Confermato il viaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha precisato che “gli scioperi, tuttora in corso, del servizio diplomatico in Israele potrebbero creare difficoltà alla preparazione della visita, ma per il momento tutto rimane come da programma”. Bergoglio sarà dunque regolarmente ad Amman, Betlemme e Gerusalemme dal 24 al 26 maggio prossimi come da lui stesso annunciato nell’Angelus del 5 gennaio scorso. Dal Vaticano assicurano che è confermato anche il sopralluogo, in programma per le prossime settimane, del responsabile dei viaggi papali, Alberto Gasbarri.

Scopo principale del secondo viaggio internazionale di Bergoglio, dopo quello in Brasile nel luglio del 2013 per la Giornata mondiale della gioventù, è commemorare lo storico incontro tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora, avvenuto esattamente cinquant’anni fa. “Presso il Santo Sepolcro – ha spiegato lo stesso Bergoglio – celebreremo un incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme, insieme al Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli”. Francesco è il quarto Papa a tornare nella Terra di Gesù. Prima di lui Paolo VI, nel 1964, dopo la seconda sessione del Concilio Vaticano II, tornò nella terra in cui, per i cristiani, Gesù diede a Pietro il compito di “confermare i fratelli nella fede”. Nel 2000, durante il Grande Giubileo, fu Giovanni Paolo II a ripercorrere in un lungo pellegrinaggio le strade della Terra Santa. E nel 2009 fu Benedetto XVI ad andare in Israele. Del viaggio del Papa emerito rimane nella memoria l’appello in favore del buon esito dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi affinché “ambedue i popoli possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all’interno di confini sicuri e internazionalmente riconosciuti”.