Vladimir Putin auspica che “le Paralimpiadi possano alleviare le tensioni”. Invece, nel periodo di tensione sulla vicenda Ucraina dopo l’invasione russa in Crimea, proprio le Paralimpiadi di Sochi saranno l’occasione per certificare una tensione diplomatica che non si vedeva dai tempi della Guerra fredda. Usa, Francia, Gran Bretagna e Italia non hanno inviato rappresentanti di governo alla cerimonia d’apertura per protesta. Così Palazzo Chigi: “Parteciperanno gli atleti italiani ma non è prevista la presenza di membri del governo”. Una decisione che arriva nel giorno in cui si ripropone in modo deciso la minaccia di Gazprom a Kiev: taglio delle forniture di gas all’Ucraina se non verranno saldati i debiti.

Intanto il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov, fa sapere che a Mosca “suscitano un sorriso” gli appelli europei a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali, ritenendo “esaurito” il credito di fiducia di questi garanti dopo il destino toccato al documento firmato da Yanukovich a Kiev il 21 febbraio. Peskov auspica tuttavia che Russia e Occidente non tornino alla guerra fredda: “Non vorrei, credo che non sia così, credo che non sia iniziata, e vorrei credere che non inizi”. Mentre il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, in una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry “ha messo in guardia Washington da passi frettolosi e non ponderati capaci di danneggiare i rapporti russo-americani, soprattutto per quel riguarda le sanzioni, che inevitabilmente colpiranno come un boomerang gli stessi Usa”, riporta il ministero degli Esteri russo.

La tensione tra Russia e Ucraina, poi, rimane alta. Anzi. In serata è arrivata la notizia che unità russe hanno fatto irruzione in una base dell’esercito ucraino a Sebastopoli, in Crimea. I soldati di Mosca hanno sfondato i cancelli della base e ne hanno assunto il controllo senza dover aprire il fuoco, secondo quanto riferiscono fonti locali. La base, in cui si troverebbero cento soldati ucraini e un generale, si trova a Yuharinoy. L’assedio è stato tolto dopo dure trattative.

La giornata era iniziata con la telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e Putin, in cui il presidente americano ha chiarito che c’è una via per risolvere diplomaticamente la complessa crisi ucraina: “Le azioni di Mosca – ha detto – sono una violazione alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina”. Violazioni che hanno portato gli Usa “a rispondere con varie misure, coordinandoci con i nostri partner europei. Gli osservatori internazionali potrebbero garantire la tutela dei diritti di tutti gli ucraini, incluso quelli di etnia russa, le forze russe tornerebbero nelle loro basi e la comunità internazionale lavorerebbe per aiutare gli ucraini in vista delle elezioni di maggio”.

Secondo le stime del Pentagono, attualmente in Ucraina sono dispiegati circa 20mila soldati russi. Lo ha riferito l’ammiraglio John Kirby, aggiungendo che il segretario alla Difesa Usa Chuck Hagel ha parlato oggi con l’omologo ucraino Ihor Tenyuh, il quale ha chiesto all’esercito di Washington di valutare la possibilità di fornire assistenza tecnica a Kiev, anche in materia di operazioni umanitarie e di risposta a emergenze. Hagel, ha riferito Kirby, ha risposto che valuterà la richiesta. Gli Stati Uniti, ha aggiunto l’ammiraglio, sono preoccupati più dalle attività dei soldati russi in Crimea che dal loro numero.

Telefonata tra Putin e Obama 
Al telefono, riferisce la nota degli Stati Uniti, Obama ha fatto presente che il capo della diplomazia americana, John Kerry, continuerà a tenersi in contatto con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, con il governo di Kiev e gli altri partner internazionali “per avanzare rispetto questi obiettivi”. Prima della telefonata con Putin, in conferenza stampa a Washington, Obama aveva duramente ammonito Mosca minacciando sanzioni e prospettando che la Russia potrebbe mantenere le sue basi militari in Crimea soltanto se rispetterà la sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Mentre sulla proposta di un referendum sul futuro della Crimea, “violerebbe la Costituzione dell’Ucraina e viola anche il diritto internazionale”, ha dichiarato Obama.

Gazprom: “Kiev paghi o rischio taglio forniture gas”
Intanto Gazprom minaccia di tagliare le forniture di gas all’Ucraina se Kiev non salderà il suo debito, che ammonta a 1,8 miliardi di dollari, e non pagherà le forniture correnti. “O l’Ucraina estingue il debito e paga per le forniture correnti, oppure c’è il rischio di tornare alla situazione creatasi all’inizio del 2009”, ha detto l’ad di Gazprom Alexiei Miller, precisando che oggi scade il termine del pagamento per il gas russo fornito a febbraio e Kiev non ha ancora versato la somma. La Casa Bianca, però, minimizza la portata delle affermazioni del gigante russo dell’energia. “Le riserve di gas naturale in Europa e in Ucraina sono attualmente al di sopra del livello normale”, spiega il portavoce dell’amministrazione Obama Josh Earnst, spiegando che “a differenza che in America, in Europa l’inverno è stato mite e non esiste al momento il rischio di una penuria di gas nella regione”. Earnst ha anche sottolineato le “conseguenze finanziarie che avrebbe per Mosca una interruzione delle sue forniture di gas all’Europa“.

Mosca: “Rispettiamo la scelta della Crimea. Appelli Ue? Fanno sorridere”
Il Senato russo invece, “sosterrà la decisione storica del parlamento della Crimea legata al referendum per entrare in Russia“: lo ha detto la presidente della camera alta del parlamento Valentina Matvienko definendo “legittima” tale decisione e ricordando l’analoga iniziativa del referendum scozzese. “Noi rispetteremo la scelta storica della popolazione di Crimea” nel referendum: ha detto Serghiei Narishkin, presidente della Duma, camera bassa del parlamento russo, incontrando una delegazione del parlamento. “Noi sosteniamo la scelta libera e democratica del popolo della Crimea e del popolo di Sebastopoli“. Tutto quello che succede in Crimea e nell’est dell’Ucraina ha una “genesi interna” e non ha “nulla a che vedere con la Federazione Russa”, ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin, in una intervista tv che uscirà domenica ma di cui le agenzie hanno diffuso una anticipazione. Peskov, nel pomeriggio, ha aggiunto una frase che suona come una sfida alla diplomazia europea: “Suscitano un sorriso – ha detto – gli appelli europei a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali, perché è “esaurito” il credito di fiducia di questi “garanti” dopo il destino toccato al documento firmato da Ianukovich a Kiev il 21 febbraio”. 

Paralimpiadi di Sochi: Ucraina partecipa. Boicottaggio Gb, Francia, Usa e Italia
La delegazione di atleti ucraini ha deciso di non boicottare i Giochi Paralimpici di Sochi che verranno inaugurati stasera alla presenza di Putin. “Ma se succede quello che noi tutti temiamo, lasceremo i giochi”, ha detto il capo del comitato paralimpico ucraino Valeri Sushkevich, citato dalla tv russa Dozhd. Le Paralimpiadi di Sochi, che saranno inaugurate stasera alla presenza di Putin, sono state boicottate dalle delegazioni governative di Usa, Gran Bretagna, Norvegia e Finlandia. Lo riferisce il presidente del comitato paralimpico internazionale, Philip Craven. Anche Parigi ha annunciato che per la Francia ci saranno solo gli atleti. E, nel tardo pomeriggio, anche Palazzo Chigi ha annunciato che nessun esponente del governo parteciperà.