Ancora tensioni, scontri e blocchi stradali nel terzo giorno della protesta organizzata dai Forconi. La Cgil denuncia intimidazioni e tentativi di irruzione in alcune Camere del Lavoro, per questo ha deciso di rafforzare i presidi nelle sedi sindacali. Il tema delle proteste di questi giorni è affrontato anche dal premier Enrico Letta di fronte al Senato: “Sono una piccola minoranza di una categoria economica, non è vero che rappresentano il Paese”. L’epicentro della mobilitazione anche oggi è Torino dove sono scoppiati scontri di piazza e quattro persone sono state arrestate per violenza privata. Qui la procura ha aperto un fascicolo per devastazione e saccheggio sugli episodi degli ultimi tre giorni. Rissa tra manifestanti e tifosi dell’Ajax anche a Milano. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che domani alle 11 riferirà alla Camera sui disordini, avverte: “Abbiamo segnali chiari da parte dell’intelligence: non sto qui ad aggettivare le ali estreme di questo movimento, ma certamente abbiamo gli occhi su di loro e sapremo cosa fare se esagerano”. Rinviato invece l’incontro annunciato ieri tra Silvio Berlusconi e alcuni autotrasportatori. “Ho deciso, per evitare ogni possibile strumentalizzazione, di rinviare l’incontro previsto”, ha annunciato il leader di Forza Italia, in una nota.

Letta: “Non rappresentano il Paese”. Al termine di un’altra giornata di mobiltazioni, è il premier Letta a chiudere le porte alla protesta dei Forconi. “Quando il governo  deve discutere – ha spiegato il presidente del Consiglio –, affronta il problema con le categorie economiche di riferimento, con i rappresentanti che rappresentano il 90 per cento di quelle categorie”. Ma, secondo il capo dell’esecutivo, non è questo il caso. “Se si viene a dire che quelli che manifestano rappresentano il Paese, io rispondo che non è vero, si tratta di una piccola minoranza di una categoria economica“. E ancora: “Lisciare il pelo a quell’idea che chi rappresenta una piccola minoranza di una categoria economica possa parlare a nome di tutti è uno stravolgimento delle regole della democrazia che noi dobbiamo seguire”, aggiunge il premier. “Il malessere sociale esiste in Italia, ma non scambiamo le proteste degli autotrasportatori per una cosa che è un’altra”.

La denuncia della Cgil – E’ forte l’accusa del sindacato guidato da Susanna Camusso: “In queste ore, si è tentato di ostacolare l’esercizio dell’attività sindacale, con gravi minacce, lancio di oggetti e qualche caso di tentativi di irruzione nelle Camere del Lavoro”. Per questo viene annunciato “il rafforzamento dei presidi nelle sedi sindacali”. In ogni capoluogo verrà avanzata agli organismi preposti alla sicurezza e all’ordine pubblico, la richiesta di porre “la massima attenzione a prevenire le possibili tensioni che possano ingenerare manifestazioni facinorose e squadriste e a reprimere ogni tentativo violento di intimidire aziende, lavoratori o loro rappresentanti sindacali”.  

“Si stanno verificando azioni intimidatorie e provocatorie, anche violente, in molte aree del Paese – si legge in comunicato del sindacato -. Solo a titolo di esempio gravi fatti sono accaduti ad Andria, Barletta, Cerignola, Biella e Savona, dove non solo è stato impedito lo svolgimento delle attività lavorative, ma si anche tentato di ostacolare l’esercizio dell’attività sindacale”. Nelle rivendicazioni di chi manifesta la Cgil vede “il sintomo del disagio diffuso che si è approfondito in una delle più lunghe crisi della storia e che per giunta non è stata contrastata adeguatamente”. Ma invita tutti a non sottovalutare “le pericolose tentazioni autoritarie che si sentono invocare nelle piazze“. “Fa un grave errore – sostiene la Cgil – chi pensa di cavalcare questa protesta per delegittimare ulteriormente la politica e le istituzioni, come sbagliato e foriero di possibili gravi conseguenze è la continua delegittimazione che trasversalmente una parte del sistema politico sta compiendo nei confronti delle associazioni di rappresentanza sociale e del sindacato in particolare, indicate, a torto e strumentalmente, come i soggetti responsabili dell’attuale situazione e quindi da cambiare, cancellare o annullare”.

