Guai per Mukhtar Ablyazov, l’oligarca kazako oppositore del regime di Nursultan Nazarbayev. La corte d’appello di Aix en Provence ha autorizzato l’estradizione sia in Ucraina che in Russia. Come spiegano fonti vicine alla famiglia dell’ex banchiere, i legali della difesa hanno ora cinque giorni di tempo per presentare un ricorso per il provvedimento di estradizione in Ucraina e sette per la Russia.

Ablyazov era stato arrestato lo scorso 31 luglio in Costa azzurra, su mandato dell’Interpol, in un’operazione in cui erano state coinvolte le forze speciali francesi. La corte di Aix ha sottolineato nella sentenza che tra le due richieste di estradizione per Ablyazov, dovrebbe essere data la precedenza al provvedimento spiccato dalla Russia. Ablyazov, che ha 50 anni ed è il marito di Alma Shalabayeva, è ricercato per frode in Ucraina, Russia e Kazakistan, in relazione allo storno di diversi miliardi di dollari dai fondi della Bta di cui era presidente, prima che la banca fosse acquisita dallo stato e lui costretto a lasciare i suoi incarichi.

“Il tribunale di Aix non ha considerato l’evidente carattere e motivazioni politiche del caso e delle due richieste di estradizione, né il serio rischio di torture e trattamenti disumani che Mukhtar Ablyazov correrebbe se estradato verso uno dei due paesi in questione”, denuncia la Fondazione Open Dialog attiva per la promozione di diritti umani nei paesi dell’est Europa che ha seguito il caso di Ablyazov e della sua famiglia negli ultimi mesi. Inoltre, “come denunciato in numerosi appelli dalle organizzazioni internazionali, esiste un serio rischio di re-estradizione di Ablyazov dalla Russia o dall’Ucraina verso il Kazakistan”, precisa l’organizzazione, denunciando che “le richieste di estradizione motivate politicamente sono un grave problema che, negli ultimi anni, ha visto coinvolti tanti stati europei. Il sistema di estradizioni si basa sulla reciproca fiducia che gli stati coinvolti rispettino i diritti umani. Quando gli stati coinvolti non sono democratici, però, tali assicurazioni non posso essere considerate valide”.

La famiglia di Ablyazov intende “fare ricorso alla Corte di Cassazione di Parigi contro la decisione” del tribunale di Aix en Provence che ha dato il via libera alla sua estradizione. Questa decisione, commenta nel comunicato uno dei legali dell’ex uomo d’affari, “fa vergogna alla giustizia francese”. La Corte, fa eco l’altro avvocato, Bruno Rebstock, “non è riuscita a fornire alcuna risposta credibile agli schiaccianti argomenti legali contro l’estradizione di Ablyazov”. “Questa Corte vuole inviare Ablyazov, un rifugiato, dritto nelle mani delle persone da cui dovrebbe essere protetto”, di quelli che lo perseguono. Così la famiglia dell’ex oligarca kazako, per bocca del portavoce Peter Sahlas, commenta il via libera all’estradizione di Mukhtar Ablyazov in Russia da parte della giustizia francese.