Uno spettro si aggira per Sochi. E’ quello di un nuovo tipo di doping usato per esperimenti sugli animali e che avrebbe effetti deleteri per la salute umana. Si tratta del Full Size MGF, una sostanza che avrebbe un effetto sul potenziamento muscolare addirittura raddoppiato rispetto ai tradizionali ormoni della crescita, e che soprattutto non sarebbe possibile individuare con le tradizionali metodologie dell’analisi antidoping. L’agenzia mondiale antidoping Wada si è detta “scioccata” da questa novità. La notizia è stata data durante una trasmissione sulla tv tedesca WDR, quando un giornalista investigativo esperto di doping si è presentato con false credenziali all’Accademia Russa della Scienza di Mosca ed è riuscito a farsi consegnare un milligrammo di Full Size MGF: una sostanza che in Russia è utilizzata legalmente nei test sugli animali per studiarne gli effetti biochimici.

Portata in patria, la sostanza è stata testata dal dipartimento antidoping tedesco accreditato dalla Wada, che ne ha confermato l’autenticità e i possibili effetti per lo sviluppo muscolare degli atleti. “E’ molto simile all’ormone della crescita IGF 1 ed è più potente – ha detto il ricercatore tedesco Mario Thevis, che l’ha analizzata in laboratorio -, e se messa sul mercato la domanda sarebbe altissima”. Per adesso però il costo è ancora abbastanza alto, dato che il prezzo per “preparare un atleta alle Olimpiadi” con il Full Size MGF si aggira sui 100mila euro tutto compreso, come ha spiegato il giornalista investigativo della tv WDR. Prima dell’apertura dei Giochi, il capo dell’antidoping russo Nikita Kamaev si era vantato che nell’ultimo anno nel paese erano stati condotti oltre 20mila test, e le positività riscontrate erano salite a 180, con un aumento del 70% rispetto al 2012. Nonostante la stessa Wada fino a dicembre non avesse nemmeno legittimato il laboratorio antidoping di Mosca e stava per chiuderlo.

Da parte sua il Cio ha annunciato che durante le Olimpiadi sarebbero stati fatti 2.453 test antidoping, con un aumento del 14% rispetto a Vancouver 2010. Mentre altri 1.200 test circa sono stati già effettuati prima dell’inizio. Eppure questa montagna di test ha partorito solo il topolino dell’esclusione preventiva della promessa russa del biathlon Irina Starykh, e di altre due sue colleghe. Nulla più. E se pieno di ottimismo come al solito, in ogni conferenza stampa il Cio si dice sicuro di essere in grado di vincere la lotta al doping, il direttore generale della Wada David Howman ha invece risposto che sarebbe da ingenui non credere che qualche atleta cerchi di assumere sostanze proibite durante le Olimpiadi. E ha poi spiegato che una di problemi maggiori è il mercato nero di prodotti che sono rubati nei laboratori delle compagnie farmaceutiche e poi venduti agli atleti. Infine, a proposito del Full Size MGF, intervistato dalla tv tedesca WDR ha aggiunto: “Sembra incredibile che uno scienziato offra delle sostanze che non sono mai state testate su degli esseri umani, eppure è così, non è una sorpresa, spesso gli atleti sono cavie da laboratorio”.

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