L’inchiesta sugli appalti dell’Expo di Milano travolge anche Reggio Emilia. Nella lista degli indagati dalla Procura ci sono anche Angelo Morini, imprenditore 57enne di Correggio, e Filippo Lodetti, amministratore delegato della Final Spa e della Reggio Emilia Parcheggi Spa, che sta costruendo il contestato parcheggio di piazza Vittoria, opera eredità della giunta del sottosegretario Graziano Delrio.

Nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari ricorrono il nome della Final, che fa parte dell’Ati Reggio Emilia Parcheggi, e di Lodetti come suo ad, indagato in concorso con Gianstefano Frigerio, Sergio Cattozzo, Primo Greganti, Luigi Grillo e Angelo Paris per corruzione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente. L’imprenditore è coinvolto nella vicenda degli appalti relativi ai parcheggi, ai servizi di mobilità e di sosta per l’Expo 2015. Giovedì, il giorno degli arresti, la Guardia di finanza è entrata nella sede della Reggio Emilia Parcheggi a Bibbiano per acquisire documenti relativi alla Final Spa.

Secondo il giudice, Paris, responsabile dell’Ufficio contratti Expo 2015, in cambio di protezione politica e avanzamento di carriera in enti e società pubbliche, aveva promesso “di riservare un trattamento preferenziale ad imprese di riferimento” dell’associazione Tommaso Moro sulle procedure di gara di appalti pubblici indette per l’Expo. E tra queste c’è anche la società di Lodetti, la Final Spa. Paris aveva preso accordi con l’ad di Reggio Emilia Parcheggi e di Final riguardo i bandi per la gestione del servizio di sosta e di mobilità, rivelandogli “notizie riservate apprese per ragioni di ufficio in relazione al procedimento di formazione del bando di gara e del relativo contenuto”, fino addirittura ad arrivare all’accordo per assicurare all’ad di Final “la definitiva aggiudicazione nella ipotesi in cui avesse partecipato alla gara o nel caso in cui essa fosse stata assegnata mediante trattativa privata”.

I magistrati scrivono di un incontro avvenuto il 7 gennaio 2014 in cui Cattozzo e Paris vedono Lodetti per discutere della gara di appalto relativa al sistema di parcheggi da realizzare per l’Expo, per comunicare all’imprenditore i dati riservati della gara, in modo da metterlo in condizione di potersi aggiudicare l’appalto. Incontri del genere si ripetono anche per gli appalti del servizio mobilità, in cui si discutono dettagli relativi che vanno dal trasporto pubblico di massa, alla gestione parcheggi e aree sosta, fino al servizio autista per trasporto personalità e all’acquisto dei mezzi da mettere a disposizione. Paris e Lodetti discutono di come organizzare il servizio e di quali altre imprese coinvolgere nel sodalizio. Nell’intercettazione spunta anche il nome di Apcoa, l’altra impresa che fa parte dell’Ati di Reggio Emilia Parcheggi. “Ci vuole Arval per le auto – spiega Lodetti – Apcoa, per la sosta e il trasportatore per la parte sia passeggeri che mettiamo… non passeggeri”. Paris chiede se Apcoa sia di Lodetti e l’imprenditore risponde: “Sono io il gestore”. Alla fine, per quanto riguarda l’appalto dei parcheggi, si procede con un piano di “boicottaggio”, esplicitato da Cattozzo e Frigerio, per assicurare la vittoria all’imprenditore amico: una volta che la gara andrà deserta, si procederà a una trattativa negoziata con Lodetti.

Benché l’inchiesta non riguardi direttamente Reggio Emilia, il fatto che Final Spa sia in qualche modo implicata nel giro di appalti e turbative d’aste milanesi, ha sollevato un nuovo polverone sul progetto del parcheggio interrato di piazza Vittoria e da più parti è stato chiesto lo stop dei cantieri. Il candidato sindaco M5S Norberto Vaccari, che insieme al consigliere comunale Matteo Olivieri ha sempre denunciato le ombre del Vittoria Park, ha chiesto che “si sospenda immediatamente l’esecuzione dei lavori del parcheggio, in attesa dell’esito delle indagini in corso”. La candidata sindaco del centrodestra Donatella Prampolini presenterà insieme alle liste che la sostengono un esposto per fare immediatamente fermare i lavori. A chiedere lo stop e soprattutto spiegazioni dalla giunta comunale è anche Antonio Casella, che si candida per Reggio Democratica e che con il Comitato contro il parcheggio aveva raccolto 10mila firme tra i cittadini: “Il candidato sindaco del Pd Vecchi, responsabile politico dell’opera, deve ora dare spiegazioni alla città, incluso l’accanimento con cui il Pd ha difeso l’opera a dispetto di ogni ragionevole obiezione e della firme dei cittadini”.

Sul progetto montano sospetti e dubbi di poca trasparenza, a partire dal bando con cui era stata affidata l’opera. “Da tempo chiedo conto, inutilmente, al Comune di Reggio del fatto che nella compagine sociale della Reggio Parcheggi, la società che gestisce il costruendo parcheggio interrato di Piazza della Vittoria (con sede, si badi bene, a Bibbiano), compaia una certa Final spa, società con sede legale a Palermo, che al momento della stipula della concessione (maggio 2011) risultava inattiva alla Camera di commercio” spiega Francesco Fantuzzi, candidato sindaco per Un’altra Reggio e Rifondazione Comunista. Le ombre si fanno più scure, se si pensa che Final Spa inizialmente non era tra le imprese che si sono aggiudicate l’appalto. La società di Lodetti infatti aveva partecipato alla gara insieme ad Apcoa in un’altra Ati, che però era stata scartata. All’atto dell’accordo con il Comune di Reggio Emilia, però, Final e Apcoa sono ricomparse aggregandosi all’Ati che aveva vinto il bando, che nel frattempo aveva cambiato composizione perché alcune imprese si erano ritirate dal progetto.

Al tempo fu la giunta di Delrio ad affidare l’appalto, ma mentre si sollevano polemiche da ogni parte politica, dal Pd, da tutti additato come padre del progetto, è calato il silenzio sulla vicenda. Il candidato Vecchi, erede di Delrio, raggiunto dall’agenzia Dire si è limitato a parlare di “strumentalizzazioni pre-elettorali, visto che i fatti non riguardano Reggio Emilia, ma Milano”.

Per quanto riguarda l’altro indagato nell’inchiesta, l’imprenditore correggese Morini, l’accusa invece è di concorso per corruzione e turbata libertà degli incanti, per un appalto da oltre 34 milioni di euro per il servizio di lavaggio e noleggio di biancheria ospedaliera. Secondo gli inquirenti, Morini avrebbe agito “per conto e nell’interesse della Servizi ospedalieri Spa di Ferrara” per favorire l’aggiudicazione della gara all’impresa, in Ati con Servizi Italia Spa, un’azienda con sede nel parmense a Castellina di Soragna e controllata da Coopservice. Per lui gli inquirenti avevano chiesto l’arresto, che però non è stato confermato dal gip.