitarie: il pilastro dei rimborsi IRPEF

Un capitolo fondamentale che ogni contribuente deve gestire con attenzione nel Modello 730/2026 riguarda le spese sanitarie. Questa voce rappresenta solitamente la parte più consistente del rimborso IRPEF e, fortunatamente, è stata esclusa dai nuovi limiti al ribasso imposti ai redditi medio-alti. La detrazione del 19% si applica sulla quota che eccede la franchigia di 129,11 euro. In questa categoria rientrano non solo i farmaci e le visite specialistiche, ma anche gli esami di laboratorio, gli interventi chirurgici, i dispositivi medici (come gli occhiali da vista o gli apparecchi acustici) e le protesi dentarie.

Un aspetto cruciale per non perdere il diritto al rimborso riguarda la tracciabilità dei pagamenti e la natura della struttura sanitaria. Per le spese sostenute presso strutture pubbliche o strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale, è ancora ammesso il pagamento in contanti. Al contrario, per le visite effettuate presso medici privati o strutture non convenzionate, la detrazione è subordinata all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili come carte di debito, credito o bonifici. Nel Modello 730/2026 è possibile portare in detrazione anche le spese sanitarie sostenute per i familiari a carico, nonché quelle relative a patologie esenti per le quali la detrazione spetta anche se il familiare non è fiscalmente a carico, entro determinati limiti di spesa.

Detrazioni a cui si può accedere per l’istruzione

Il comparto delle spese per l’istruzione vede per il 2026 un aggiornamento dei massimali che merita attenzione. Per la frequenza delle scuole dell’obbligo e dell’infanzia, il tetto di spesa su cui calcolare il rimborso del 19% è stato innalzato a 1.000 euro per ogni figlio. Questo significa che il contribuente può recuperare fino a 190 euro per le spese di mensa, gite scolastiche e rette.

La documentazione deve essere impeccabile: le ricevute devono riportare i dati dell’alunno e il pagamento deve essere avvenuto con metodi tracciabili. Per l’università, la situazione si fa più articolata. Se per quelle pubbliche la detrazione segue l’intero importo versato, per gli atenei privati e telematici il rimborso è vincolato a parametri geografici. Un iscritto a un corso umanistico al Nord ha un limite di spesa detraibile di circa 3.200 euro, cifra che scende a 2.750 al Centro e a 2.550 al Sud. Ignorare queste tabelle ministeriali in fase di compilazione del Modello 730/2026 significa esporsi a controlli automatici da parte dell’Agenzia delle Entrate con conseguenti sanzioni.

Attenzione ai bonus edilizi

Passando al capitolo degli immobili, il Modello 730/2026 cristallizza la fine dell’era dei bonus indiscriminati. Chi ha ristrutturato l’immobile adibito ad abitazione principale può continuare a godere dell’aliquota del 50% su un limite massimo di 96.000 euro di spesa. Se invece i lavori hanno riguardato una seconda casa o un immobile concesso in locazione, la detrazione scende drasticamente al 36%.

Anche il bonus mobili e grandi elettrodomestici subisce un ridimensionamento. Per le spese sostenute nel 2025, che devono essere dichiarate quest’anno, il limite massimo è fissato a 5.000 euro. La detrazione resta al 50%, permettendo un recupero di 2.500 euro spalmato in dieci quote annuali. Resta fondamentale che l’acquisto dei mobili sia collegato a un intervento di recupero edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2024, documentabile tramite una CILA o un’autocertificazione nei casi di edilizia libera. Il contribuente deve prestare attenzione anche alla classe energetica degli elettrodomestici per essere ammesso al beneficio fiscale.

Gestione delle spese veterinarie e oneri diversi

Infine, non vanno trascurate le detrazioni cosiddette minori. Le spese veterinarie mantengono la loro soglia massima di 550 euro, con l’applicazione di una franchigia di 129,11 euro. Il rimborso del 19% si calcola solo sulla differenza tra la spesa totale e la franchigia, a patto che le prestazioni siano documentate con pagamenti elettronici.

Anche le spese per lo sport dei figli dai 5 ai 18 anni seguono regole rigide: il limite è di 210 euro per ogni ragazzo. Per chi vive in affitto, la detrazione per gli studenti fuori sede è pari al 19% su un canone annuo massimo di 2.633 euro, a condizione che l’ateneo si trovi in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza.

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