Massimo Cellino finalmente compra il Leeds United. Anzi no. Da ieri il presidente del Cagliari è ufficialmente proprietario del 75% delle azioni della storica squadra dello Yorkshire, che oggi lotta per accedere ai playoff promozione in Premier League. “Se in due anni non porto il Leeds in Premier, ho fallito. Ma non sarà così. Faremo un grande mercato, prenderemo il meglio, vogliamo vincere da subito. Ho costruito una rete di osservatori in Europa e Sud America col Cagliari, ci sarà utile”, le prime parole del neo presidente, che poi per sminuire la sua fama di mangia allenatori, nonostante la sconfitta di ieri sera per 3-0 col Watford di Sannino, aggiunge: “Voglio dare a Brian McDermott (l’attuale tecnico ndr) un’opportunità. Se andrà bene sarò contento, ma non c’è fretta, questi giudizi saranno dati alla fine della stagione e questo riguarda anche i giocatori”.

Tutto è bene quel che finisce bene quindi. O forse no. Forse Cellino il Leeds non lo acquisterà mai. Tutta la stampa italiana, infatti, riporta con entusiasmo la vittoria dei legali di Cellino nel ricorso contro la decisione della Football League di negargli il permesso di acquisto del Leeds: un ricorso presentato dall’imprenditore sardo dopo che la federazione delle leghe professioniste inglesi aveva deciso che Cellino non poteva superare il fit and proper person test per la recente condanna in primo grado per evasione fiscale in seguito alla vicenda della barca a vela acquistata negli Usa e importata in Sardegna senza pagare l’Iva.

Eppure non è così. La decisione del giudice di arbitrato della Football League, e non di un tribunale ordinario, nell’accogliere il ricorso di Cellino è solo temporanea: tra tre mesi, quando saranno depositate le motivazioni della sentenza di condanna emessa il 18 marzo, la Football League potrà decidere se revocare a Cellino la possibilità di possedere un club calcistico professionista in Inghilterra. E ci sono discrete possibilità che ciò avvenga. Andiamo con ordine. A gennaio quando sembra certo che Cellino stia per comprare gli storici Whites dello Yorkshire (un palmarès di tutto rispetto e una leggenda immortalata tra gli altri anche nel bellissimo libro Il Maledetto United) sorgono i primi problemi: il patron del Cagliari ha troppi problemi con la legge.

La condanna in primo grado per evasione fiscale emessa dal Tribunale di Cagliari il 18 marzo poi, sembra la pietra tombale. E infatti il 23 marzo la Football League decide che no, non è possibile che Cellino acquisti il Leeds. Allora parte il ricorso in appello all’arbitrato della Lega, e ieri alle 4 del pomeriggio lo studio legale Mishcon de Reya con un tweet annuncia vittoria: il ricorso è stato vinto, Cellino è ufficialmente proprietario del 75% di azioni del Leeds. In effetti il giudice Tim Kerr ha rigettato la decisione della Football League di considerare Cellino una persona disonesta – il paradigma dirimente del fit and proper test – perché non è ancora detto che sia così. Come ha scritto nelle motivazioni, Kerr non può ancora sapere con certezza se Cellino sia o meno disonesto, perché secondo la legge italiana si possono evadere le tasse sia per conclamata disonestà sia per dimenticanza o errore. Bisogna quindi attendere di leggere le motivazioni della sentenza del giudice Sandra Lepore – scrive sempre Kerr – per capire se Cellino sia stato condannato per disonestà o dimenticanza, o altro.

Domani la Football League si riunirà di nuovo per vedere se ci sono gli estremi per bloccare comunque l’acquisto del club da parte di Cellino, altrimenti si dovrà ragionevolmente aspettare giugno, quando saranno trascorsi 90 giorni dalla sentenza del Tribunale di Cagliari e saranno pubblicate le motivazioni. Nel probabile caso che nelle motivazioni scritte faccia capolino la parola disonestà, la Football League avrà tutti i poteri per obbligare Cellino a restituire le quote già acquistate del Leeds.

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