“Il default sarebbe come una bomba nucleare, un’arma troppo orribile per solo pensare di usarla”, ha detto Barack Obama rivolgendosi ai repubblicani nella seconda settimana dello shutdown. Gli Stati Uniti restano infatti a rischio default, se non sarà raggiunto entro il 17 ottobre un accordo sull’innalzamento del tetto del debito. “Sono pronto a discutere con i repubblicani, ma dico no allo shutdown e alla minaccia di creare un caos economico”, ha aggiunto il presidente americano. Obama ha poi sostenuto che l’unico motivo dello stallo nei negoziati con i repubblicani sul bilancio sia la sua riforma sanitaria, contestata dai repubblicani. “Non è possibile minacciare la recessione perché si sono perse le elezioni. Non è così che funziona”, ha detto. E rivolgendosi allo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, il presidente Usa ha ribadito: “Basta scuse. Il Congresso vada al voto e riapra lo Stato Federale prima possibile”. 

“Gli Stati Uniti hanno sempre pagato il conto e continueranno a farlo”,  è il messaggio di Obama alla Cina – che detiene la maggior parte del debito pubblico americano – e agli altri Paesi che hanno espresso grande preoccupazione per il rischio del primo default della storia Usa. “Gli Usa devono fare dei passi decisivi per evitare la crisi del debito e garantire la sicurezza degli investimenti cinesi”, ha detto precedentemente il vice ministro delle Finanze cinese, Zhu Guangyao, nel primo commento ufficiale di Pechino – primo creditore Usa – in vista della scadenza del 17 ottobre sull’aumento tetto del debito per evitare il default. 

Nello stesso giorno in cui Obama si rivolge ai repubblicani, il Fondo monetario internazionale lancia l’allarme. I danni all’economia americana causati da un breve shutdown sono limitati, ma uno shutdown lungo può creare enormi difficoltà, spiega il Fmi. “Ancora più importante è il fatto che il tetto del debito deve essere aumentato: non farlo prontamente potrebbe causare seri danni all’economia globale“, afferma il Fmi.

Sull’innalzamento del tetto del debito, il presidente americano ha tenuto ha spiegare: “Dobbiamo alzare il tetto del debito perché dobbiamo pagare i nostri debiti, non perché ne facciamo di nuovi. Non c’entra nulla la responsabilità fiscale”. Con il default dello Stato ci sarebbe “uno shutdown dell’economia” americana, e questo significherebbe andare incontro al rischio di una “nuova e profonda recessione“, ha ribadito Obama. “Quello che chiedo di approvare è il budget dei repubblicani, con i loro livelli di spesa”, ha precisato Obama ribadendo di aver già fatto molti compromessi con la destra. Il presidente statunitense ha attaccato soprattutto l’ala dura del Gop: “E’ necessario fermare le quotidiane estorsioni ad opera degli estremisti presenti nel partito repubblicano”. Obama ha nuovamente chiesto di non legare l’approvazione del provvedimento che consentirebbe la riapertura del governo federale alla discussione su altri temi: “Gli americani non chiedono riscatti per fare il loro lavoro”, ha affermato. “E nello stesso modo i membri del Congresso e i repubblicani della Camera non devono chiedere un riscatto per svolgere il loro lavoro”. Il presidente Usa ha esortato lo speaker della Camera, Boehner: “Allontaniamo queste minacce dalle nostre famiglie e torniamo al lavoro”. 

“Vedo troppa gente lontana dalla realtà, che ha perso contatto con la vita reale. E questo mi rende molto nervoso”, ha detto ancora Obama, osservando che tutti “dovrebbero aver imparato la lezione del 2011”, quando gli Usa subirono un tragico downgrade, perdendo la tripla A. “Lo shutdown sta rovinando la nostra immagine nel mondo; è come dire che noi, l’America, non paghiamo i nostri debiti. E’ irresponsabile”, ha cercato di convincere i repubblicani Obama. Per uscire dallo stallo, il presidente statunitense è pronto anche ad aprire a una soluzione dal tempo limitato: “Se il Congresso non e’ in grado di riaprire lo Stato Federale o innalzare il debito per un tempo lungo, potrebbe farlo per un tempo più breve, ma utile per far partire i negoziati”.

Prima della conferenza stampa, Obama ha chiamato al telefono Boehner ma non si è registrato nessun passo avanti. Lo rende noto il portavoce del leader repubblicano secondo cui il presidente avrebbe ribadito che non intende negoziare né sullo shutdown, né sull’innalzamento del tetto del debito. Ovviamente diversa e’ la versione fornita dalla Casa Bianca, circa i contenuti della telefonata, in questa guerra a colpi di parole. Il presidente statunitense, secondo un comunicato, s’è detto disponibile a negoziare su tutto, ma solo dopo che i repubblicani abbiano dato il loro via libera alla riapertura dello Stato Federale e abbiano smesso di minacciare il Paese di portarlo al default. Quindi ha esortato, come fa da qualche giorno, lo Speaker Boehner a fare votare la Camera e porre fine immediatamente con lo shutdown. E poi alzare il tetto del debito senza vincoli di carattere ideologico. “In caso contrario – ammonisce la nota della Casa Bianca – ci sarebbero gravi conseguenze per le famiglie della classe media e l’economia americana nel suo complesso”.