Dopo una gaffe che ha fatto il giro del mondo e una campagna di boicottaggio che rischiava di avere ripercussioni sugli affari dell’azienda, Guido Barilla tende la mano alla comunità lgbt. Lunedì mattina, infatti, l’imprenditore e presidente della multinazionale parmigiana, ha incontrato i rappresentanti di alcune associazioni che si battono per il riconoscimento dei di diritti civili alle persone e alle famiglie composte da omosessuali, tra cui Arcigay, Arcilesbica, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e Gaynet. Un colloquio di circa un’ora e mezza, nell’ufficio del presidente della commissione Politiche Economiche della Regione Emilia Romagna e storico attivista lgbt, Franco Grillini.

“Siamo soddisfatti del fatto che abbia voluto confrontarsi con noi” ha raccontato Grillini. “Abbiamo chiaccherato per quasi due ore. Barilla ha chiesto di nuovo scusa per quello che ha detto in quell’intervista. Ribadendo come non pensi davvero quelle cose. Abbiamo poi parlato del concetto di famiglia, tradizionale o meno”.

Un primo tentativo di dialogo, che presto potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto, frutto di uno scambio d’idee tra il colosso emiliano e le associazioni. A spiegarlo è il presidente dell’Arcigay, Flavio Romani: “Ci ha chiesto scusa mille volte e si capiva, guardandolo negli occhi, che era sincero. Gli abbiamo proposto di utilizzare quel brutto scivolone, che ha avuto un’eco mondiale, per avviare una svolta costruttiva” .

Per ora proposte specifiche non ci sono, ma è probabile che verranno presentate dal patron della Barilla nei prossimi mesi. Forse proprio la realizzazione di una campagna pubblicitaria, che promuova il rispetto per tutte le famiglie, a prescindere dalla loro composizione. Insomma, l’incontro potrebbe essere il primo di una serie di appuntamenti. “Abbiamo concordato l’inizio di una collaborazione stretta e fattiva tra Barilla e le associazioni Lgbt che da un lato offriranno spunti, suggerimenti e consigli all’azienda per una comunicazione che sia più aggiornata, giusta e corretta, dall’altro, abbiamo avuto da Guido Barilla l’appoggio per progetti e campagne di forte impatto sociale sulle nostre battaglie per i diritti e contro l’omofobia”.

Intanto, un primo risultato Barilla l’ha già portato a casa: lo stop alla campagna di boicotaggio dei prodotti del gruppo, nata spontaneamente sul web e alla quale l’Arcigay aveva subito aderito. “Abbiamo appoggiato il boicotaggio per dare un segno forte della nostra sofferenza e del nostro fastidio ormai insopportabile” ha specificato ancora Romani. “Anche perché Barilla non è stato il primo a fare certe dichiarazioni è stato giusto ribellarsi, ma ora vogliamo cercare di superare quella fase e di andare avanti, evitando anche di procurare danni economici esagerati ad una grande azienda che dà lavoro a moltissime persone”.

La bufera intorno al signore della pasta si era scatenata dopo un’intervista rilasciata a La Zanzara, trasmissione di Radio 24. Ai microfoni di Cruciani e Parenzo, Barilla aveva detto chiaramente di non contemplare la possibilità di uno spot con persone gay, per pubblicizzare i suoi prodotti . “La nostra è una famiglia tradizionale. Non è per mancanza di rispetto agli omossessuali, che hanno diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro” aveva dichiarato. In meno di 24 ore, l’azienda era stata tempestata di messaggi e richieste di chiarimenti da tutto il mondo, tanto da costringere il numero uno della multinazionale a registrare un videomessaggio di scuse, tradotto in tutte le lingue.