Nel terzo trimestre 2013, secondo i dati comunicati dall’Istat, il Pil italiano è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% nei confronti del terzo trimestre del 2012. Sono pertanto nove i cali congiunturali consecutivi del prodotto interno lordo. Nel confronto tendenziale (ovvero con il corrispondente trimestre dell’anno precedente) i cali sono otto.

Nel terzo trimestre la caduta del Pil “rallenta”, spiegano all’Istat evidenziando che il calo congiunturale registrato è minore rispetto agli otto trimestri negativi precedenti. Dal quarto trimestre 2012 il calo, sia congiunturale che tendenziale, è progressivamente diminuito. Secondo l’istituto di statistica il calo congiunturale del Pil nell’ultimo trimestre “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto nell’industria”. La variazione acquisita del Pil per il 2013, ovvero la variazione annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nell’ultimo trimestre dell’anno, è pari a -1,9%.

La variazione del Pil nell’ultimo trimestre ha invece il segno più nell’Eurozona: tornata in positivo già nel secondo trimestre del 2013 (+0,3%), il Pil cresce anche nel terzo trimestre ma ha rallentato rispetto al precedente: +0,1% secondo la stima flash di Eurostat. Ancora negativa la crescita su base annua: -0,4%. Positivi i valori della Ue a 28: +0,2% sul secondo trimestre, +0,1% su base annua. Secondo le nuove stime degli economisti raccolte dalla Bce il dato sul Pil dovrebbe essere confermato al termine del 2013, che dovrebbe concludersi con un -0,4%, contro il precedente -0,6%.

Secondo la Bce i diciassette Paesi dell’Eurozona dovrebbero vedere un’inflazione dell’1,4% quest’anno, dell’1,5% nel 2014 e dell’1,6% nel 2015. I dati indicano “un possibile prolungato periodo di bassa inflazione nell’area dell’euro” e dunque il consiglio Bce si aspetta “tassi di interesse di riferimento pari o inferiori ai livelli attuali per un periodo prolungato”, se legge nel bollettino della banca centrale.

La Banca centrale europea è pronta “a considerare tutti gli strumenti disponibili” di politica monetaria di fronte alla debolezza generalizzata dell’economia e alla “dinamica monetaria contenuta”. La ripresa – scrive la Bce nel bollettino mensile – “dovrebbe continuare a recuperare a un ritmo modesto”. Dalla Bce arriva poi un invito agli esecutivi nazionali: “Per portare gli elevati rapporti debito/Pil su un percorso discendente i governi non dovrebbero vanificare gli sforzi compiuti al fine di ridurre i disavanzi pubblici e sostenere il riequilibrio dei conti nel medio termine”. Vanno inoltre intensificate “con decisione gli sforzi nell’attuazione delle riforme strutturali necessarie nei mercati del lavoro e dei beni e servizi”.