Nelle ultime 48 ore il Regno Unito ha inviato in Iraq e in Siria una “notevole forza” composta da soldati delle forze speciali della Sas (Special Air Service) e della Srr (Special Reconnaissance Regiment) per “condurre operazioni high-tech che potrebbero portare alla cattura di estremisti nel giro di qualche giorno”: lo scrive il domenicale Mail on Sunday. L’obiettivo del governo inglese è quello di catturare il presunto assassino di James Foley, il reporter statunitense rapito nel 2012 e decapitato dai miliziani dell’Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante). L’esecuzione del giornalista è stata filmata e diffusa dai jihadisti. Secondo MI6 e MI5, i servizi segreti inglesi, il boia ripreso nel filmato sarebbe inglese, di Londra. L’identificazione è avvenuta anche grazie allo spiccato accento londinese dell’uomo, che in tuta nera e coltello in mano lancia minacce contro l’Occidente e tiene in ostaggio Foley che indossa una tuta arancione come i detenuti di Guantanao.

Secondo il Sunday Times l’intelligence interna ed esterna britannica ha individuato il britannico sospettato della decapitazione. Anche se fonti del governo non hanno voluto rendere nota l’identità, c’è un sospetto chiave. Si tratta di Abdel Majed Abdel Bary, ex rapper londinese di 23 anni già al centro delle indagini da qualche giorno. L’uomo, scrive il Sunday Times, ha lasciato la casa di famiglia in un elegante quartiere della capitale l’anno scorso per combattere al fianco dei jihadisti. Secondo i media britannici, Bary – che si fa chiamare John e che insieme ad altri due jihadisti britannici forma il gruppo ‘The Beatles’, responsabile della gestione degli ostaggi stranieri – si troverebbe a Raqqa, roccaforte dello Stato islamico. Tempo fa, Bary aveva twittato una sua foto nella quale teneva in mano una testa decapitata.

Il Sunday Times scrive che per risalire all’identità del cosiddetto ‘John il Jihadista‘ potrebbero essere stati utilizzati non solo sofisticati software per il riconoscimento della voce, ma anche sistemi di mappatura del territorio e addirittura una tecnica capace di individuare una persona attraverso l’’impronta delle vene sulla sua mano.

L’uccisione del giornalista James Foley da parte di terroristi che arriverebbero dal Regno Unito è un “totale tradimento di tutto quello che il popolo britannico difende”: così in un intervento sul Sunday Times il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond. Il ministro ha sottolineato che il governo di Londra sta investendo “risorse significative” per contrastare “un’ideologia barbarica“. Secondo Hammond, inoltre, la minaccia rappresentata dai conflitti in Siria e Iraq potrebbe durare un’intera generazione.

“E’ spaventoso pensare che chi ha perpetrato questo gesto atroce potrebbe essere cresciuto in Gran Bretagna”, ha aggiunto il capo del Foreign Office. Per Hammond il pericolo rappresentato dai militanti dell’Isis potrebbe avere anche conseguenze dirette sul Regno Unito. “Se non vengono fermati, prima o poi cercheranno di compiere un attacco contro di noi sul suolo britannico”.

Londra, prosegue quindi il ministro, continua ad impegnarsi per sostenere le forze che contrastano l’Isis, come i peshmerga curdi e il governo iracheno. “Intendiamo fornire (ai curdi, ndr) munizioni e armamenti prodotti in Europa dell’est che già conoscono”. “I curdi e le autorità dell’Iraq hanno detto che non hanno bisogno di soldati stranieri per condurre il conflitto contro i militanti – ha aggiunto Hammond – ma equipaggiamento, consulenza, sostegno e addestramento”.