Fincantieri naviga veloce verso la quotazione a Piazza Affari. La Consob ha dato il via libera al prospetto informativo dell’operazione che partirà il 16 giugno e si concluderà il 27 dello stesso mese. Con il collocamento arriveranno sul mercato più di 700 milioni di azioni con il 20% riservato ai piccoli risparmiatori e l’80% agli istituzionali ad un prezzo compreso fra 0,78 e un euro per azione. Detto in altri termini, il valore di Fincantieri, finora interamente controllata da Fintecna, che a sua volta appartiene alla Cassa Depositi e Prestiti, sarà compreso fra i 969 milioni e 1,242 miliardi. E il flottante sarà costituito da una quota di capitale fra il 38 e il 45%, a seconda della decisione di Fintecna di esercitare o meno un’opzione di vendita aggiuntiva (detta greenshoe) entro tetto massimo indicato nel prospetto.

Quanto ai dettagli tecnici dell’operazione, il lotto minimo di azioni da sottoscrivere sarà pari a 4mila titoli, ma per i dipendenti la soglia minima scende a 2mila azioni, con la garanzia di poter sottoscrivere due lotti minimi. Il collocamento del gruppo guidato da Giuseppe Bono prevede anche una bonus share: agli assegnatari delle azioni che le manterranno per dodici mesi, spetterà, infatti, l’attribuzione di un’ azione gratuita ordinaria ogni 20 titoli detenuti in portafoglio.

Con lo sbarco in Borsa di Fincantieri, società che fattura 3,8 miliardi ed è in utile per 85 milioni, si apre quindi una nuova fase di privatizzazioni dei gioielli di Stato che segue, dopo lungo tempo, la grande stagione delle vendite di società pubbliche degli anni Novanta. In quel periodo vennero cedute partecipazioni e società di primissimo livello come Telecom, Enel e Autostrade con un bilancio in chiaroscuro finito lo scorso anno nel mirino della Corte dei Conti.