Renzi pensa di avere tutto sotto controllo, il 40,8% alle elezioni europee gli ha dato alla testa. Dimentica che quasi la metà degli italiani non è andata a votare. Stiamo parlando di 20 milioni di cittadini.

Crede di essere più furbo degli altri, del Movimento 5 Stelle e – soprattutto – di Berlusconi. Non sa che sta giocando col fuoco.

E’ difficile comunicare alle persone quello che sta succedendo, un tale accentramento di potere non si è mai visto in nessuna democrazia. Renzi vuole una “dittatura della minoranza”, usando le parole di Travaglio potremmo dire una “democrazia autoritaria”. Secondo Alessandro Pace, costituzionalista e professore emerito di Diritto Costituzionale alla Sapienza di Roma, “Renzi è intollerante a garanzie e contropoteri“. Faccio alcuni esempi per rendere tutto più concreto.

Legge elettorale ad partitum. Renzi, insieme a Berlusconi, vuole una legge elettorale senza preferenze e che dà la possibilità ad un partito che ottiene il 20% (coalizzato con 5 mini-partiti al 4%) di incamerare – solo per sé – il 55% dei seggi. Renzi risponde così ai 20 milioni di astensionisti: non votate? Nessun problema, tanto il vostro voto me lo prendo lo stesso.

Nuova immunità parlamentare. Renzi, insieme a B., vuole l’immunità parlamentare per i consiglieri regionali e i sindaci scelti dai consigli regionali – anziché dai cittadini – all’interno del nuovo Senato. Immunità data in palese violazione del principio di uguaglianza ex art. 3 della Costituzione rispetto agli altri sindaci e consiglieri regionali non “eletti” al Senato. Questa immunità appare inoltre coerente e immediata risposta di PD e Forza Italia ai fatti messi in luce da il Fatto Quotidiano: su 1.100 consiglieri regionali, 521 sono stati indagati, per 300 è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Addio sovranità popolare. Renzi, insieme a B., vuole affossare le leggi di iniziativa popolare e i referendum attraverso l’abnorme aumento della soglia minima di firme necessarie, in violazione dell’articolo 1 della Costituzione che proclama la sovranità popolare. Non si sa mai che ai cittadini che vanno a votare – già di per sé pochi – venga in mente di partecipare attivamente alla politica.

Alle critiche Renzi risponde “con un sorriso” e promette (strano!) che ne parlerà nel merito nei prossimi giorni (ma intanto la fa sembrare una sciocchezza e tira dritto). Nel frattempo cerchiamo di aprire gli occhi.

Il patto del Nazareno R&B. Come ha svelato Falci, Berlusconi farà votare ai suoi la riforma costituzionale di Renzi in cambio dell’elezione di un Presidente della Repubblica che gli conceda la grazia. La promessa ovviamente non verrà mantenutaRenzi sa benissimo che far concedere la grazia a B. porterebbe ad un crollo della sua credibilità. Farà esattamente come sempre, prometterà e posticiperà e poi – con la scusa che i cittadini non potrebbero ingoiare questo rospo – non farà concedere la grazia a B.

Un piccolo grande errore. Alle prossime elezioni – che dubito si faranno attendere parecchio visti tutti i dissidenti attualmente presenti nella maggioranza – Renzi ritiene di riuscire a confermare quel 40,8% e, con la maggior parte dei media schierati a suo favore, è ben possibile che accada. Quello di cui l’attuale premier non tiene conto è la vendetta che subirà se la promessa data non verrà mantenuta. Anche se alle prossime elezioni dovesse ottenere il super premio di maggioranza nel suo futuro Governo, Renzi dimentica che è a capo di un partito dove la corruzione pare non trovare grandi ostacoli – gli esempi si sprecano, le facce cambiano, ma il sistema resta – e ha stabilito un patto con un presunto corruttore (Berlusconi è sotto processo proprio per la compravendita di senatori nel 2008).

Con qualche stratagemma la sua maggioranza potrebbe cadere senza che neanche se ne renda conto (come, secondo la Procura di Napoli, successe a Prodi). E il controllo – con l’aiuto dei media e dei parlamentari di turno – potrebbe finire alla persona che ora sembra in posizione di assoluta debolezza. La “dittatura della minoranza” che sta per andare in porto è un rischio per tutti, Renzi compreso.

Procopio – sicuramente un “gufaccio” per Renzi – già nel 550 d.C. affermava: “La stragrande maggioranza degli uomini di potere si fa facilmente e regolarmente trascinare dalla stupidità a ripetere i crimini dei predecessori e torna a commettere con tutta disinvoltura gli stessi errori del passato”.

Caro Matteo non è essere gufi, è essere realisti e – per una volta – sarebbe il caso di prevenire i danni, invece di arrivare con i Cantone di turno (con tutti i problemi del caso, vedi le nomine dei componenti dell’Authority). Magari Mineo e Chiti potevi ascoltarli, invece di buttarli fuori – da vero dittatore – dalla Commissione Affari Costituzionali perché non avevano le tue stesse idee. Ma tranquillo, gran parte degli italiani ha la memoria corta e la stampa è ancora con te. Non perderai voti con i tuoi modi da “o con me, o sei un disfattista” e riuscirai in un’impresa che dopo Berlusconi appariva impossibile: cambiare l’Italia in peggio.