Sarà anche un’umiliazione, ma almeno lascia libertà di movimento senza bisogno di chiedere ore d’aria. Silvio Berlusconi entro la fine della prossima settimana chiederà l’affidamento ai servizi sociali. L’annuncio è del professor Franco Coppi, uno dei difensori dell’ex premier: ”Se non ci sono cambi di indirizzo, depositeremo la richiesta con indicazioni di massima”. La dichiarazione arriva poche ore dopo la decisione della Giunta per le elezioni ha detto sì alla decadenza del Cavaliere, in seguito alla sentenza Mediaset che lo ha condannato per evasione fiscale a 4 anni, di cui tre scontati grazie all’indulto. Il prossimo passo prevede il voto finale in Aula. “La democrazia di un Paese”, ha commentato Silvio Berlusconi, “si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell’organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto”. Parole che sono il tentativo estremo di riprendersi la scena cancellando quella che forse è stata la peggiore delle settimane: dal passo indietro del voto di fiducia a Enrico Letta perché abbandonato dai suoi fino alla decisione della Giunta. Ma non può bastare. E la scelta di chiedere i servizi sociali potrebbe dipendere anche da un altro incubo: i processi pendenti che potrebbero aggravare quello che sembra un burrone senza fine. Sul calendario c’è infatti il processo Ruby 3 con le testimoni pagate dall’imputato e che ancora ricevono paghette. Oppure la sentenza sulla compravendita dei senatori attesa a Napoli. Senza dimenticare l’udienza preliminare del processo delle escort portate alle “cene eleganti” da Tarantini in corso a Bari. 

Evitare gli arresti domiciliari
La scadenza del 15 ottobre è alle porte. Se per quella data Silvio Berlusconi non avrà presentato domanda di affidamento ai servizi sociali arriverà la notifica degli arresti domiciliari. L’ex premier sarebbe arrivato a questa scelta non senza travaglio, dopo aver valutato attentamente tutti i pro e i contro. Da una parte, infatti, considerava una simile richiesta un’implicita accettazione della condanna. Dall’altra, i domiciliari, per quanto nella dorata residenza di Arcore (è qui, nel caso, che sceglierebbe di stare), avrebbero comportato una serie di restrizioni, soprattutto per chi vuole continuare a fare il leader del centrodestra e, dunque, tenere riunioni e incontri. Dai domiciliari il presidente di Forza italia, infatti, potrebbe vedere solo chi abita ad Arcore e pure i cinque figli (che sono residenti altrove) dovrebbero far domanda al giudice ogni volta che vogliono andare a trovarlo. Per tutte queste ragioni, raccontano, Berlusconi avrebbe preferito i servizi sociali, anche se non viene dato affatto per scontato che gli vengano concessi, perché ormai dalla magistratura si aspetta di tutto. Con l’affido il Cavaliere sarebbe libero di continuare a fare la vita di prima e, se la situazione politica lo richiedesse, potrebbe anche decidere di utilizzarli come vetrina mediatica e arma elettorale.

L’affidamento ai servizi sociali
Si tratta dell’affidamento del condannato al Servizio Sociale, fuori dal carcere, per un periodo uguale a quello della pena da scontare. Può essere concesso solo a chi deve scontare una condanna non superiore ai tre anni di reclusione, a condizione che il suo comportamento faccia ritenere che questa misura possa avere per lui effetti rieducativi. Se il condannato è in libertà, come nel caso del leader del Pdl, l’istanza per accedere all’affidamento in prova va presentata al pubblico ministero: la decisione è però del tribunale di sorveglianza competente, che decide con ordinanza, dopo aver valutato, sulla base di un’inchiesta del Centro di servizio sociale a cui deve essere affidato, se ricorrono i presupposti necessari e se non c’è pericolo di fuga. Con l’ordinanza vengono anche fissate le prescrizioni che il condannato dovrà seguire: sul lavoro e sui rapporti con il Centro di Servizio Sociale, innanzitutto, ma anche sulla sua stessa libertà di movimento; obblighi che possono arrivare sino al divieto di frequentare determinati posti o di svolgere attività o avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati. Se il condannato rispetta quanto gli è stato prescritto, per il periodo corrispondente alla condanna da scontare, la pena ed ogni altro effetto penale si estinguono. 

I processi che preoccupano il Cavaliere 
Oltre alle valutazioni pratiche sulla sua attività politica in futuro, ci sono i versanti giudiziari ancora aperti per il pregiudicato. Tra le prossime scadenze per Silvio Berlusconi, c’è sicuramente il processo per la compravendita dei senatori della Procura di Napoli. L’ex premier Berlusconi è imputato per corruzione con Valter Lavitola e Sergio De Gregorio. De Gregorio ha già confessato e patteggiato 18 mesi. L’indagine è ancora in corso e la Procura ha ritenuto avere “prove evidenti” e chiede di processare Berlusconi con rito immediato.

La vera preoccupazione che turba Silvio in questo momento però si chiama “Ruby tre”. Se nel processo di primo grado infatti, è stato condannato a sette anni e ritenuto colpevole di concussione e prostituzione minorile, ma i giudici hanno chiesto alla procura di procedere anche a carico dei testimoni che hanno detto il falso. E qui entrano in scena le ragazze: Eleonora Imma De Vivo, Marysthell Polanco, Raissa Skorkina, Roberta Bonasia, Michelle Coincecao, Barbara Faggioli, Lisney Barizonte, Joana Visan, Cinzia Molena, Marianna Ferrara, Manuela Ferrara, Miriam Loddo, Joana Arminghioali, Francesca Cipriani. Tutte sotto giuramento hanno dichiarato che le feste di Arcore erano cene eleganti, ma hanno anche aggiunto di aver ricevuto paghe e regali mensili. E ora potrebbero diventare il peggiore dei pericoli per il Cavaliere, tanto che la stampa solo dieci giorni fa raccontava della vera paura di Silvio: “È convinto che la Procura di Milano abbia già nel cassetto un mandato di arresto per il processo Ruby”, scriveva il Giornale. Se l’avvocato Ghedini ha smentito ogni voce, le ipotesi sul tavolo sono chiare: il Cavaliere rischia di finire nuovamente sotto indagine perché scoperto a pagare i testimoni. Ma non solo: potrebbe scattare la custodia cautelare per rischio di inquinamento di prove oppure per possibilità di reiterazione del reato. La nuova indagine partirà dopo la deposizione delle motivazioni delle condanne di primo grado che dovrebbe avvenire tra ottobre e novembre.

Nel frattempo procede l’udienza preliminare sulle ventisei donne, molte delle quali escort, che Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenze di Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Il 30 settembre è stata sentita come testimone la barese Grazia Capone, conosciuta come l'”Angelina Jolie di Bari”. La donna ha risposto alle domande dei difensori e del gup Ambrogio Marrone, che dovrà emettere sentenza con rito abbreviato a carico dell’avvocato Salvatore Castellaneta (accusato di aver reclutato con Gianpi le due ragazze affinché si prostituissero) e decidere se rinviare a giudizio altri sette indagati, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini. Gli otto imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione

Nella lista dei fantasmi c’è anche  il processo Mediatrade, sulla compravendita a prezzi gonfiati dei diritti tv dopo il 2003. Il Cavaliere è stato prosciolto in udienza preliminare. Ora le cose potrebbero cambiare dopo che saranno esaminate le carte della rogatoria che l’ex senatore Sergio De Gregorio dice di aver bloccato per molto tempo. Nel peggiore dei casi però potrebbe rientrare come imputato nel processo.