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La miccia accesa di Nethanyahu lanciata nella piazza del 1° maggio

La miccia accesa di Nethanyahu lanciata nella piazza del 1° maggio
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Questosecondo e più grave atto di pirateria è una miccia accesa dentro l’Europa e l’Italia è in prima fila per aver saggiato già, con gli scontri del 25 aprile, a quale livello di crisi sia giunta la coesistenza con la comunità ebraica.

Questo secondio atto totalmente illegale, sul quale finalmente il nostro esecutivo pare prendere posizione, è ancora più grave perchè giunge, come una bomba ad orologeria, alla vigilia del 1 maggio, dentro il catino già infuocato di una manifestazione, pensiamo al palco del San Giovanni, dentro cui ogni provocazione può divenire la scintilla per atti di violenza.

Perciò quella di Netanyahu è molto più che un esercizio di pirateria, molto oltre il germe banditesco. Illustra la dimensione ormai nettamente criminogena del governo di Tel Aviv.

Aver anticipato l’intercettazione della Flotilla al largo di Creta, territorio europeo, dunque a centinaia di miglia dalle coste di Gaza, significa anzitutto aver voluto anticipare la produzione della crisi.

E’ un dito nell’occhio europeo, finora assai premuroso nei confronti di Israele al quale lo legano solide relazioni commerciali e un interscambio militare di tutto rispetto. L’assoluta accondiscendenza, la voglia di confermare un’amicizia al di sotto di ogni decenza, ci porta adesso a fare i conti con la capacità destabilizzante di Nethanyahu. Che da oggi entra, con le sue retate e i suoi fucili, non solo nelle case delle ventiquattro famiglie di italiani finora arrestati (temiamo che il conto nelle prossime ore possa salire), ma porta in ebollizione il conflitto politico interno e diviene un’altra buccia di banana sotto le suole delle scarpe di Giorgia Meloni che sembra essersi accorta della pericolosità dell’alleato – come sempre più spesso le capita – fuori tempo massimo.

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