LA GIORNATA
L’epifania come rivelazione, il calcio italiano va in vacanza in attesa che a Torino la sera del 5 gennaio le si riveli nel primo scontro diretto la verità sul bellissimo duello in corso tra Juventus e la Roma. Perché con il Napoli bloccato sabato sera a Cagliari, l’allungo di ieri dei duellanti potrebbe essere stato quello giusto: quattro gol a testa per imprimere il proprio marchio sulla prima fase del campionato e darsi appuntamento a dopo le feste. Nella speranza che Babbo Natale, dato che con la crisi del calcio italiano i regali sul mercato per le due squadre saranno pochi, non faccia invece razzia dei migliori elementi per portarli in dono all’estero, come ha chiosato Rudi Garcia nel dopopartita. Quattro gol a testa per Juve e Roma contro Atalanta e Catania. Come quattro ne hanno rifilati alla Lazio e al Chievo le splendide outsider Verona e Torino, sorprese in positivo di questa prima fase come lo è in negativo il Milan, che perde pure un derby mesto, dimesso e senza neppure le coreografie, e langue inerte a solo quattro punti dalla zona retrocessione. 

Per la Juve con il 4-1 all’Atalanta sono nove vittorie di fila, un altro dei numerosi record del Conte silenzioso, rabbuiato perché in settimana il suo nome è ritornato in auge nella vicenda calcioscommesse, con la pubblicazione di un vecchio verbale di Coppola che lo chiamava in causa. Si ferma a 745′ invece il record di imbattibilità tra i pali di Buffon (il Rossi milanista del 1993-94 rimane tranquillo a 929′) quando Moralez trova dopo 15′ l’angolo giusto per pareggiare al vantaggio di Tevez, poi nella ripresa l’armata bianconera è inarrestabile, guidata dai soliti mammasantissima Pogba e Vidal e sublimata da Llorente. Cambia tutto invece Garcia, con capitan Totti rientrato in campo dal primo minuto che arretra il suo raggio d’azione permettendo al tecnico di abdicare al 4-3-3 e schierare addirittura tre attaccanti davanti a lui. Per il resto, contro il fantasma del Catania che fu, all’Olimpico è una passeggiata di salute impreziosita dalla doppietta del difensore Benatia, dal terzo gol in tre gare del rientrante Destro, e dai gol fatti e soprattutto sbagliati del funambolico Gervinho.

Il guizzo decisivo, nell’unica vera occasione della partita, non lo sbaglia invece Palacio: un bellissimo colpo di tacco che decide a favore dell‘Inter il derby della Madonnina numero 159. Una partita altrimenti brutta e nervosa, giocata tra due squadre in crisi d’identità – e una anche di risultati – dove il tecnico all’inizio del suo ciclo non è ancora riuscito a lasciare la sua impronta, e quello al termine sembra averla impressa sulla sabbia. Un derby mai così brutto e malinconico, come era prevedibile a guardare la classifica, nonostante i ridicoli lanci pubblicitari che lo paragonavano a Guerre Stellari, quando in campo mancavano del tutto le stelle e si è vista solo una brutta guerra di nervi a centrocampo. Grazie al decimo gol di Palacio, e con un evidente rigore a favore non fischiato, l’Inter resta in scia della zona Champions. Mentre il Milan precipita sempre più in basso: + 4 su Bologna e Chievo e + 5 sul Sassuolo oggi retrocesso. Tutto il resto, in casa rossonera, sono solo chiacchiere e distintivo.

Se il Napoli oramai almeno un gol a partita lo piglia e pareggia le partite che dovrebbe vincere, senza togliere merito alcuno a uno splendido Cagliari, la Fiorentina ha imparato a vincere quelle che dovrebbe impattare, e contro un indomito Sassuolo passa solo nel finale grazie al quattordicesimo gol in campionato del capocannoniere Pepito Rossi. In palla come lui Alessio Cerci (9 gol) e Ciro Immobile (8, ieri una doppietta) che stendono il Chievo e trascinano il Toro lassù dove è lecito, e doveroso, sognare. E dove è oramai habitué il Verona, che cala il poker su una Lazio inguaiata più che mai, e che alla ripresa del campionato potrebbe presentarsi con il sostituto di Petkovic in panchina. Mentre Ventura e Mandorlini, per come hanno maneggiato il materiale a loro disposizione, si confermano i candidati italiani all’oscar di miglior allenatore della prima parte del torneo. Infine, l’ex disobbediente Diamanti regala al Bologna tre punti contro il Genoa, e allontana dalla panchina di Pioli il miraggio di Roberto Baggio.

IL PERSONAGGIO
Mehdi Benatia, ovvero lavorare con lentezza. Contro il logorio della vita moderna la Roma non ha scelto un liquore, ma un possente difensore che i geniali osservatori dell’Udinese avevano pescato qualche anno prima nella serie B francese. E’ l’elogio della lentezza Benatia, ma sulla palla arriva sempre per primo con l’intelligenza tattica e la visione di gioco che gli permette di occupare lo spazio giusto, caratteristica fondamentale del calcio contemporaneo. Le statistiche dello scorso anno su interventi decisivi e palle recuperate lo vedono ai primi posti in assoluto della serie A, e quando in estate tutti lo cercavano il nazionale marocchino ha scelto la Roma, davanti al Milan per dire, grazie a Garcia e nonostante Totti, che da avversario non sopportava, ha raccontato qualche settimana fa in un’intervista, e che da compagno di squadra e capitano ha imparato invece ad apprezzare.

