Qual è il momento giusto per prenotare un biglietto aereo? Il martedì proprio no. Farlo di mercoledì o giovedì, invece, fa risparmiare qualche euro. Sono, invece, da evitare il venerdì e la domenica. Nel week-end, infatti, pare che i prezzi siano più alti del 7% rispetto ai giorni feriali della settimana. E poi non si deve utilizzare il computer del lavoro per l’acquisto, perché ogni volta che si visita il sito di una compagnia aerea (di linea o low cost che sia), si lascia traccia delle proprie preferenze e abitudini attraverso i cookie. Informazioni che poi vengono utilizzate dalle stesse compagnie per orientare tratte, orari dei voli e, ovviamente, il prezzo visto che sanno bene quando il passeggero è disposto a spendere di più o di meno. Un esempio? Il volo acquistato di mattina durante l’orario d’ufficio costerebbe di più, perché chi parte ha più fretta e deve viaggiare per lavoro. Mentre il pomeriggio a cercare i biglietti sono i clienti da casa che si stanno organizzando una vacanza e hanno meno soldi da spendere rispetto a chi lo fa dall’ufficio.

Senza sottovalutare che c’è una tempistica da rispettare: si deve prenotare solo pochi giorni prima di partire per sfruttare le offerte last minute. C’è chi, invece, scommette sulle 8 settimane per accaparrarsi una tariffa speciale e chi, addirittura, ha trovato l’offerta delle offerte giocando di anticipo di oltre 5 mesi se la meta prescelta è più lontana. Ma non sono solo i passeggeri a stare dietro all’oscillazione dei prezzi dei voli. Da anni analisti, economisti ed esperti stanno tentando di scoprire questa formula magica del risparmio che sembra fare il palio con quella della Coca Cola, se paragonate a segretezza e possibilità di risparmio (e quindi di guadagno).

Ultimi a cimentarsi in questo incroci di dati, algoritmi e serie storiche nel settore delle prenotazioni dei voli low cost sono tre italiani guidati da Claudio Piga, 50 anni, docente di economia alla Keele University nello Staffordshire, uno dei centri di ricerca più prestigiosi del Regno Unito. Lo studio, presentato alla Royal Economic Society di Manchester, racchiude il lavoro svolto con Marcella Nicolini dell’Università di Pavia e Marco Alderighi dell’Università della Valle d’Aosta. Il risultato è chiaro: il momento migliore per acquistare un volo Ryanair o Easyjet al prezzo più stracciato è comprarlo esattamente 10 giorni prima. Demolita, quindi, la convinzione che il momento ideale sia farlo con largo anticipo oppure all’ultimo momento.

Come sono arrivati a questa conclusione? Seguendo uno schema che ha un andamento ben preciso: una sorta di ‘U’. Inizialmente la tariffa è moderatamente alta, poi inizia lentamente a diminuire, raggiunge il suo prezzo minimo intorno a dieci giorni prima della partenza e, infine, ricomincia a risalire con aumenti tra il 50% e il 75% negli ultimi giorniIn pratica, utilizzando un software che ha scansionato i contenuti delle pagine delle compagnie low cost e registrando l’andamento dei prezzi dei biglietti in un preciso arco temporale, è emerso che da circa 70 giorni precedenti al decollo, i prezzi diminuiscono molto lentamente, fino a toccare il punto più basso circa 10 giorni prima dalla partenza. Invece, durante l’ultima settimana i prezzi aumentano con grande velocità. Un saliscendi che ha proprio la forma della ‘U’.

Numeri alla mano, o meglio mano al portafoglio, il programma ha anche scoperto che “Ryanair, al contrario di EasyJet che applica prezzi medi a tutti i biglietti, aumenta il costo della prenotazione se su quel dato volo sono rimasti pochi biglietti”. Con una scoperta importante: “Se si volessero acquistare gli ultimi posti liberi contemporaneamente – si legge nel rapporto – il sistema assegnerebbe a tutti il prezzo più alto”. E non solo. Risulta anche più conveniente comperare un biglietto alla volta, piuttosto che farlo in blocco, visto che Ryanair aumenta il prezzo mano a mano che il numero di biglietti a disposizione diminuisce.

Esempio
La ricerca ha preso in esame il volo Londra Stansted-Pisa, scoprendo che se sull’aereo c’erano meno di 50 posti disponibili, il prezzo medio registrato sfiorava circa 90 sterline, con quello massimo pari a circa 190 sterline. Tuttavia, se il volo era meno pieno, con più di 50 posti disponibili, il prezzo medio scendeva a 32 sterline e quello massimo poteva arrivare a 170 sterline. Con un aumento, nel dettaglio, del prezzo del 2,7% per i voli invernali e del 3,2% per quelli estivi.

Si scopre quindi che per ogni biglietto venduto c’è un aumento del prezzo di circa il 3% (per i voli invernali è del 2,7% e per quelli estivi del 3,2%). Non solo. Il biglietto per un volo che decolla con 49 posti vuoti costa 106 sterline (circa 130 euro) in meno di uno che decolla pieno. Il che significa che meno posti disponibili ci sono a bordo al momento della prenotazione, più costerà il biglietto.

Consiglio
Avvicinandosi alla partenza, spiega il rapporto, bisogna prima tentare una prenotazione fittizia per due persone e poi un’altra per un numero più alto, oltre le 25. Questo confronto permetterà di scoprire se il volo è pieno o no. Così, se la differenza di prezzo per singola persona non è elevata, vuol dire che c’è ancora un discreto numero di posti disponibili e, quindi, si può sperare in una tariffa migliore. Mentre se la differenza è alta, l’aereo è quasi pieno ed è difficile ottenere un buon prezzo.