Esistono diversi modi per dirlo, tante quante sono le parlate dialettali del nostro Paese. Ma suona sempre uguale: la toppa è peggio del buco. Viene da ridere pensando al collaboratore parlamentare che si autoaccusa della gaffe del suo datore di lavoro, l’ex capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. Il pasticcio è noto: le abitudini intestinali di Berlusconi diventano oggetto di divertimento pubblico sulla pagina facebook di Crimi mentre Crimi è impegnato nella camera di consiglio della Giunta che deve decidere della decadenza del Cavaliere. Le regole impongono il silenzio, quindi il Pdl insorge e approfitta della situazione per chiedere lo stop dei lavori. Assist servito, e anche se stiamo parlando sempre e solo di una battutaccia di cattivo gusto, di assist Berlusconi proprio non aveva bisogno.

Ma la difesa è ancora peggiore dell’offesa, con l’ufficio stampa 5 stelle che si attiva per sostenere che
A) la battutaccia è autografa, ma antecedente all’inizio della Camera di Consiglio (10.04, il silenzio è cominciato alle 10.40). Come a dire che Crimi è stato un po’ volgare e superficiale, ma in orario consentito.
B) Che i post successivi, effettivamente pubblicati in orario proibito, sono opera del collaboratore parlamentare di Crimi, Adriano Nitto, il quale non avendo incarico alcuno è legittimato a scrivere e parlare quando vuole.

Posta la buona fede delle due tesi del movimento, viene da chiedersi che cosa sia rimasto della diversità ontologica dei 5 stelle rispetto ai partiti tradizionali se i suoi onorevoli non hanno niente di meglio da fare che prendere per il culo Berlusconi su Facebook mentre lavorano (alle 10.04 la giunta era in seduta pubblica, quindi Crimi era invitato a partecipare alle comunicazioni del presidente Stefàno). E che bisogno ci sia di pagare con i tanto vituperati soldi dello Stato un collaboratore parlamentare la cui occupazione – oltre alle tante altre incombenze, presumo – sia anche, cito testualmente dalla nota dell’ufficio stampa, “aggiornare la sua pagina quando Vito non è in condizione di poterlo fare (come è di norma per tantissimi altri collaboratori parlamentari)”.

A parte la giustificazione del “così fan tutti”, credo, e ritengo di non essere il solo, che il compito dei collaboratori – specialmente quando a pagarli siamo noi – sia quello di agevolare il lavoro dei parlamentari. Immagino appuntamenti, documenti, rassegna stampa, tutte funzioni connesse a una migliore efficienza dell’onorevole. Non credo invece che sia compito di un collaboratore la promozione pubblica del personaggio. Quella si chiama campagna elettorale permanente.

Sarebbe carino sapere cosa ne pensa la base del movimento, se solo la annunciata piattaforma per ospitare le discussioni fosse mai stata varata.

Aggiornamento delle 17.00  – Leggo dalle agenzie che per Crimi non è successo niente e che si è trattato solo di un caso montato ad arte. Sarà, così come sarà sicuramente senza conseguenze l’istruttoria che Grasso intende avviare sulla violazione delle regole. Io resto dell’idea che la forma sia una specie di pellicola (avete presente quella con le bolle da scoppiare) che serve per proteggere qualsiasi cosa. Che l’oggetto da custodire sia prezioso o il niente più assoluto, metterla non fa male.

E ci è andata bene che la giunta ha votato come doveva…