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In Italia il 18,6% della popolazione a rischio povertà: due punti in più rispetto alla media Ue. Tra i grandi Paesi peggio solo la Spagna

I nuovi dati Eurostat sulla base dei redditi del 2025. Unione nazionale consumatori: “La lotta alla povertà avrebbe dovuto essere la priorità di questo governo, che invece ha preferito abbassare l’Irpef a chi dichiara fino a 200mila euro"
In Italia il 18,6% della popolazione a rischio povertà: due punti in più rispetto alla media Ue. Tra i grandi Paesi peggio solo la Spagna
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Nel 2025 oltre 72 milioni di persone nell’Unione Europea erano a rischio povertà. Secondo le stime preliminari diffuse da Eurostat, si tratta di 72,4 milioni di individui, pari al 16,3% della popolazione Ue, in lieve aumento rispetto al 16,2% dell’anno precedente. Nel 2026 il tasso dovrebbe attestarsi al 16,4%. Per l’Italia, le stime sono invece stabili: nel 2026, sulla base dei redditi del 2025, la quota di persone a rischio povertà resta al 18,6%, quindi oltre due punti sopra la media europea.

L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che la Penisola è all’ottavo posto tra i Paesi monitorati. Registrano dati migliori dell’Italia Francia (16,3%), Germania (16,1%) e Portogallo (15,4%), tutti al di sotto della media europea. Peggio dell’Italia farebbe soltanto la Spagna, con il 19,5%, anche se in miglioramento nelle stime per quest’anno.

“La lotta alla povertà avrebbe dovuto essere la priorità di questo Governo, che invece ha preferito abbassare l’Irpef a chi dichiara fino a 200mila euro, come se il problema di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese fosse già stato risolto”, afferma il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona.

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