E’ una mossa politica, ha spiegato entrando negli studi di via Teulada 21 anni dopo l’ultima volta. E Beppe Grillo l’intervista a Porta a Porta se l’è giocata proprio così: come un’ulteriore opportunità per far conoscere anche al pubblico di Rai1 e in particolare a quello di Bruno Vespa cos’è il Movimento Cinque Stelle, cosa propone quello che altrove viene definito come Hitler o come un buffone. “Quello del 25 maggio è un voto politico – ribadisce più volte il leader dei Cinque Stelle – O noi o loro. Noi non siamo originali. Non diciamo cose nuove. Ma qui la questione è decidere tra chi è sincero e chi non lo è”. Ancora una volta: tra chi dice le stesse cose da 20 anni e non le fa e chi propone di rovesciare tutto, cambiare tutto, risanare tutto. Nessuna parolaccia, a differenza delle performance sui palchi delle piazze riempite ancora nelle ultime settimane, ma il bagaglio degli argomenti è lo stesso: “Spazziamo via la spazzatura storica dei partiti politici”, mentre “Napolitano non rappresenta più la Repubblica”.

E ancora: “Siamo dentro un’associazione a delinquere di stampo legale: destra e sinistra si sono spartiti il Paese”. O noi o loro, appunto. “Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato”. E’ una mossa politica e quindi, a fianco dell’invito a scegliere “noi o loro” (gli onesti contro i disonesti, “basta compromessi” sottolinea), prova anche a spiegare le sue grida, la sua agitazione, la sua rabbia che in questi due-tre anni è stata quella che ha portato il Movimento Cinque Stelle a essere il primo partito del Paese. “Io risulto uno che grida – ammette – E’ vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine”. “La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B”. Il modo per dire basta, la via di fuga, l’uscita di sicurezza : o noi o loro. O noi o un partito violento o fascista di come ce ne sono – dice – in Grecia, in Francia, in Finlandia e via andando. 

L’intervista di Vespa a Grillo è insieme “storica” e sui generis. Intanto per il ritorno in Rai da dove Grillo era uscito nel 1993 da comico e monologhista e dov’è rientrato come leader politico e quasi-monologhista. Poi perché – da showman – prima di mettersi seduto sulla poltrona, fa sudare Vespa per svariati minuti. Ma soprattutto perché il leader dei Cinque Stelle si concede questa volta proprio al programma diventato negli anni il simbolo del dialogo perpetuo tra centrodestra e centrosinistra, dell’immagine del “tutti amici”, dell’inciucio. “Se qualcuno mi avesse detto qualche tempo fa che sarei venuto qui da te lo avrei querelato” sintetizza, appunto, Grillo, rivolgendosi a Vespa, quello che una volta chiamava “l’insetto” dal quale dover salvare la Rai. Invece il confronto tra i due scivola via serrato, in una gara di dialettica, tra la tendenza al “faccio tutto io” di Grillo e diversi scambi ironici: “Bevi, non ti bagnare e calmati” gli fa Vespa, “Con te davanti non ci riesco a rilassarmi, la tua è una finta calma” gli risponde l’altro.

Il presentatore di Porta a Porta ha in mano l’intervista dell’anno – è la riproposizione con altri colori della sfida Santoro-Travaglio vs Berlusconi – ma non soffre certo di piaggeria per il “lusso” di avere “l’inintervistabile” lì in studio: se la gioca, non molla un centimetro e qualcuno fa notare che si è ricordato come si fa diversamente da altre occasioni (dalla scrivania di ciliegio in poi). “Perché ti approfitti delle persone meno informate – interviene a un certo punto Vespa – dicendo che si può fare un referendum per uscire dall’euro quando sai benissimo che non è vero?”. Ma domande e obiezioni sono accolte da Grillo che cerca di neutralizzarle nel merito, senza fare lo “sfasciacarrozze”, come direbbe Berlusconi. “Sull’euro devono decidere gli italiani e non quattro coglionetti” replica. Ma non rovescia il tavolo come a Palazzo Chigi alle consultazioni con Matteo Renzi. Gioca fino in fondo, a modo suo. Tanto che alla fine, mentre parte la sigla di coda, è lui, Grillo, a dare per primo la mano, una specie di “cinque”, a Vespa. “E’ stato corretto” dice il leader M5s alla fine del programma. “Ma il processo alla stampa bisogna farlo”. 

