Un volantino esplicito per la protezione da malattie sessualmente trasmissibili. L’Arcigay ha distribuito davanti ad una scuola superiore in provincia di Reggio Emilia un dépliant dove si parla delle pratiche di prevenzione da malattie come Hiv, gonorrea, clamidia e sifilide e si spiega nel dettaglio come fare sesso orale e anale senza rischiare il contagio. Dopo alcune ore, un gruppo di genitori si è presentato nelle redazioni di alcuni quotidiani locali, gridando alla scandalo: “Questo è indottrinamento alle pratiche omoerotiche”.

“Ma quale scandalo? Abbiamo distribuito volantini sulle malattie sessualmente trasmissibili scritti con un linguaggio giovanile e già distribuiti nelle piazze italiane”. Si difende così Fabiana Montanari, presidente dell’Arcigay Gioconda di Reggio Emilia, dopo le accuse di alcuni genitori degli alunni minorenni dell’Istituto Superiore Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti che tre settimane fa hanno assistito ad una lezione tenuta dai volontari del circolo Arci. Tema: il bullismo e l’omofobia. Spazio: 120 minuti durante il “Monteore”, ovvero le ore lasciate libere agli studenti per iniziative extra scolastiche. Partecipazione alta, per la maggior parte di studenti di seconda e con 5 insegnanti presenti. Tutto fila liscio, fino a quando all’uscita dall’aula le due ragazze della Gioconda distribuiscono volantini in cui si spiegano nei dettagli e in modo approfondito come evitare il contagio di malattie sessualmente trasmissibili.

E a scatenare le polemiche sono state le frasi con cui, per spiegare la prevenzione di malattie come “gonorrea, sifilide e Hiv”, il volantino fa riferimento alle modalità sicure per “fare sesso anale o orale” con termini spesso espliciti. “Per proteggerti dall’epatite A durante i rapporti oro-anali”, si legge ad esempio, “puoi utilizzare una normale pellicola trasparente ben aderente (dental dam) o un preservativo tagliato a metà e appoggiato all’ano del partner”. Oppure ancora: “Utilizzando un preservativo con un’adeguata dose di lubrificante a base d’acqua durante i rapporti anali ed un preservativo durante i rapporti orali potrai evitare il contagio”. Ma soprattutto contestate sono state le frasi sul sesso orale: “Se invece fai un pompino senza preservativo, non farti venire in bocca e non ingoiare, perché la concentrazione del virus Hiv nello sperma è potenzialmente alta”. E anche: “Con il pompino è più facile beccarsi infezioni, come la clamidia ecc. Un’altra via di trasmissione può essere lo scambio di sex toys (dildi, butplugs, palline…) per il piacere anale”. “Non scherziamo, gli adolescenti usano questi termini”, ha commentato Montanari dell’Arcigay, “semmai ho verificato che alcuni genitori sono rimasti sconvolti dal disegno del ragazzo a bordo piscina, con un asciugamano sul pube e le gambe in ammollo che invita i ragazzi ad usare il preservativo”.

“L’Arcigay è uscita un po’ dallo schema inizialmente concordato. Se avessimo previsto un incontro su questo tema avremmo chiamato del personale medico”, spiega uno dei rappresentanti d’istituto del Cattaneo-Dall’Aglio al fattoquotidiano.it, “loro dovevano solo parlare di bullismo e omofobia. Tra l’altro le due ore si sono svolte in un’ottima atmosfera e le ragazze sono state esaurienti”. “L’accordo era per entrambi gli argomenti, ma visto che in due ore la partecipazione dei ragazzi al tema del bullismo è stata alta, abbiamo preferito consegnargli dei volantini all’uscita sull’altro tema concordato”, ribatte la Montanari, “i ragazzi che hanno preso l’opuscolo non hanno detto nulla nei minuti successivi e nemmeno gli insegnanti che erano lì. Il caos è scoppiato quando alcuni genitori si sono recati nella redazione di un giornale di Reggio Emilia e hanno consegnato il volantino incriminato. Materiale informativo dell’Arcigay nazionale, già distribuito il 1 dicembre 2013 nelle piazza italiane durante la giornata contro l’Hiv”.

Pochi giorni dopo l’incontro, che la dirigenza della scuola ha definito come “condotto in maniera ortodossa alla presenza degli insegnanti” è stato convocato un consiglio d’Istituto durante il quale è stata criticata la distribuzione “non trasparente” del volantino. Un’oggetto dello scandalo che, scaricabile comodamente dal web, è poi stato analizzato nei minimi particolari da alcuni giornalisti in rete, tanto che su un sito web è stato definito “un indottrinamento alle pratiche omoerotiche”. “Sul volantino si parla di sesso sicuro, non di un orientamento sessuale unico. Tuttavia è vero che i rapporti anali (etero o omo) sono a maggior rischio rispetto a quelli vaginali o orali (omosessuali o eterosessuali). Si tratta dunque di elementari prescrizioni sanitarie”, continua la presidente del Gioconda, “Ricordiamo ai genitori che etero o gay, atei o cattolici, quando si tratta di ‘mts’ siamo tutti sulla stessa barca. Gli adolescenti di oggi hanno due strade: o scoprire troppo tardi cos’è la gonorrea sulla propria pelle e trovarsi a curarla magari con complicazioni varie, oppure prevenirla prima, sapendo con che cosa hanno a che fare”.