“Il Def mantiene tutti gli impegni che ci eravamo presi, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato. Si cambia verso”. Così il premier Matteo Renzi in un tweet delle 6.29 di oggi, all’indomani dell’approvazione del Documento di economia e finanza. “Vedrai, vedrai sull’evasione…” il presidente del Consiglio risponde così a chi gli obietta che nel Def “non c’è traccia di lotta all’evasione”. Il primo ministro, nella sua breve risposta, lascia intendere che il governo affronterà il tema dell’evasione fiscale.

“Oggettivamente quello è un settore dove si può tagliare. Non confondere le giuste ambizioni con gli sprechi” ribatte, sempre su Twitter, Renzi a chi lo invita a non concentrare i tagli solo sulla difesa. Sicuro che quelle del governo non sonosolo mosse da campagna elettorale? “Sì, progetto serio, pluriennale”. Tra gli altri interventi dei cittadini, c’è anche chi obietta che gli interventi sono una tantum. Lapidaria la risposta: “Una tantum cosa?“. Il presidente del Consiglio dà anche una data a una domanda precisa quella riguardante la scommessa con Bruno Vespa sui sui pagamenti della pubblica amministrazione entro il 21 settembre: “Spero :) 21 settembre” scrive.  

Renzi anche ieri non ha perso occasione per tutta la giornata di rassicurare sulla certezza delle coperture, ma oggi il cinguettio fa pensare che il governo passerà all’incasso di chi “non ha mai pagato” le tasse. Tutti i 6,6-6,7 miliardi necessari per gli 8 mesi del 2014 saranno disponibili per garantire i soldi promessi in più in busta paga a 10 milioni di italianiLa spending, secondo il premier, non comporterà invece alcuna tagliola per la sanità, settore tradizionalmente tra i più a rischio. Coperture e misure specifiche verranno comunque, a suo dire, dettagliate nel prossimo apposito decreto annunciato per venerdì prossimo, 18 aprile. Qualche giorno dopo rispetto al previsto perché prima sarà necessario portare il Def in Parlamento, con il passaggio fissato giovedì 17.

Si concretizzerà allora ufficialmente l’operazione “fiducia” voluta da Renzi, che annunciando lo 0,8% di crescita nel 2014 ha comunque parlato di una stima “molto prudenziale e aderente alla realtà” che potrebbe essere “smentita in positivo”. “L’Italia ce la può fare. – ha detto ieri – Non è vero il ritornello: non ce la faremo mai, siamo condannati al declino“.

“Mi sembra rituale e continuista. Il governo rinuncia a promuovere una manovra anticiclica mentre siamo di fronte a emergenze economiche e sociali sempre più gravi che richiederebbero un cambiamento di rotta. Invece si continua con l’austerità e col decreto lavoro. Così avremo lo stesso risultato che abbiamo avuto coi governi precedenti: meno Pil, meno occupazione, più debito pubblico” dice in una intervista all’Unità, Stefano Fassina, bocciando il Def presentato ieri. “Si sarebbe dovuto – spiega Fassina (vice ministro dell’Economia dimissionario dopo una battuta di Renzi) – almeno utilizzare tutto lo spazio al di sotto del 3% del rapporto deficit/Pil per finanziare gli investimenti produttivi, aumentando la domanda per le imprese e ottenendo anche un miglioramento del debito pubblico. Dopo la conferenza stampa di metà marzo, avevamo sperato in una inversione di rotta. Invece continua questa ossessione per la precarietà del lavoro come soluzione per l’occupazione”. “Dovrebbe ormai essere chiaro anche ai più ostinati che le imprese non assumono perché non c’è domanda. Continuare a precarizzare sempre di più il mercato del lavoro non aiuta l’occupazione, anzi. Rende i lavoratori più spaventati e questo produce effetti negativi sulla domanda. Ormai questa non è più un’opinione, abbiamo fiumi di dati che la confermano”.

Sul blog di Grillo arriva un’altra staffilata: “Renzie continua a raccontare la balla degli 80 euro al mese, in complicità con giornali e tv di regime. Basterebbe andare a leggersi il testo della legge delega ora in discussione al Senato per scoprire che Renzie ha tolto, alle stesse categorie cui ha promesso gli 80 euro, le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 700 – 800 euro all’anno, 65 euro al mese circa. La campagna pubblicitaria del venditore di pentole di Firenze finanziata con il sangue delle famiglie italiane. Un voto di scambio a 15 euro. La tua dignità vale così poco?”.