Chiede scusa agli ucraini (“non ho avuto abbastanza forza per mantenere la stabilità”), ma continua a lottare per il suo Paese e ai giornalisti si presenta come “l’attuale presidente in carica dell’Ucraina”. Viktor Yanukovich ricompare davanti alle telecamere e parla da Rostov, città russa sul Don, dove è arrivato in mattinata scortato dai caccia di Mosca per la conferenza stampa annunciata giovedì. Scappato dall’Ucraina, è ricercato per strage e la procura di Kiev ne ha chiesto l’estradizione. Inoltre è sotto indagine in Svizzera insieme al figlio per riciclaggio. Attacca la “politica irresponsabile dell’Occidente che aiutava il Maidan (il movimento che lo ha deposto, ndr)“, responsabile della crisi e delle vittime. Poi chiede che venga applicato l’accordo con le opposizioni “con la partecipazione dei ministri degli Esteri della Francia, Germania e Polonia, nonché un rappresentante della Federazione Russa“. 

“Governo transitorio illegittimo” – “Intendo continuare a lottare per il futuro dell’Ucraina”, oggi “governata da giovani fascisti che sono un’assoluta minoranza nel Paese”.. Proprio a causa delle “minacce di morte ricevute dalle forze estremiste”, prosegue, è fuggito da Kiev e ritiene che “le persone armate” debbano “lasciare immediatamente le strade” della capitale per “dare agli ucraini un’opportunità di vivere una vita normale”. E per farlo bisogna “tenere conto degli interessi di tutti gli ucraini”. Specifica di non avere intenzione “di chiedere un sostegno militare” alla Russia e aggiunge che nessuna operazione in tal senso deve essere ammessa. In più, garantisce di non presentarsi alle elezioni del 25 maggio, fissate dal governo ad interim. Consultazioni che giudica “illegittime” ma alle quali, al contrario di quanto dichiarato nei giorni scorsi, si candiderà l’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione filo-occidentale Yulia Timoshenko. Opposta però la posizione dell’Unione europea che riconosce il governo transitorio in carica ed è “pronta a firmare” l’accordo di associazione con l’Ucraina in ogni momento purché le autorità di Kiev lo “chiedano” con una “decisione sovrana”. 

“La Russia deve agire” – Yanukovich ha anche raccontato le peripezie della sua fuga, dopo che l’auto su cui viaggiava verso Kharkov è stata colpita da colpi d’arma da fuoco. Dopo un vano tentativo di partire in aereo, il suo viaggio è proseguito in elicottero e quindi in auto in Crimea. Infine a Rostov sul Don, dove ha un “vecchio amico”. Specifica di non avere con Vladimir Putin, che ha sentito solo al telefono “dopo essere arrivato in Russia, grazie ad alcuni ufficiali patrioti che mi hanno aiutato a salvare la vita, e ci siamo accordati di vederci quando sarà possibile”. Poi parla della situazione in Crimea, repubblica indipendente dell’Ucraina dove soffia il vento scissionista. “La Crimea deve rimanere parte dell’Ucraina, anche se con ampia autonomia”, ha detto, precisando che, “pur simpatizzando con il desiderio delle milizie di autodifesa di proteggere le loro famiglie e le loro case, invito a mantenere moderazione ed evitare qualsiasi conflitto”. Accenna anche al ritorno in Ucraina, ma solo quando sarà garantita la sicurezza sua e della sua famiglia. L’ex presidente, però, si stupisce del mancato intervento della Russia che ha “il dovere di agire. Conosco bene il carattere del presidente Putin e mi meraviglio che non abbia ancora reagito in modo chiaro e deciso a quello che succede in Ucraina. La Russia – aggiunge – è un partner strategico dell’Ucraina e continuerà a esserlo a causa di legami storici, e quindi considerando gli accordi che abbiamo con la Russia, Mosca ha pieno diritto di agire”. Ma un eventuale conflitto tra Mosca e Bruxelles, dice Sarkozy da Berlino, “sarebbe una catastrofe. Non ci potrebbe esser niente di peggio”.

Svizzera, le indagini  di Ginevra – Le autorità giudiziarie di Ginevra aprono un’inchiesta nei confronti suoi e del figlio Alexander per riciclaggio. La polizia e il capo procuratore di Ginevra, Yves Bertossa, hanno perquisito ieri la sede della società Mako Trading di proprietà di Aleksander Yanukovich e hanno sequestrato alcuni documenti. Il governo svizzero ha anche congelato i beni di venti responsabili ucraini, tra cui ex ministri del precedente governo e uomini d’affari. La procura di Kiev ha anche avanzato la richiesta di estradizione dell’ex presidente alla Russia, che giovedì sarebbe atterrato all’aeroporto militare di Rostov, a bordo del suo aereo privato e scortato da caccia russi. Intanto la banca centrale ucraina ha annunciato di aver limitato a 15 mila grivnie (circa 1.095 euro) il massimale quotidiano dei soldi ritirabili nelle banche del Paese. Una misura presa sullo sfondo delle gravissime difficoltà finanziarie che espongono l’Ucraina al rischio di bancarotta. La divisa nazionale ha perso un quarto del suo valore dall’inizio dell’anno.

Sinferopoli, l'”occupazione” dell’aeroporto – In Crimea negli ultimi giorni si sono concentrate le tensioni tra Kiev e Mosca. Il ministro dell’Interno ucraino Arsen Avakov accusa la Russia di “invasione armata” dopo l’occupazione degli aeroporti di Belbek a Sebastopoli e Sinferopoli in Crimea. “Considero l’azione come un’invasione armata e un’occupazione”, ha postato sulla sua pagina Facebook il ministro. Ma la flotta russa del mar Nero ha smentito il proprio coinvolgimento nel blocco dei due scali. Alcuni testimoni, però, avevano riferito all’agenzia di stampa Interfax che i circa 50 uomini armati indossavano le stesse divise di quelli che giovedì mattina avevano preso il controllo della sede del Parlamento e del governo locale di Crimea a Sinferopoli, innalzando una bandiera russa. Secondo Interfax, militari con “emblemi della marina russa” avevano inizialmente circondato il terminal di arrivi domestici dello scalo di Sinferopoli. Più tardi l’agenzia ha riferito, citando un funzionario aeroportuale, che gli uomini si sono scusati e hanno lasciato l’aeroporto dopo aver visto che non era atterrato nessun aereo con soldati ucraini.

L’aeroporto di Simferopoli resta pattugliato in queste ore da ronde armate di miliziani locali filo-russi, alcuni in divisa senza insegne, altri in abiti civili. E le guardie di frontiera ucraine sostengono che la loro base sia circondata da militari russi dell’810esima brigata della flotta del Mar Nero. Secondo gli ucraini, ci sarebbero anche cecchini piazzati sugli edifici attorno alla base.