Antonio Gentile detto Tonino, senatore, sottosegretario alle Infrastrutture e coordinatore calabrese di Ncd. Giuseppe Gentile detto Pino, assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, indagato. Raffaele Gentile, segretario regionale della Uil-Flp (federazione poteri locali) in Calabria. Katya Gentile, figlia di Pino e già vicesindaco di Cosenza e assessore ai Lavori pubblici, cacciata dal sindaco Mario Occhiuto (che a sua volta ha un fratello ex deputato, Roberto) per una struttura affidata all’ex marito. Andrea Gentile, figlio di Tonino e indagato per le consulenze nel settore sanitario della Calabria. Claudio Gentile, fratello di Pino, Tonino e Raffaele, assunto alla Camera di Commercio di Cosenza. Massimiliano Manna, nipote dei Gentile, idem come lo zio Claudio. Daniela Gentile, altra nipote, assunta alla “Promocosenza” che dipende dalla Camera di Commercio. Anna Rosa Gentile, Antonella Gentile, Katya Gentile, Manuela Gentile e Barbara Gentile, tutte figlie e nipoti e tutte vincitrici di un concorso all’Asl di Cosenza. Sandro Mazzuca, nipote di Pino Gentile, in organico a Sviluppo Italia Calabria.

È una lista lunghissima e che fa sbiadire il qualunquismo da film di Antonio Albanese, ovviamente nel senso della politica marcia di Cetto La Qualunque. In Calabria e a Cosenza, i Gentile sono un sistema collaudato di familismo e clientelismo e tante altre cose. Quando Pino e Tonino Gentile iniziarono a fare politica negli anni novanta erano socialisti e furono accusati di collusione con la ‘ndrangheta. Nel 1992, l’ex sindaco Giacomo Mancini testimoniò che “Tonino”, oggi sottosegretario alla censura, era circondato e scortato da “un nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia”. Il loro pacchetto di voti, alle regionali, pesa almeno ventimila preferenze. Numeri grossi per la Calabria.

I Gentile sono un sistema malato in un sistema altrettanto malato e più ampio, quello calabrese. Rigorosamente bipartisan, dove tutto si mescola in maniera torbida. Le consorterie familiari, a Cosenza, includono i Mancini socialisti (un nipote, Giacomo, che porta lo stesso nome del nonno, è assessore regionale) e il democratico Nicola Adamo, consigliere regionale, che ha la moglie deputato a Roma, Enza Bruno Bossio. Forse anche per questo il Pd è stato molto tiepido sullo scandalo Gentile, salvo prendere posizione ieri con una nota del segretario regionale di fede renziana. Da soli, i Gentile sono la conferma di quanto facciano male le preferenze al sud e il loro dominio pone la madre di tutte le domande: perché li votano? Alle ultime comunali di Cosenza, nel 2011, la già citata Katya figlia di Pino ha fatto propaganda con uno spot micidiale nella sua efficacia kitsch e provinciale. Inizia con il volto del papà Pino che poco alla volta diventa quello della figlia. Slogan ancora più incredibile: “Storikamente Gentile”. Con la “k”, in onore di Katya. Ha preso 908 voti, prima degli eletti.

A spingere Gentile nel sottogoverno renziano è stato il governatore Giuseppe Scopelliti, sostenuto da Renato Schifani. Tra mercoledì e giovedì scorso fonti di Ncd raccontano di violenti tumulti nel partito alfaniano. “Angelino” stava cedendo alle pressioni contro Gentile, dopo il caso dell’Ora della Calabria, e a quel punto Scopelliti si è fatto minaccioso: “Angelino se tieni fuori Tonino, i voti della Calabria te li puoi scordare e con Berlusconi sono cazzi tuoi”. Alfano ha eseguito senza fiatare. Del resto ha piazzato nel sottogoverno altri signori delle preferenze, come il siciliano Castiglione e il pugliese Cassano.

L’arroganza di Scopelliti e Gentile ha causato la prima, seria ferita al governo di Renzi. Già sindaco di Reggio Calabria, comune sciolto per ‘ndrangheta, Scopelliti è il punto più alto del Sistema Calabria. Nella nomina di Gentile, poi, avrebbe anche un fortissimo interesse personale. Convinto che sarà condannato per il caso Fallara (una sua collaboratrice che si è suicidata dopo la scoperta di un buco da 170 milioni di euro al comune), il governatore sta preparando la sua exit strategy: candidarsi alle Europee e lasciare la Regione al vicepresidente. E con Gentile sottosegretario sono garantiti i pacchetti di voti nel Cosentino. Alfano, a Cosenza, è venuto l’otto febbraio scorso. Accanto a lui tutta la famiglia Gentile e anche Gianfranco Scarpelli, il dg dell’Asp di Cosenza che ha dato le consulenze ad Andrea Gentile. In una conversazione intercettata nel settembre 2013 tra Scarpelli e Pino Gentile, quest’ultimo dice: “Quella cosa che tu mi hai detto della magistratura non è vera proprio, hai capito?”. Stavolta, per i Gentile, è andata diversamente.

di Fabrizio d’Esposito ed Enrico Fierro

Dal Il Fatto Quotidiano 2 marzo del 2014