Scontri a Torino – Anche oggi è Torino la città dove la protesta è stata più dura. Intorno a mezzogiorno piazza Derna è stata nuovamente occupata dai manifestanti, dopo che le forze dell’ordine l’avevano sgomberata all’alba. Un tira e molla che ha costretto la polizia a intervenire con una carica di alleggerimento per far riprendere regolarmente il traffico, riaperto intorno alle 13. Nel capoluogo piemontese sono stati quattro i cortei che hanno paralizzato la città. A quello principale hanno partecipato circa duemila persone, tra disoccupati, commercianti, semplici cittadini e altre categorie. Mentre circa duecento studenti per ciascuno corteo hanno composto gli altri tre. Per tutta la giornata gruppi di poche decine di persone hanno improvvisato blocchi a macchia di leopardo, fuggendo appena le forze dell’ordine intervenivano. Proprio per questo un camionista di 36 anni di Ivrea (Torino) è stato arrestato in piazza Derna. L’uomo è accusato di violenza privata perché, secondo gli investigatori, si spostava sui diversi presidi posizionando il suo camion in mezzo alla strada per bloccare la circolazione. Un altro uomo è stato arrestato per violenza privata aggravata. Il manifestante di 25 anni ha minacciato e cercato di far scendere un tassista dal proprio mezzo. E, in serata, altre due persone sono state arrestate dalla polizia per violenza privata: i due avevano costretto alcuni negozianti ad abbassare le serrande nel quartiere Barriera di Milano.

Intanto, la procura di Torino ha aperto un’inchiesta per devastazione e saccheggio, istigazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata e lesioni. Il fascicolo, per ora a carico di ignoti, riguarda gli episodi avvenuti negli ultimi tre giorni, in città e nel circondario, durante la protesta dei Forconi, ed è destinato ad arricchirsi con le segnalazioni e le denunce già arrivate o in procinto di arrivare (i pm sono in contatto con vari organismi, tra cui le associazioni dei commercianti).

Questa mattina nel capoluogo piemontese, che nei giorni scorsi è stato l’epicentro della mobilitazione (guarda), la polizia ha effettuato diversi interventi per rimuovere blocchi stradali che tentavano di impedire l’apertura di supermercati e mercati. Le forze dell’ordine sono intervenute in corso Svizzera, di fronte ai supermercati Pam e Crai, dove un centinaio di manifestanti tentava di ostacolare l’apertura. Sono stati identificati 6 dimostranti, di cui uno è stato denunciato per resistenza. Il bilancio delle persone denunciate per i tanti blocchi stradali disseminati in diversi punti della città sale a 32. I disagi più significativi si registrano  in Piazza Statuto, corso Grosseto, nelle vicinanze delle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, in Piazza della Repubblica, e al mercato di Crocetta. Sono tanti gli episodi di minacce e intimidazioni da parte dei manifestanti nei confronti dei commercianti che hanno deciso di non abbassare le saracinesche. Mentre in provincia sono stati allestiti blocchi stradali a Villastellone, Nichelino, all’interporto di Orbassano, Avigliana (dove è stata occupata la stazione), Trofarello, Rivalta, Settimo Torinese, Carmagnola, Villafranca Piemonte, Venaria. Ma il Comune del capoluogo piemontese, guidato da Piero Fassino, cerca di far tornare la situazione alla normalità e chiede ai commercianti di riprendere le attività. E da alcune associazioni di categoria e sindacati vicini al centro sinistra arriva l’invito rivolto ai cittadini di appendere un telo bianco alle finestre e ai balconi “contro le violenze e per la legalità”.

