Altro che piazze, la sfida finale della campagna elettorale per le Europee si gioca in televisione. Beppe Grillo a “Porta a Porta” per un faccia a faccia con Bruno Vespa che non si vedeva dal 1983, Matteo Renzi a “Piazza Pulita” su La 7 e domani pomeriggio da Barbara D’Urso, poi Silvio Berlusconi a “Quinta Colonna”. Se gli ultimi sondaggi prima del silenzio pre elettorale parlavano di oltre il 40 per cento di elettori ancora indecisi su chi votare, i tre leader di M5S, Forza Italia e Partito democratico lanciano l’ultima offensiva sul piccolo schermo per accaparrarsi un voto in più. I sondaggisti di Swg, Ipsos, Piepoli e Mannheimer concordano: sarà decisivo il peso della televisione, anche perché lo scandalo di tangenti Expo e l’arresto di Scajola hanno riaperto i dubbi di molti indecisi. E davanti ad un’apparizione in prima serata non c’è Twitter, Facebook o comizio in streaming capace di competere. Si prepara così l’invasione mediatica e la caduta degli ultimi tabù. Il leader M5S che tanto ha attaccato i talk show in passato, si presenterà probabilmente con un plastico provocatorio da Bruno Vespa. Il segretario Pd si prepara a sbarcare (per l’ennesima volta) a Mediaset.

A concordare su questo sono il presidente di Swg Maurizio Pessato, il direttore della divisione politico-sociale dell’Ipsos Luca Comodo, il vicepresidente esecutivo dell’Istituto Piepoli Roberto Baldassari e Renato Mannheimer, tutti interpellati dall’agenzia Adnkronos per far il punto sul rush finale della campagna elettorale. “Quest’ultima settimana è molto importante -sottolinea Pessato- intanto perché le europee sono in generale meno sentite rispetto alle politiche e quindi l’elettore tende a decidere più tardi, poi perché questa campagna si è molto ‘scaldata’ negli ultimi giorni e l’attenzione si è concentrata su temi più italiani. Si può prevedere che nei prossimi giorni ci saranno modifiche apparentemente piccole, nell’ordine di uno o due punti per schieramento, ma che possono voler dire molto, che possono fare la differenza tra vittoria e sconfitta”. Una differenza che comunque, per Pessato, sarà inequivoca: “Secondo noi l’esito sarà netto”, scandisce il presidente dell’Swg. Se quest’ultima settimana è decisiva, fondamentale diventa nella scelta degli elettori l’elemento emotivo: “Così a ridosso della scelta, in un tempo così breve, conta più l’emotività della razionalità”, afferma Pessato, sottolineando che anche per questo “la tv rimane importantissima: non tanto per l’effetto diretto di quanto viene detto dai protagonisti della campagna elettorale in questo o quel programma, quanto per l’effetto che crea fuori dalla tv, sui social, sui quotidiani, nei telegiornali. Anche se pochi seguono un particolare talk l’alone di quello che vi avviene dilaga e crea opinione”.

A cambiare la partita sono soprattutto i giocatori, secondo Baldassari: per il vicepresidente esecutivo dell’Istituto Piepoli, “ci sono in campo leader molto più mediatici di quelli del passato, basti pensare a Renzi, così differente da Bersani, che come Grillo ha dimostrato indubbie doti di comunicazione, ben al di sopra di quelle della media dei politici, come al di sopra sono quelle di Berlusconi, che conosciamo bene. I tre poli su cui si focalizzano gli elettori sono i loro e la loro capacità di comunicare è centrale”. Quanto peseranno gli ultimi giorni di campagna elettorale “è difficile dirlo in termini percentuali ma sicuramente -sottolinea Baldassari- avranno effetto sugli indecisi, cioè su quelli che hanno deciso di votare ma non sanno ancora per chi, e su quelli che sono propensi a non votare ma non ne sono ancora sicuri. Un elettorato sul quale le doti di comunicazione dei leader possono avere grande presa, tenendo presente che il voto per le Europee è meno legato alla vita, alle scelte ed alle necessità quotidiane”. “Per questi due target, in particolare sugli indecisi, hanno molto più richiamo i due giocatori più ‘nuovi’ della campagna elettorale (Renzi e Grillo, ndr), e ad avvantaggiarsi potrebbe essere in particolare chi intercetta meglio il clima di malcontento, la voglia di rottura, di dare un voto utile solo a manifestare un segnale politico di discontinuità, in una logica di protesta più che di proposta, anche sotto la spinta della vicenda Expo”, avverte Baldassari.

Il pressing televisivo finale in particolare a ‘Porta a Porta’, per Baldassari avrà come protagonista più interessante Grillo: “Renzi c’è già stato, Berlusconi ne è un frequentatore abituale, sarà interessante vedere quanto Grillo ne saprà profittare, avvantaggiato com’è dal fatto che lui di solito non compare in questi salotti quindi già l’esserci è un evento in se stesso, anche se si siede e sta zitto”. “Gli elettori dei 5 Stelle si stanno consolidando, non sono più paglia che vola al primo vento ma iniziano a diventare pietra -aggiunge Baldassari- anche per questo, secondo me, i risultati elettorali daranno netta l’indicazione di chi ha vinto, i numeri saranno chiari, senza ambiguità”. L’accresciuto peso degli ultimi giorni di campagna “è una tendenza inziata nel 2008 e che da allora si è intensificata ad ogni tornata elettorale”, afferma Renato Mannheimer secondo il quale, “nel 2013 un elettore su tre ha deciso sulla base dell’ultima settimana di campagna e soprattutto basandosi su quanto visto in televisione. Proprio per questo il rush finale in tv, sarà fondamentale. Essenziali saranno quindi l’abilità e l’efficacia televisiva dei leader: diciamo che, anche in questo, siamo sempre più americani”.

Che in questi giorni l’elettorato sia “in movimento” è un’analisi condivisa da Comodo che lega il fatto “principalmente alle ultime vicende giudiziarie, a quelli che potremmo definire ‘fattore Expo’ e ‘fattore Scajola'”. Fattori che per il direttore della divisione politico-sociale dell’Ipsos incidono quindi su “una campagne elettorale che nelle ultime ore sarà sostanzialmente di mantenimento per Renzi e Berlusconi, di conquista per Grillo”. “Un’illazione sensata sull’effetto di questi giorni può essere che aumenti l’astensione potenziale degli elettori, di fronte ad avvenimenti che ne aumentano il senso di distanza dalla politica, fra quanti non sono orientati verso forze che abbiano una forte componente di critica, come la hanno invece i 5 Stelle, la Lega”, prosegue Comodo. Quanto al peso della tv, sulle decisioni finali dell’elettorato, “non sarà diverso da quello degli ultimi anni, è sempre stato centrale e tale resta in questi giorni, posto che per la maggioranza dell’elettorato la tv è la fonte di informazione prevalente e per una quota rilevante quella esclusiva. L’importanza della tv cresce nel momento in cui bisogna conquistare elettori lontani dalla vita politica. A una settimana dal voto chi ha già scelto difficilmente cambia idea e chi deve ancora scegliere appartiene nella maggioranza dei casi a due tipologie di elettori, i ‘grigi’, pensionati e casalighe, e un segmento più critico che in buona parte si colloca idealmente al centro dello schieramento politico. Quest’ultimo sceglie sulla base di elementi più razionali ma per il primo, che è il più rilevante, la televisione è centrale”, conclude Comodo.