Sì, perché l’altra idea evocativa che fa rimbalzare di nuovo in questi ultimi giorni – dentro questo “o noi o loro” – è questa specie di “maxiprocesso” online da fare a politici, imprenditori e politici che sono gli artefici “del disfacimento del Paese”. Ma in trasmissione non si vede il “plasticone” che Grillo ha preparato e portato negli studi di via Teulada prima della messa in onda di Porta a Porta. Cioè una miniatura del “castello di Lerici in cui ci sono anche delle segrete da cui spuntano dei signori: ci sono tutte le categorie, politici, imprenditori e giornalisti”. Un’iniziativa provocatoria che aveva suscitato durante la giornata la protesta indignata del Pd che aveva invocato perfino l’Agcom per una presunta violazione della par condicio. A sottolineare una volta di più che quella di Grillo è stata una “mossa politica”, necessaria a 5 giorni dal voto, soprattutto ora che il Pd vede girare sondaggi strani, dai risultati controversi, ambigui, forse temibili. Chissà, forse proprio l’intervista alla pari con Vespa potrebbe essere stata la zampata finale per dare di nuovo al Movimento Cinque Stelle il primato nazionale (sia pure in uno scenario di consistente astensionismo). “Siamo già primi” assicura Grillo, più volte. Anzi: quella dei Cinque Stelle sarà una “marcia trionfale“, perché “l’ebetino è già finito” (“cioè Renzi” sottotitola ogni tanto Vespa per chi potrebbe non capire). “Non possiamo perdere” insiste. La riprova, aggiunge, sarà venerdì prossimo, il 23, in piazza San Giovanni. “Lì vedremo se perdiamo le elezioni” provoca. L’ultima volta la piazza era piena e non era il primo maggio, ma il 23 febbraio 2013. Qualche giorno dopo Pierluigi Bersani avrebbe cominciato la sua via crucis prima della Waterloo per l’elezione al Quirinale, le sue dimissioni e l’inizio del governo delle larghe intese perfino con Berlusconi. Altro carburante per il serbatoio del “non partito” diventato sogno.

CRONACA MINUTO PER MINUTO

00.29 – “Appuntamento al 23 a San Giovanni: lì vediamo se perdiamo”
“Io vi saluto e vi dò appuntamento il 23 in piazza San Giovanni: lì vedremo se perdiamo le elezioni, vieni a fare un bagno di umiltà, vediamo come ti accolgono”. Così Beppe Grillo, rivolgendosi a Bruno Vespa durante Porta a Porta. 

00.26 – “Spazziamo via la spazzatura dei partiti”
“Spazziamo via la spazzatura storica dei partiti politici”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai1.

00.19 – “Berlusconi e i cani? Lui ha una società che fa sperimentazione animale”
“Lui (Berlusconi, ndr) che parla di cani, ha una società, collegata con la Glaxo, dove fanno sperimentazione animale”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

00.18 – Siparietto Grillo-Vespa: “Bevi, calmati”, “Non ci riesco con te”
Siparietto tra Beppe Grillo e Bruno Vespa a Porta a Porta. “Mancano cinque minuti, bevi e non ti bagnare”, dice Vespa a Grillo, che replica: “Non riesco a rilassarmi, c’è una calma finta, non riesco a rilassarmi con te”.

00.15 – “Se Renzi vincesse ne prenderei atto”
“Non possiamo perdere. Ma se vince Renzi ne prendo atto”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1, rispondendo a Bruno Vespa che gli chiede cosa succederebbe se a vincere le Europee fosse Matteo Renzi.

00.05 – “L’Expo è una rapina, tutte le aziende sono colluse con la mafia”
“L’Expo è una rapina, tutte le aziende sono colluse con la mafia, quasi tutte”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai1. “Non puoi dire lasciamole rapinare se no i rapinatori perdono il lavoro”, ha aggiunto Grillo rivolgendosi a Vespa.  “Abbiamo un commissario, Cantone – ha aggiunto Grillo – che è una persona perbene, un super commissario dell’anticorruzione. Cantone arriva e dice: cosa è successo? Arriva lì con un altro commissario che dice: ‘non mi sono accorto di nientè. Abbiamo il commissario del commissario. Gli appalti, per il 95%, sono stati dati, ma che Paese è”, ha detto ancora il leader del Movimento 5 Stelle.

00.02 – “Il 25 maggio sarà un voto politico: o noi o loro”
“Il voto del 25 maggio è un voto politico: o noi o loro. Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1. 

00.01 – “Sono qui per il comizio, non per farmi intervistare”
“Sono in comizio, non venivo mica qui a farmi intervistare”. Così Beppe Grillo, rivolgendosi a Bruno Vespa durante la puntata di Porta a Porta su Rai1. Subito dopo però ricomincia a rispondere alle domande del conduttore.

23.58 – “Con le privatizzazioni si stanno mangiando il Paese”
“Si stanno mangiando il Paese. L’ebetino ha messo il suo consulente alle Poste, nel consiglio d’amministrazione”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai, in merito alle privatizzazioni avviate dal governo. “Stanno svendendo i nostri gioielli”, ha aggiunto Grillo. 