Tafferugli anche a Milano – Un gruppo di tifosi dell’Ajax – presenti in città per la partita di Champions League con il Milan -, stanchi di stare in coda per il blocco stradale, è sceso dal pullman e si è avvicinato al presidio del movimento dei Forconi in piazzale Loreto. I due gruppi si sono scontrati prima che i tifosi olandesi risalissero sul pullman, la polizia ha intercettato il mezzo e identificato dieci persone. I manifestanti hanno poi lasciato piazzale Loreto formando un corteo che ha bloccato il traffico tra la piazza e il centro. Davanti alla stazione Centrale si sono radunati quindici trattori del Copagri, la confederazione dei produttori agricoli. Disagi anche a Rho e sulla strada che collega Binasco e Melegnano alla Val Tidone, dove anche oggi si sono registrati una decina di chilometri di coda.

Rinviato l’incontro Berlusconi-autotrasportatori – Ieri il leader di Forza Italia aveva ricevuto la richiesta per un incontro da parte di alcune associazioni di autotrasportatori. E subito, per cavalcare il malcontento, aveva accettato e consigliato al governo “di ascoltare le ragioni”. Ma a mezz’ora dall’appuntamento, che si sarebbe dovuto tenere alle 17, arriva la retromarcia, “per evitare ogni possibile strumentalizzazione”. Silvio Berlusconi sfrutta comunque l’occasione per sferrare un attacco all’esecutivo Letta: “Cosa aspetta a convocare queste categorie? Forse che accada qualcosa?”. Poi, rilancia un nuovo appello al governo “affinché si faccia subito interlocutore attento delle istanze rappresentate da migliaia di aziende che stanno pagando la politica recessiva degli ultimi 2 anni”. Ma il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi del Nuovo centrodestra, risponde al Cavaliere, illustrando  i punti principali che il governo ha sottoscritto con gli autotrasportatori.

La protesta nelle altre città – Ma l’onda lunga della protesta continua anche nelle altre città, da Nord a Sud. A Roma, dove si temevano disordini per la concomitanza con il voto di fiducia al governo, non si registrano disagi. Un corteo di trecento persone è partito da piazzale dei Partigiani ed è arrivato a Piramide. In testa al corteo, chiuso da un gruppo di militanti di Casapound, uno striscione: “Né rossi, né neri, contro la paralisi dei pensieri”. Mentre un gruppo di cinquecento persone si sono radunate davanti a Montecitorio, dove hanno intonato slogan e insulti contro i politici ma sono stati tenuti a distanza dalla polizia. La mobilitazione arriva anche nella bassa Val Susa, dove sono stati occupati per circa un’ora i binari della stazione di Avigliana. Interrotta la linea ferroviaria internazionale Torino-Bardonecchia-Modane,dove cinque treni hanno subito ritardi fino a 45 minuti. In Veneto si registrano meno disagi per la viabilità rispetto ai giorni scorsi. Il punto più critico rimane il casello di Soave nel veronese sulla A4, che è ancora chiuso in uscita, mentre è stata chiusa anche la tangenziale di Vicenza in direzione di Verona, a causa del presidio all’altezza del casello di Vicenza Ovest. Traffico rallentato anche nella zona industriale di Padova, a Cittadella e nel viale della Libertà fra Mestre e Venezia davanti alla Fincantieri. 

Mentre in Sicilia, cuore della protesta del 2012, alcune decine di persone hanno partecipato a un sit-in davanti alla sede della Serit (Agente della riscossione per le province siciliane) di Catania, anticipando di un giorno la manifestazione annunciata dai Forconi. Tre uomini si sono incatenati davanti gli ingressi, che sono stati chiusi al pubblico. L’iniziativa, secondo fonti investigative presenti sul posto, è promossa da esponenti di Forza nuova e vi aderiscono anche giovani studenti. La mobilitazione dilaga anche a Palermo, dove gli studenti delle scuole superiori hanno indetto per domani uno sciopero di tutti gli istituti e la partecipazione al presidio davanti la sede della Serit, in via Enrico Albanese. “Sarà una manifestazione pacifica e apartitica la cui unica bandiera sventolata sarà il tricolore” dice il coordinamento Studenti siciliani, promotore dell’iniziativa.

