Il Papa ha deciso: lo Ior non si chiude. “È importante per il bene della Chiesa cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. Come anticipato due mesi fa da ilfattoquotidiano.it, Bergoglio ha stabilito che la banca vaticana “continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa Cattolica in tutto il mondo. I significativi servizi che possono essere offerti dall’istituto – spiega una nota vaticana – assistono il Santo Padre nella sua missione di pastore universale e supportano inoltre istituzioni e individui che collaborano con lui nel suo ministero”.

Il Vaticano precisa, inoltre, che con la con la conferma della missione dell’Istituto per le opere di religione, facendo seguito alla richiesta del cardinale australiano George Pell, prefetto della neonata Segreteria per l’economia istituita proprio da Bergoglio, il presidente dello Ior, l’avvocato e banchiere tedesco Ernst von Freyberg, e il management della banca vaticana “porteranno a termine il loro piano al fine di assicurare che l’Istituto per le opere di religione possa compiere la sua missione come parte delle nuove strutture finanziarie della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. Un piano, che come precisano nei sacri palazzi, sarà presentato al “G8” di cardinali che consiglia il Papa nel governo della Chiesa universale e che sta riformando la Curia romana e successivamente al Consiglio per l’economia, riformato completamente da Bergoglio.

La decisione di Papa Francesco di lasciare aperto lo Ior, però, non interrompe il cammino di riforme finanziarie all’insegna della trasparenza attuato da Bergoglio nel suo primo anno di pontificato. Le attività della banca vaticana, infatti, continueranno a rientrare sotto la supervisione regolamentare dell’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede. E proprio in conformità ai motu proprio dell’8 agosto 2013 e del 15 novembre 2013 e alla legge numero XVIII sulla trasparenza, supervisione e informazione finanziaria entrata in vigore l’8 ottobre 2013, è stata introdotta un’ampia e articolata struttura legale e istituzionale finalizzata a regolare le attività finanziarie all’interno della Santa sede e dello Stato della Città del Vaticano. Per questo motivo il cardinale Pell ha confermato “l’importanza di un allineamento sostenibile e sistematico delle strutture legali e normative della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano con le best practice regolamentari internazionali. Una efficace supervisione regolamentare e i progressi raggiunti nella compliance, trasparenza e operatività avviati nel 2012 e sensibilmente accelerati nel 2013, sono fondamentali per il futuro dell’istituto”.

Il Papa non ha deciso da solo, sottolineano in Vaticano, ma ha approvato una proposta sul futuro dello Ior sviluppata congiuntamente da rappresentanti della Pontificia commissione referente sulla banca vaticana, della Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede, della Commissione cardinalizia dello Ior, e del Consiglio di sovrintendenza della banca vaticana, presentata a Francesco dal prefetto della Segreteria per l’economia con il consenso del cardinal Santos Abril y Castelló, presidente della Commissione cardinalizia dello Ior. “Tale proposta – precisa il Vaticano – è stata definita sulla base di informazioni sullo status legale dello Ior e sull’operatività svolta, informazioni raccolte e presentate al Santo Padre e al suo Consiglio di cardinali dalla Pontificia Commissione referente sulla banca vaticana nel febbraio 2014”.

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