Il cadavere di un giovane palestinese di 16 anni è stato trovato dalla polizia israeliana in un bosco di Gerusalemme, dopo che la famiglia aveva denunciato il suo rapimento. A riferirlo è la radio militare israeliana, che non ha escluso che il delitto sia stato compiuto da ultrà ebrei come ritorsione per l’uccisione dei tre ragazzi uccisi in Cisgiordania, i cui corpi sono stati ritrovati lunedì sera. La famiglia di Naftali Fraenkel, uno dei tre seminaristi rapisti, ha immediatamente condannato l’episodio: “Se un giovane arabo è stato ucciso per motivi nazionalistici è un atto orrendo e orribile”, ha dichiarato lo zio del giovane. Poi ha aggiunto: “Non c’è differenza tra sangue arabo e sangue ebraico. Per un omicidio non ci può essere scusa o giustificazione”. Gli fa eco il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha definito il rapimento del ragazzo “un crimine abominevole”. 

Il giovane, di cui non è ancora stata resa nota l’identità, sarebbe stato obbligato a salire su un’automobile all’alba mentre stava raggiungendo una moschea nel rione di Beit Hanina, a Gerusalemme est. Secondo quando riferito da fonti israeliane, l’episodio sarebbe stato ripreso da alcune telecamere di sicurezza. Al momento la polizia israeliana ha soltanto confermato il ritrovamento del cadavere e ha annunciato che le indagini proseguono “in direzioni svariate”. 

Il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal, ha assicurato alla Turchia che il movimento non ha alcuna responsabilità per l’uccisione dei tre giovani israeliani in Cisgiordania. Secondo le fonti di Sky News Arabia, il leader di Hamas ha chiesto alla leadership turca di intervenire per fermare la rappresaglia israeliana contro la Striscia di Gaza

Intanto, dopo il ritrovamento del corpo del giovane, sono in corso incidenti tra la polizia e alcuni dimostranti palestinesi nei dintorni di Gerusalemme est. Secondo quanto riportano i media israeliani, le proteste avrebbero provocato 12 feriti tra i manifestanti. La situazione nella città resta tesissima; i primi scontri erano avvenuti dopo i funerali dei tre giovani israeliani uccisi in Cisgiordania, che si sono celebrati ieri. Circa 200 israeliani, infatti, avevano bloccato il traffico automobilistico e alcuni treni leggeri gridando “a morte gli arabi”. La polizia ha riferito che 50 persone sono state arrestate.