Il presidente del Senato Pietro Grasso aveva già annunciato l’apertura dell’istruttoria lo stesso 4 ottobre quando, prima del via libera alla decadenza di Silvio Berlusconi arrivata dalla Giunta dopo sei ore e mezza di camera di consiglio, il parlamentare del Movimento cinque stelle Vito Crimi aveva riportato su Facebook una citazione mettendo in relazione “il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica” dell’ex premier con un cartellone pensato per chiedere all’ex premier di “non mollare”. Una frase, che secondo il senatore stellato rimandava alla richiesta di “non rilasciare peti e controllare l’incontinenza” di Berlusconi. Inevitabile la polemica, scoppiata immediatamente subito dopo la pubblicazione della frase sul social network quando il presidente dei senatori Pdl, Renato Schifani aveva subito chiesto di sospendere la seduta della Giunta. 

Oggi Grasso conferma: “E’ iniziata un’istruttoria che cercherà di chiarire come si sono svolti i fatti, dopo la quale si convocherà il consiglio di presidenza“, ha spiegato ai giornalisti a margine di un convegno su Amintore Fanfani a palazzo Giustiniani. Quel giorno il presidente di Palazzo Madama si trovava non a Roma, ma ad Assisi, per la Giornata mondiale della pace. Tuttavia, attraverso il suo portavoce aveva stigmatizzato il post, annunciato approfondimenti e chiarito che non avrebbe comunque potuto sospendere la camera di consiglio. A far scatenare il Popolo della libertà, non solo il contenuto del post, ma anche la spiegazione data da Crimi subito dopo la pubblicazione. Alle 14.25 del 4 ottobre scorso, infatti, un collaboratore del senatore grillino aveva ammesso di aver scritto personalmente il post durante lo svolgimento della giunta, scagionando di fatto il parlamentare da ogni responsabilità. “Buongiorno a tutti voi, amici. Chi scrive ora – puntualizzava una nota del M5s – come già accaduto in altre occasioni, è il collaboratore di Vito Crimi, che aggiorna la sua pagina quando Vito non è in condizione di poterlo fare (come è di norma per tantissimi altri collaboratori parlamentari). Alcune precisazioni: a) il post relativo a Berlusconi è stato inserito alle ore 10.04, prima dell’inizio dei lavori in Camera di Consiglio. b) i post successivi, già programmati (relativi a Lampedusa ed al resoconto “5 giorni a 5 stelle”) sono stati inseriti dal sottoscritto. In fede, Adriano Nitto – collaboratore parlamentare di Vito Crimi”. 

”E’ Berlusconi che insulta il Paese da vent’anni. E’ lui che e’ indegno del Senato, non io”, aveva replicato Crimi in un’intervista a La Stampa comparsa il giorno seguente al voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore spiegando di non aver violato “nessun regolamento” perché il post su Berlusconi ”è arrivato mentre la seduta era ancora pubblica. E’ documentato”.