“E’ urgente intervenire per contenere l’elevata pressione fiscale che è ostacolo al ritorno a ritmi di crescita in linea con i partner internazionali”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo alla cerimonia per i 240 anni della Guardia di Finanza. Il governo punta “a rendere più equo l’onere del prelievo fiscale” perché bisogna “tenere conto delle difficoltà dei contribuenti onesti. Un fisco equamente distribuito consentirà di affrontare meglio questo momento”.

Alla cerimonia arriva anche il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “L’evasione, le frodi fiscali, la corruzione” sono “minacce subdole, potenti e globali” che “attentano allo sviluppo economico e sociale degli stati, penalizzano i cittadini e privano i giovani di fiducia e opportunità per il futuro”.

Dall’inizio dell’anno l’attività delle Fiamme gialle ha consentito di individuare 3.070 evasori totali, tra cui anche persone e società che hanno occultato all’estero redditi, non dichiarando nulla in Italia. Dai dati diffusi dalla Finanza emerge che oltre dieci miliardi di euro sono stati recuperati a tassazione sul fronte dell’evasione fiscale, “attuata attraverso la fittizia residenza all’estero, le stabili organizzazioni non dichiarate ed altre sofisticate manovre elusive”. Ma i sequestri e le confische hanno colpito anche i beni della criminalità economica ed organizzata che ammontano a 2,8 miliardi di euro. Nel dettaglio sono stati eseguiti accertamenti patrimoniali antimafia nei confronti di 5.523 persone che hanno portato al sequestro di beni per 2,4 miliardi di euro. A 413 milioni di euro ammonta invece il valore dei beni confiscati e quindi definitivamente entrati nel patrimonio dello Stato.