Papa Francesco procede spedito nella riforma finanziaria vaticana. Dopo gli ultimi scandali in materia economica, tra i quali i 15 milioni di euro dello Ior dati alla Lux Vide di Ettore Bernabei, vicenda nella quale è coinvolto anche l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, Bergoglio ha rinnovato completamente il consiglio direttivo dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede, voluta da Benedetto XVI alla fine del 2010. I prescelti sono Maria Bianca Farina, amministratore delegato di Poste Vita e di Poste Assicura, lo svizzero Marc Odendall, amministratore di Fondazioni e consulente finanziario per il settore filantropico, Joseph Yuvaraj Pillay, presidente del Consiglio dei consultori del presidente della Repubblica di Singapore e Juan C. Zarate, senior advisor presso il Centro per studi strategici e internazionali e docente di giurisprudenza ad Harvard. Bergoglio ha così congedato i precedenti membri del consiglio direttivo dell’Aif, Claudio Bianchi, Marcello Condemi, Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Francesco De Pasquale e Cesare Testa. Il cambio di marcia è significativo e arriva dopo il secondo rapporto dell’Aifche ha messo in evidenza i primi risultati significativi della lotta al riciclaggio di denaro. L’obiettivo è rendere davvero l’Autorità di informazione finanziaria un ente di controllo terzo sullo scenario internazionale e non solo italiano. Per questo le scelte di Papa Francesco sono ricadute su personalità non legate al mondo finanziario della Penisola e agli ambienti ecclesiastici e con curriculum prestigiosi.

Il Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha poi nominato vicedirettore ad interim Tommaso Di Ruzza, finora aiutante di studio nella medesima Autorità e genero dell’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, condannato in via definitiva a due anni e mezzo di carcere per aggiotaggio nel processo sulla tentata scalata ad Antonveneta da parte della Banca Popolare di Lodi (è stato invece assolto in quello, sempre per aggiotaggio, sul tentativo di scalata alla Bnl da parte di Unipol). Un riconoscimento ufficiale e un segno di stima per il più stretto collaboratore del direttore dell’Aif René Brülhart.

“Nell’amministrazione economica – ha spiegato il Papa ai giornalisti sul volo che lo ha riportato da Tel Aviv a Roma al termine del suo viaggio in Terra Santa – serve onestà e trasparenza. Le due commissioni, quella che ha studiato lo Ior e quella che ha studiato la situazione economico-finanziaria di tutto il Vaticano, hanno tratto le loro conclusioni e adesso con la Segreteria per l’economia diretta dal cardinale George Pell si porteranno avanti le riforme consigliate“. Ma ci saranno, ha aggiunto il Papa, “ancora incongruenze, ci saranno sempre, perché siamo umani. E la riforma deve essere continua. I padri della Chiesa dicevano che la Chiesa deve essere ‘semper reformanda’. Siamo peccatori, siamo deboli. La Segreteria dell’economia aiuterà a evitare scandali e problemi. Per esempio nello Ior sono stati chiusi 1.600 conti, di persone che non avevano diritto. Lo Ior è per l’aiuto alla Chiesa, hanno diritto vescovi e diocesi, dipendenti del Vaticano, le loro vedove, le ambasciate, ma niente di più. Non è una cosa aperta. E questo è un buon lavoro, chiudere i conti di chi non ha diritto”. Un programma che Bergoglio sta dimostrando di voler portare avanti rapidamente e con determinazione.