Dopo 17 mesi senza stipendio, ha deciso di togliersi la vita. Franco D’Argenio, 58 anni, operaio forestale di Aiello del Sabato (Avellino), era dipendente della Comunità Montana Irno-Solofrana. L’uomo si è lasciato annegare in una cisterna destinata all’irrigazione dei campi, poco distante dalla sua abitazione. Il 23 ottobre scorso aveva provato a impiccarsi, ma era stato salvato dai familiari. Il tentato suicidio si era verificato nello stesso giorno in cui un collega si era tagliato le vene, ma anche in questo caso era stato soccorso prima che morisse.

A scoprire il cadavere di D’Argenio sono stati i familiari, dopo che per ore avevano tentato inutilmente di rintracciarlo. L’uomo è uscito da casa intorno alle otto e ha percorso a piedi quasi un chilometro, fino al grosso serbatoio che costeggia un terreno coltivato. Sono stati i Vigili del Fuoco a recuperare il corpo che è stato poi trasferito nella morgue dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino. Sono circa cento i dipendenti a tempo indeterminato della comunità montana Irno Solofrana a versare nelle stesse condizioni del collega suicida: nonostante gli operai continuino a lavorare, gli stipendi sono congelati da 17 mensilità a causa di una serie di ritardi nella rendicontazione dei lavori eseguiti dai dipendenti. In tutta la Campania, sono 4mila gli operai forestali che vivono simili difficoltà.

“Un lavoratore che si toglie la vita è una tragedia per tutti noi”. Così Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania commenta la notizia del suicidio dell’operaio forestale. “La Regione ha liquidato alle Comunità montane i fondi, così come previsto dal riparto approvato dalla Giunta e, nonostante i numerosi solleciti a presentare le rendicontazioni, proprio dalla Comunità montana dell’Irno-Solofrana l’ultima documentazione è stata presentata appena ieri sera. Sono mesi che faccio appello al senso di responsabilità degli enti delegati affinché si provveda ad eseguire tutti gli adempimenti necessari”, conclude l’assessore Nugnes. 

“Hanno aspettato che un lavoratore si togliesse la vita per convocarci”, è la reazione dei sindacati alla convocazione urgente per oggi pomeriggio a Napoli da parte del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Dura la posizione del segretario generale della Cisl Irpinia-Sannio, Mario Melchionna: “La magistratura deve aprire un’inchiesta sulla morte di Franco D’Argenio: ci sono precise responsabilità, anche penali che se non cominceranno a venir fuori ci faranno contare altri drammi simili”. Ancora più pesanti le parole di Toni Della Pia, segretario provinciale di Rifondazione Comunista: “E’ un omicidio politico consumato da una classe dirigente impegnata ad autotutelarsi e indifferente ai drammi dei lavoratori e delle loro famiglie”.