23.58 – “L’Eni è già in crisi, è in perdita totale”
“L’Eni è già in crisi, è in perdita totale. Ha un contratto con Putin di 30 anni”. Lo afferma Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1. “Le aziende che verranno a gestire acqua ed energia qui – aggiunge il leader del M5S – sono quelle che prima erano in Grecia e Sudamerica”. 

23.56 – “Renzi ha dato due slinguate alla Merkel”
“Renzi è andato in Europa, è andato lì e ha dato due slinguate alla Merkel”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.53 – Grillo mostra maxi assegno da 5 milioni per restituzione diarie parlamentari
Un maxi assegno da oltre cinque milioni di euro a simboleggiare la restituzione delle eccedenze delle indennità e delle diarie dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Lo ha esposto Beppe Grillo nello studio televisivo di ‘Porta a Portà, ospite di Bruno Vespa. 

23.50 – “Voglio un processo a media, politici e imprenditori”
“Voglio un processo dei mezzi di comunicazione, della politica e dell’imprenditoria”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.49 – Grillo a Vespa: “Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto”
“Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto”. Beppe Grillo “provoca” così Bruno Vespa a “Porta a porta” su Rai1. 

23.41 – “Vogliamo elezioni anticipate”
“Noi vogliamo andare ad elezioni anticipate, non facciamo alleanze, devono andare tutti a casa”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.41 – “Siamo in un’associazione a delinquere di stampo legale: si sono spartiti il Paese”
“Siamo dentro a un’associazione a delinquere. Destra e sinistra si sono spartiti il Paese, noi non accettiamo più compromessi”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.41 – “Vedete? Non sono né Hitler né Stalin. Con noi non ci sono partiti fascisti”
“Sono venuto a dimostrarvi che non sono nè Hitler né Stalin: abbiamo tolto la violenza dalle strade. Se non si è formato un partito violento, fascista ( e tu lo sai era tuo papà..) è merito nostro che abbiamo incanalato le forze incattivite in un movimento democratico”. Lo dice Beppe Grillo a Porta a Porta. Il riferimento di Grillo è a una falsa credenza secondo la quale Vespa sarebbe discendente di Benito Mussolini.

23.40 – “80 euro? Depravazione del voto di scambio”
Il bonus Irpef di 80 euro “è una depravazione del voto di scambio, la scarpa destra per la scarpa sinistra di Achille Lauro era qualcosa di più decoroso”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1. 

23.39 – “Gli 80 euro? Era più decoroso Achille Lauro”
“Gli 80 euro? Sarebbe stata più decorosa la scarpa destra data prima del voto da Achille Lauro. Significa che ti faccio una campagna per le elezioni, ma poi vedi le coperture e…. Hanno levato l’assegno di sostegno per il coniuge. Poi dopo hanno scritto armonizzato invece di levato”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1.

23.37 – “L’informazione ha generato il disfacimento del Paese”
“Siamo dentro una situazione che ha generato il disfacimento di questo Paese, cioè l’informazione, prima ancora dei politici”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1. 

23.35 – “Napolitano non rappresenta più la Repubblica”
“Se vinciamo le elezioni, il governo non si dimette? E chi l’ha detto? Diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica. Siamo già adesso la prima forza politica del Paese”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1.

23.35 – “Questo non è partito, è un sogno”
“La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B”. Così Beppe Grillo a Porta a Porta. “E’ vero, a volte esagero, ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno dieci milioni di italiani: non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine” aggiunge.

23.34 – “Faremo la marcia trionfale, ebetino già finito”
“Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale”. Lo dice Beppe Grillo a Porta a Porta dove aggiunge: “L’ebetino è già finito: parliamo del nulla, del niente”.

23.31 – “Io urlo, ma la mia è rabbia buona”
“Io risulto uno che grida. E’ vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta”, replicando alle critiche di Matteo Renzi.

23.29 – “Lupara bianca? E’ un termine giornalistico, non mafioso”
“Lupara bianca è un termine giornalistico, non è un termine mafioso. Lupara bianca è la scomparsa di questi personaggi: guardate Monti, chi se lo ricorda? Eppure è quello che doveva mettere a posto l’Italia”. Lo ha detto Beppe Grillo da Bruno Vespa a Porta a Porta.

23.21 – Grillo “passeggia” per lo studio di Porta a Porta
Beppe Grillo inizia la sua partecipazione a Porta a Porta girando per lo studio, dicendosi commosso per essere tornato in uno studio Rai dopo 21 anni.  “Sono commosso perché è dal ’93 che non vengo in studio in diretta. E sono commosso dalle fotografie: se mi vedessi non darei mai il voto a uno così”. Lo dice Beppe Grillo in studio a Porta a Porta dove chiede: “Il pubblico è sempre lo stesso, pagato. Non so se gli danno 80 euro…”.