Il suo nome era stato cancellato con un rapido tratto di penna dalle liste elettorali del Pd per il Senato. Nonostante gli oltre 6mila voti raccolti alle primarie, alle ultime elezioni politiche il consiglio dei garanti del Pd ne bloccò il ritorno a Palazzo Madama, raccogliendo l’appello di Franca Rame contro i cosiddetti impresentabili, al fine di tutelare l’immagine e l’onorabilità” dei democratici. Adesso però Vladimiro Crisafulli detto Mirello, già senatore e deputato regionale dei Ds e del Pd, ci riprova. E tenta di tornare in campo, mettendo nel mirino la poltrona di segretario del Pd in provincia di Enna, la sua personalissima riserva di voti. “A Enna io vinco col maggioritario, col proporzionale e anche col sorteggio” è il leit motiv utilizzato da Crisafulli in decine di campagne elettorali in cui il suo piccolo avamposto regalava migliaia di preferenze ai candidati che lui decideva di appoggiare.

E anche questa volta per l’ex senatore cacciato dalle liste del Pd sembra defilarsi all’orizzonte un successo plebiscitario: ad appoggiarlo nella corsa alla segreteria del Pd c’è tutto lo stato maggiore dei democratici, con Gianni Cuperlo in prima fila. Crisafulli, contrariamente a molti altri ras delle preferenze siciliane, ha resistito al fascino di Matteo Renzi, e già da settimane è sceso in campo per regalare a Cuperlo il sostegno della sua provincia nella corsa alla segretaria nazionale. Logico dunque che oggi l’area dell’ex segretario della Sinistra Giovanile si spenda in favore di Crisafulli. Tenta di sbarrargli l’ex sindaco di Piazza Armerina Carmelo Nigrelli, sostenuto dai renziani, che ha finito di raccogliere le firme per presentare la sua candidatura a segretario del Pd soltanto pochi minuti prima della scadenza dei termini. Problema che invece non ha turbato il sonno di Crisafulli, forte della passata esperienza come coordinatore provinciale del Pd ad Enna: dopo la débacle delle ultime politiche in molti pronosticavano l’addio dell’ex senatore all’incarico di partito. Così non è stato, anzi Crisafulli piuttosto che farsi da parte, si è invece dato da fare per radunare intorno alla sua candidatura tutte o quasi le correnti interne al Pd.

Il nome di Crisafulli era balzato agli onori della cronaca nazionale quando venne immortalato da un filmato della Dia mentre si intratteneva con Raffaele Bevilacqua, poi condannato come boss mafioso di Enna. Da quel filmato scaturì un’indagine per mafia sullo stesso Crisafulli poi archiviata. A convincere i garanti del Pd a cancellarlo dalle liste per il Senato sono stati invece due rinvii a giudizio, che vedono Crisafulli accusato di abuso d’ufficio per aver fatto pavimentare la strada che porta alla sua villa a spese della provincia di Enna, e di truffa e falso in bilancio nell’inchiesta sulla gestione dell’Ato Rifiuti di Enna. Dopo l’esclusione dalle liste del Pd, Crisafulli se l’era presa con il Fatto Quotidiano, annunciando una querela da due milioni di euro. “Come può Crisafulli essere impresentabile per il Senato, ma essere presentabilissimo per guidare il Pd ad Enna” si chiedono oggi i pochissimi democratici ennesi che non fanno parte della cerchia dei fedelissimi dell’ex senatore. Una domanda da girare direttamente alle alte sfere del Pd.

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