Oggi il Guardian lo inserisce tra i 100 migliori che giocano in Europa, perché al di là dei suoi quattro gol fatti, più di Totti e Florenzi, come Gervinho e Destro, il suo grande merito da dividere con Castan sono i soli sette gol subiti dalla Roma. Parafrasando Wittgenstein, Mehdi Benatia è la dimostrazione che, nella filosofia e nella fase difensiva del calcio, vince sempre chi sa correre più lentamente.

LA SPIGOLATURA
Scommesse, squalifiche, crisi economica. Ma per ammazzare definitivamente il calcio italiano in effetti non c’era nulla di meglio che impedire ai tifosi di rallegrarlo un attimo. Solo così si spiega, dopo la chiusura “ad minchiam” (da una citazione del compianto Professor Scoglio) di diverse curve in giro per la penisola, e il balletto sulla squalifica della curva interista, l’assurda decisione degli agenti della Digos della questura di Milano di fermare a mezzogiorno nei pressi di San Siro i tifosi del Milan, per obbligarli poi a srotolare la loro coreografia sotto la pioggia battente. Al rifiuto di quest’ultimi, che i permessi c’erano e si sarebbe solo rovinata la coreografia rendendola inutilizzabile, ecco il divieto per la Curva Sud di esporre coreografie nel derby. A dimostrazione di come i sempre più bistrattati tifosi siano in realtà rimasti una delle poche anime sane del calcio, e con le dovute eccezioni spesso portatori di una lealtà ultimamente sconosciuta a dirigenti e giocatori, in solidarietà con i tifosi rossoneri la Curva Nord interista ha deciso che non avrebbe portato allo stadio nemmeno la propria di coreografia. E così uno dei derby più mesti che si ricordi, in campo e in classifica, è stato trasmesso in mondovisione senza nemmeno i colori dello stadio. Se volete uccidere il calcio, continuate pure così.

twitter: @ellepuntopi  

RISULTATI
Livorno-Udinese 1-2 (N. Lopez (U) al 11′ p.t., Siligardi (L) al 32′ p.t. e Hertaux (U) al 20′ s.t.)
Cagliari-Napoli 1-1 (Nené (C) al 9′ p.t. e Higuain (N) su rigore al 20′ p.t.)
Bologna-Genoa 1-0 (Diamanti al 12′ s.t.)
Atalanta-Juventus 1-4 (Tevez (J) al 6′ p.t., Moralez (A) al 15′ p.t., Pogba (J) al 1′ s.t., Llorente (J) al 30′ s.t. e Vidal (J) al 34′ s.t.)
Roma-Catania 4-0 (Benatia al 18′ p.t. e al 14′ s.t., Destro al 10′ s.t. e Gervinho al 35′ s.t.)
Sampdoria-Parma 1-1 (Eder (S) al 44′ p.t. e Lucarelli (P) al 19′ s.t.)
Sassuolo-Fiorentina 0-1 (Rossi al 37′ s.t.)
Torino-Chievo 4-1 (Thereau (C) al 9′ p.t., Immobile (T) al 47′ p.t. e al 20′ s.t., Vives (T) al 35′ s.t. e Cerci (T) al 48′ s.t.)
Verona-Lazio 4-1 (Toni (V) al 5′ p.t. e al 33′ s.t., Biglia (L) al 27′ p.t., Iturbe (V) al 44′ p.t. e Romulo (V) al 18′ s.t.)
Inter-Milan 1-0 (Palacio al 39′ s.t.)

CLASSIFICA
Juventus 46
Roma 41
Napoli 36
Fiorentina 33
Inter 31
Verona 29
Torino 25
Genoa 20
Udinese 20
Parma 20
Cagliari 20
Lazio 20
Milan 19
Atalanta 18
Sampdoria 18
Chievo 15
Bologna 15
Sassuolo 14
Livorno 13
Catania 10

MARCATORI
14 gol G. Rossi (Fiorentina)
11 gol Tevez (Juventus)
10 gol Palacio (Inter)
9 gol Cerci (Torino), Higuain (Napoli)
8 gol Callejon (Napoli), Immobile (Torino)
7 gol Berardi (Sassuolo), Eder (Sampdoria), Gilardino (Genoa), Jorginho e Toni (Verona), Vidal (Juventus)

PROSSIMO TURNO
Chievo-Cagliari (domenica 5 gennaio, ore 15:00), Fiorentina-Livorno (domenica, ore 18:00) Juventus-Roma (domenica, ore 20:45), Napoli-Sampdoria (lunedì 6 gennaio, ore 12:30), Catania-Bologna, Genoa-Sassuolo, Milan-Atalanta, Parma-Torino, Udinese-Verona (lunedì, ore 15:00), Lazio-Inter (lunedì, ore 18:30).