Verrà catturata, ma non abbattuta. L’orsa Daniza, che ieri (15 agosto) ha aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo in Trentino, è stata localizzata e adesso è sorvegliata. Questa mattina è stata firmata un’ordinanza dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi, sentito anche il presidente Ugo Rossi.

“Il ricorso alla soluzione dell’abbattimento – precisa l’ordinanza – rimane come ipotesi estrema qualora l’animale, durante l’operazione di cattura, dovesse provocare un imminente, grave e non altrimenti evitabile pericolo per gli operatori e per terzi”. Si tratta – sottolinea la Provincia – di una decisione “che prende atto del profilo di pericolosità che si è determinato, sulla base degli accertamenti compiuti dagli organi provinciali competenti, e che impone un intervento urgente per garantire il massimo livello di tutela della pubblica incolumità”.

Intanto è stato dimesso dall’ospedale di Tione, con fasciature a braccia e gambe, Daniele Maturi, il cercatore di funghi aggredito da Daniza. L’episodio continua comunque ad alimentare polemiche politiche. “La ricaduta sull’immagine del Trentino nel resto del paese, nel bel mezzo del Ferragosto con la massima presenza di turisti, vanifica tutti gli investimenti fatti su un territorio definito sicuro e compatibile con l’attività turistica nelle nostre valli e nei nostri boschi” si legge in una nota del consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi, riportata da la Repubblica. “Ma cosa si aspettavano che facessero gli orsi con i piccoli in giro per le montagne? Mangiassero l’erba?” – continua Bezzi – “Ormai il numero di orsi presenti sul territorio è diventato incontrollabile”. La Lega Nord Trentino intanto ha denunciato un altro avvistamento di un orso sul monte Cucal e ha chiesto “l’apertura di un fascicolo da parte della magistratura”. Lo hanno scritto in una nota i consiglieri provinciali del Carroccio, Maurizio Fugatti e Claudio Civettini. “Nella nota viene specificato che l’animale era da tempo monitorato per avere manifestato anomali atteggiamenti aggressivi nei confronti delle persone. Questo significa – spiegano – che siamo di fronte a un’omissione da parte delle autorità competenti e che nonostante la provincia sapesse che l’orso era pericoloso non ha fatto il necessario per tutelare la pubblica sicurezza e l’incolumità dei cittadini”.

Mentre la delegata regionale della Lega abolizione caccia (Lac), Caterina Rosa Marino, si schiera invece a favore dell’orsa Daniza e sottolinea come il cacciatore di funghi “non sapeva evidentemente che si è trovato nella peggiore situazione in cui incontrare un plantigrado, l’unica realmente pericolosa: incontrare una mamma con i cuccioli”. Eppure continua Marino, le linee guida del Parco Adamello Brenta sono piuttosto chiare: “Se ti imbatti in un mio cucciolo, non avvicinarti per osservarlo da vicino, ma allontanati con cautela, ritornando sui tuoi passi”.