Cellino chi? Mentre in Italia le prime pagine dei quotidiani sportivi danno già per fatto l’acquisto del Leeds United, gloriosa squadra britannica, da parte del padrone del Cagliari, in Inghilterra ritengono che quella dell’imprenditore sardo sia al limite un’azione di disturbo in una complessa trattativa cominciata mesi fa tra il consorzio Gulf Finance House del Bahrein e gli acquirenti di Sport Capital. Come spiega a ilfattoquotidiano.it Phil Hay, caporedattore sportivo dello Yorkshire Evening Post, Cellino in questo momento si trova a Leeds, ma nessun accordo è stato concluso. Inoltre su Massimo Cellino pende l’ombra del fallito tentativo di acquisto del West Ham nel 2010, quando in molti spiegarono che l’imprenditore non avrebbe potuto passare il “fit and proper person test” per potere acquistare un club britannico a causa delle sue precedenti condanne per truffa ai danni dell’Unione Europea.

“Il Leeds è di Cellino” titola oggi in prima pagina la Gazzetta dello Sport. “Il Leeds a Cellino. L’affare è già fatto” strilla addirittura il Corriere dello Sport, che nel catenaccio aggiunge: “Ha un sogno, conquistare la Premier”. Peccato che il sogno sarà destinato con tutta probabilità a restare tale, nonostante all’interno i giornali forniscano con dovizia di particolari l’esito di una trattativa andata a buon fine grazie a 50 milioni investiti per il 75% delle azioni del club, quelle detenute da GFH. In realtà, come spiega Phil Hay, Cellino starebbe cercando di aprire una trattativa con David Haigh e Andrew Flowers, a capo del consorzio di acquirenti Sport Capital che due mesi fa aveva già firmato l’accordo per l’acquisto del 75% delle azioni di GFH. Anche se l’affare non si è ancora concluso.

A questo si aggiunge che oggi molti siti internet annunciano che in conseguenza dell’acquisto della squadra dello Yorkshire, Cellino sia ora pronto a vendere il Cagliari a degli investitori provenienti dagli Emirati Arabi, per dedicarsi anima e corpo al Leeds United. Se l’affare andasse in porto, Cellino a Leeds affronterà presto il Watford, l’altra squadra inglese di Championship di proprietà italiana dopo l’acquisto due anni fa da parte dei Pozzo, proprietari in Italia dell’Udinese e in Spagna del Grenada. E’ necessario però un passo indietro. E’ il gennaio del 2010 quando The Sun, il tabloid più venduto del regno, titola “Un farabutto sta cercando di comprarsi il West Ham”. La persona in questione è Cellino, il cui tentativo di acquisto è respinto anche perché – spiega il Sun – non avrebbe passato il test di idoneità introdotto nel calcio inglese nel 2004 e poi modificato nel 2010: una persona che ha subito condanne penali rilevanti non può essere proprietario di una squadra.

Certo, poi nel calcio inglese ci sono truffatori di ogni risma come a tutte le latitudini, ma a Cellino all’epoca erano contestate la tentata truffa del 1996 nei confronti del ministero dell’Agricoltura italiano e dell’Unione Europea: 14 mesi patteggiati per una storia di silos e granaglie. E i 15 mesi (sospesi dalla condizionale) per il falso in bilancio del Cagliari del 2001. A cui oggi si potrebbero aggiungere i quattro mesi passati in carcere nel 2013 con l’accusa di peculato e falso ideologico relativa allo stadio di Is Arenas. “E questo sarebbe certamente un problema, come lo è stato nel 2010”, chiosa Phil Hay. Mentre il forum di tifosi rightinthegarykellys.com oltre ai problemi giudiziari di Cellino sottolinea come in 20 anni a Cagliari questi abbia ha cambiato qualcosa come 36 allenatori.

Storico club inglese di una grande città operaia dello Yorkshire, nel Leeds United hanno giocato campioni del calibro di Jack Charlton e John Charles e il suo periodo di maggior successo fu nei tardi Sessanta e nei primi Settanta sotto la guida del tecnico Don Revie: il fantasma di Brian Clough nel capolavoro letterario Il Maledetto United. L’ultimo successo del Leeds è stata la conquista del primo campionato della neonata Premier League nel 1992, grazie ai gol di un certo Eric Cantona il cui addio, dopo una ripresa nei tardi anni Novanta, segnò la progressiva caduta del club tra fallimenti e squalifiche. Precipitati fino in terza divisione e ora risalito in seconda, The Peacocks (i pavoni) restano uno dei club più gloriosi del calcio britannico e un ottimo investimento economico. Ma a differenza di quanto sostengono in Italia, dall’Inghilterra assicurano non per Cellino.

Twitter: @ellepuntopi