Quasi metà dei pensionati nel 2012 ha percepito meno di mille euro al mese. Si tratta di circa 7 milioni di persone, il 42,6% dei 16,6 milioni di italiani (-75mila unità rispetto al 2011, per effetto della riforma Fornero) che ricevono redditi da pensione. Nello stesso anno, però, 11.683 persone, lo 0,1% del totale, hanno incassato pensioni d’oro da oltre 10mila euro mensili. I dati emergono dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici erogati da tutti gli enti previdenziali, pubblici e privati, condotta dall’Istat e dall’Inps. Guardando al valore dei singoli assegni, si scoprono cifre estremamente basse: il 33,3% è tra i 500 e i mille euro e il 33,9% si ferma addirittura sotto i 500 euro. Ma solo il 67,3% dei pensionati è titolare di un solo trattamento: il 24,9% ne percepisce due, il 6,5% tre e il restante 1,3% è titolare addirittura di quattro o più pensioni. Di conseguenza, per arrivare a capire “quanti prendono quanto” occorre associare a ogni beneficiario la somma dei suoi assegni. E’ così che si arriva a scoprire che quattro su dieci non arrivano a mille euro. Ma anche che il 38,7% ne prende tra mille e 2mila, il 13,2% tra 2mila e 3mila, il 4,2% tra 3 e 5mila e l’1,3% supera di slancio i 5mila.

Uomini e donne non sono uguali – I trattamenti ricevuti dagli uomini sono mediamente più alti di quelli delle donne, che rappresentano il 52,9% del totale di chi riceve assegni previdenziali: il 14,7% delle pensionate prende al massimo 500 euro, contro l’11,7% degli uomini, mentre solo il 2,5% delle donne ha diritto a oltre 3mila euro, cifra che spetta all’8,7% degli uomini. Oltre la metà delle donne (52%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (32,2%) degli uomini. Il 26,5% dei pensionati ha meno di 65 anni, il 50% ha un’età compresa tra 65 e 79 anni, il 23,5% ha più di 80. Il 47,8% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,5% nelle regioni del Centro e il restante 31,7% nel Mezzogiorno. 

Sale l’assegno medio. E la spesa lievita – L’importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.482 euro, 253 euro in più rispetto al 2011 (+2,3%). In totale, nel 2012 il sistema pensionistico italiano ha erogato 23,6 milioni di prestazioni, per un ammontare complessivo di 270,720 miliardi di euro, in crescita dell’1,8% rispetto all’anno prima. La cifra corrisponde al 17,28% del prodotto interno lordo, in salita dal 16,83% del 2011. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine della riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione (Ecofin) che si è tenuta questa mattina ad Atene ha comunque di nuovo rassicurato sul fatto che il capitolo pensioni non sarà oggetto di tagli, come ipotizzato invece nel piano di spending review preparato dal commissario Carlo Cottarelli: “Le pensioni, come ha detto il premier Renzi chiaramente, non si toccano”, ha detto Padoan, anche se “i dettagli andranno ancora discussi”.

Invalidi civili, il 27% sotto i 500 euro – I titolari di pensioni sociali ricevono meno di mille euro in oltre tre quarti dei casi (76,6%) e il 39% non supera i 500 euro. La quota di “mileuristi” scende a meno della metà tra i pensionati di invalidità, anche civile (45,9% e 40,2% rispettivamente) e a circa un terzo tra i titolari di pensioni di vecchiaia (31,7%) e tra i superstiti (35,9%). Tuttavia, tra i titolari di pensioni di invalidità civile si registra la quota più elevata di redditi che non superano i 500 euro: sono il 27,2% contro il 20,8% registrato per le indennitarie, l’8,3% dei superstiti, il 5,4% delle pensioni di invalidità e il 5,1% di quelle di vecchiaia. I titolari di pensioni di vecchiaia (il 24,9%), di pensioni indennitarie (24,7%) e i pensionati di guerra (30%) sono invece i più presenti nelle fasce che prendono più di 2mila euro mensili.

Più bassi gli assegni dei nuovi pensionati – I “nuovi pensionati”, cioè le persone che hanno iniziato a percepire una pensione proprio nel 2012, sono 626.408, mentre ammontano a 701.101 le persone che nel 2012 hanno smesso di esserne percettori. Il reddito medio dei nuovi pensionati è di 14.068 euro, inferiore a quello dei cessati (15.261) e a quello (16.403 euro) di chi già nel 2011 percepiva almeno una pensione.