In Liguria la Procura di Genova apre fascicolo – Presidi e manifestazioni anche in Liguria. A Genova continua il presidio nella centrale piazza De Ferrari, dove i manifestanti hanno montato anche tende, ma la situazione, al momento, è tranquilla. La Procura di capoluogo ligure, nel frattempo, ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando l’interruzione di pubblico servizio di autobus e treni in relazione ai blocchi effettuati durante la manifestazione di lunedì. Una relazione è stata consegnata dalla polizia al procuratore capo Michele Di Lecce. Si è appreso che la polizia ha acquisito tra l’altro dei filmati. A Savona, invece, un gruppo di persone che ha manifestato davanti agli uffici di Equitalia, si è mosso in corteo diretto verso il Comune per incontrare il sindaco Federico Berruti, che ieri ha chiesto la linea dura contro chi ha paralizzato la città.

Blocchi e rallentamenti in Puglia. L’altro focolaio della protesta è in Puglia. Ieri alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nei centri commerciali del barese, ma anche oggi la situazione rimane tesa. Prosegue fra cortei degli studenti e presidi dei manifestanti alle vie di accesso di alcuni centri urbani la mobilitazione nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Protesta che, questa mattina, è arrivata anche a Canosa di Puglia dove è in corso un corteo che conta l’adesione libera e spontanea dei commercianti. Il corteo degli studenti è invece in corso a Barletta. A Barletta e Andria da questa mattina negozi, bar ed esercizi commerciali stanno cominciando a riaprire dopo la serrata, imposta ieri pomeriggio, dai manifestanti. La stazione ferroviaria di Bisceglie, tra le province di Bari e Foggia, è stata occupata e liberata intorno alle 14, provocando ritardi anche di due ore. Due camionisti, che si sono rifiutati di fermarsi ai blocchi stradali nel foggiano, sono stati inseguiti ed aggrediti la notte scorsa dai manifestanti sulla statale 16. E Confesercenti denuncia le minacce e il lancio di una bomba carta contro il direttore e i dipendenti di un supermercato della catena “Gm” di Paino San Rocco, a Cerignola (Foggia).

I presidi in Friuli Venezia Giulia – A Monfalcone (Gorizia), davanti ai cancelli della Fincantieri si sono ritrovati nuovamente di prima mattina quasi mille dimostranti, per protestare contro le politiche del governo. Si tratta in gran parte di operai delle ditte che hanno lavori in appalto dai cantieri, pagati poco e messi spesso, lamentano, gli uni contro gli altri per gli stipendi a ribasso. In provincia di Pordenone, di nuovo presidio sulla strada Pontebbana, a Orcenico di Zoppola, con volantinaggi e nuova attestazione di solidarietà da parte di alcuni lavoratori dell’Ideal Standard. A Pordenone, si è svolta una manifestazione degli studenti in piazza Cavour. A Udine, i dimostranti si sono dati appuntamenti nel pomeriggio in piazzale Osoppo per sfilare nuovamente in corteo come nei giorni scorsi.

Alfano: “Pugno duro contro i violenti” –  Il vicepremier Alfano avverte: “Faremo di tutto per assicurare le manifestazioni di chi vuole protestare” ma “contro i violenti verrà utilizzata tutta la forza dello Stato“. Il ministro dell’Interno spiega che i servizi segreti hanno una visione chiara sulle diverse anime del movimento. E se la protesta degenerasse assicura: “Non avremo remore a reprimere ogni minaccia e intimidazione che dovesse essere espressione di atteggiamenti delinquenziali”.