Avviso di conclusione indagini da parte della procura di Savona per Giovanni Berneschi, l’ex presidente di Carige e vicepresidente Abi ancora ai domiciliari per l’inchiesta della procura genovese sull’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio. Il procedimento, avviato dal sostituto procuratore Umberto Pelosi, riguarda il crac della Geo, la società del costruttore Andrea Nucera, latitante ad Abu Dhabi. I rapporti con Carige erano stato segnalati anche dagli ispettori di Bankitalia, che avevano contestato prestiti nonostante il costruttore fosse già in incaglio oggettivo.

Con Berneschi sono indagate 33 persone per oltre 80 capi d’imputazione. Durante l’inchiesta la Guardia di finanza ha accertato debiti per 400 milioni di cui 100 milioni verso l’erario, 250 verso le banche. Le indagini hanno interessato i vertici di Carige e della controllata Carisa, Banco San Giorgio e Banca d’Alba. Secondo i pm savonesi per anni sia Carige che Carisa, avevano “generosamente” foraggiato la Geo, un gruppo definito borderline, che a garanzia dei prestiti forniva immobili che si erano rivelati sovrastimati. Una tecnica contestata anche dai magistrati di Genova pure nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Berneschi e di altre sei persone. 

L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a Berneschi nella sua abitazione dove attende l’interrogatorio di garanzia previsto per giovedì. Intanto, per quanto riguarda l’altra inchiesta su Berneschi, che ha portato a sette arresti – compreso lo stesso ex numero uno di Carige – per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio, davanti al gip Adriana Petri si è presentato il faccendiere milanese Ernesto Cavallini. L’uomo ha sostenuto che “i prestiti ricevuti da Carige erano tutti coperti da immobili dati in pegno alla banca” e ha aggiunto di non aver “mai ricevuto alcun trattamento di favore”.

Cavallini ha risposto a tutte le domande del gip Petri durante l’interrogatorio di garanzia, con l’assistenza dell’avvocato Carlo Benini di Ravenna e ha parlato per tre ore per spiegare i suoi rapporti privilegiati con la banca che, secondo quanto denunciato da Bankitalia, gli aveva concesso un maxifido senza garanzie. “Ho sempre fatto la trafila – ha detto Cavallini – e ho sempre dato tutte le garanzie necessarie. Non era Berneschi, che tra l’altro conoscevo superficialmente, che mi faceva i prestiti, ma normali funzionari”. Mercoledì sarà il turno di Ferdinando Menconi, ex ad di Carige Vita nuova, il ramo assicurativo usato, secondo gli inquirenti, per gli acquisti supervalutati in modo tale da creare plusvalenze per le società degli stessi arrestati.

Per quanto riguarda invece i rapporti con lo Ior, anche gli ispettori di Bankitalia, nella relazione del luglio 2013 avevano sottolineato, nella parte di carenze circa l’assolvimento degli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in archivio unico, la sottoscrizione da parte dell’Istituto per le Opere di Religione, di un’obbligazione convertibile Carige di 100 milioni di euro. Lo Ior decise poi di non convertire le azioni che furono ritrasferite alla Fondazione Carige allora presieduta da Flavio Repetto con una perdita di 9 milioni a carico dell’ente. Ora quell’operazione è anche sotto gli occhi dell’attuale presidente dell’Ente, Paolo Momigliano, su richiesta anche del ministero dell’Economia, per capire se può essere stato un atto negativo per il bilancio della Fondazione. Anche perché di Ior parla Berneschi in una conversazione con Roberto Rommelli intercettata dalla Guardia di finanza. Berneschi: “ma guarda intanto la storia dello Ior, la tiro fuori io il 1 novembre eh.. amico bello”. Rommelli: “sì, sì, sì”. Berneschi: “Lo Ior… non puoi regalare 9 milioni a.. a… da 7 a 9 milioni a.. al Papa a me non me ne frega un c… del Papa, non c’entra il Papa, al signor Bagnasco.. a.. a Bertone… mi segui?”. Rommelli: “eh, sì”. Berneschi: “… perché questa è la verità. Nè Bagnasco né il Papa stavo dicendo due c…, c’entra il signor Bertone”.

Intanto i cda della Cassa di Risparmio di Carrara e della Cassa di Risparmio di Savona, due controllate di Banca Carige, si sono decisi a sospendere Berneschi dalle cariche, rispettivamente, di vicepresidente e consigliere dando mandato ai propri presidenti di convocare le assemblee per decidere sull’eventuale revoca del banchiere, agli arresti con l’accusa di aver truffato l’istituto ligure, ma da ben un anno uscito a forza dai vertici della capogruppo proprio per l’esplosione del caso. Inoltre, si legge in una nota di Banca Carige, la maggioranza dei membri del cda del Centro Fiduciario hanno rassegnato le proprie dimissioni. Si prepara così la faticosa uscita di Berneschi dalla scena dell’Abi di cui è rimasto vicepresidente per tutto questo tempo.