A distanza di oltre dieci anni, i soldi investiti e poi persi in Parmalat, sono stati restituiti, con un cospicuo risarcimento. È successo a un risparmiatore di Ferrara, che nel novembre 2003, nell’imminenza del crac della multinazionale di Collecchio, aveva acquistato online azioni della società per 41mila euro da un istituto di credito. Un investimento che andò in fumo nel giro di pochi mesi, quando a tutto il mondo arrivò la notizia del buco miliardario su cui da anni si teneva in equilibrio la Parmalat di Calisto Tanzi. Una sentenza importante oggi per la prima volta riconosce un danno ai risparmiatori sull’acquisizione di azioni Parmalat proposte fuori dai mercati regolamentari.

Dopo anni però, Confconsumatori ha strappato un’importante vittoria al tribunale di Roma, riuscendo a far risarcire il risparmiatore di 70mila euro. Per il giudice infatti i titoli comprati via internet, erano stati venduti al di fuori dei mercati regolamentari. E questo rendeva necessario per il cliente, secondo il regolamento Consob, di essere informato di tale circostanza, in modo da autorizzare l’intermediario a procedere all’operazione. Ma questo non è accaduto e perciò il tribunale di Roma ha condannato la banca a risarcire il risparmiatore, riconoscendo la sua responsabilità.

L’acquisto delle azioni a distanza era avvenuto a novembre 2003, a poco meno di due mesi dalla scoperta del crac Parmalat, in due momenti diversi. Ma dopo dicembre 2003 e la caduta dall’Olimpo di Tanzi e del suo impero del latte, quei 41mila euro di investimento sembravano perduti per sempre. Fino a quando, dopo dieci anni, il tribunale di Roma ha accolto la domanda di risarcimento del danno, calcolato pari al capitale investito con l’aggiunta degli interessi e rivalutazione, così da arrivare a circa 70mila euro che la banca dovrà restituire all’azionista.

«Non è la prima volta che la giurisprudenza si occupa di acquisti non di obbligazioni, ma di azioni Parmalat, effettuati quando ormai l’insolvenza del gruppo era nota a tutti – ha commentato Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che ha seguito il caso insieme all’avvocato Stefano Di Brindisi di Confconsumatori Ferrara – Ma è la prima nella quale si esamina il fatto che si trattasse di titoli acquistati fuori dai mercati regolamentati”. Secondo gli avvocati, si tratta di “una sentenza che fa scuola”, anche se ormai sono scaduti i termini di prescrizione per recuperare il denaro investito in titoli. Tuttavia, la sentenza potrà essere usata come precedente nei tanti casi analoghi o nella cause ancora pendenti per investimenti in azioni Parmalat. La battaglia dei risparmiatori per il recupero dei propri soldi continua anche sul fronte penale. Come fa sapere Confconsumatori, per ora sono circa 200 gli associati che sono riusciti a recuperare con azioni legali circa il 30 per cento del valore delle loro obbligazioni. La prossima udienza è prevista a gennaio 2015.