Elezioni al più presto possibile, non accetteremo un aumento della tasse”.  Ma anche: “Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo”. E’ un Silvio Berlusconi double-face quello che festeggia il suo 77° compleanno. Perché al telefono con i militanti campani dice di essere pronto “a riprendere la battaglia”, ma poi fa comparire sul sito del Pdl-Forza Italia un lungo intervento in cui spiega che darà appoggio al governo Letta se i provvedimenti saranno utili al paese. Infine, parlando a Studio Aperto, il Cavaliere fa cadere la responsabilità della crisi sul presidente del Consiglio: “Letta ribalta la realtà a proprio vantaggio, l’aumento dell’Iva è una rappresaglia contro i moderati. La stabilità come lo spread è un imbroglio”. L’ex primo ministro se la prende anche con i ministri Pdl che oggi hanno aperto un fronte di dissidenza cui si è accodato anche Alfano: “No a governicchio con un partito di traditori”, anche se poi aggiunge: “Domani decideremo insieme la linea, sono assolutamente certo che nulla e nessuno ci dividerà e spero che alle prossime elezioni i moderati italiani sapranno restare uniti. Se Monti, Casini e Giannino non li avessero divisi, i moderati avrebbero vinto le ultime elezioni”. 

“Avevo sperato nelle larghe intese, ma la sinistra è sempre quella delle tasse e che considera l’avversario politico da incarcerare e non da battere nelle urne”, aggiunge. E accusa “Letta e il Pd” di aver “imposto sconsideratamente il blocco delle attività di governo e riversato sugli italiani il costo. La politica è moralità e moralità è rispettare le promesse fatte agli elettori. Ho promesso che non avremmo messo le mani nelle tasche dei cittadini. La mia età, che è veneranda, la mia storia, mi consentono di dire che i problemi personali non hanno alcun peso nelle mie decisioni – ribadisce a Studio Aperto- La mia vita privata non ha inciso mai in nessuna delle mie scelte. Ho sempre avuto a cuore solo l’interesse degli italiani. “C’è preoccupazione ed è comprensibile, ma non è stata una scelta facile e fatta a cuor leggero. Ho avuto ore e ore di incontri e discussioni, di sfide dialettiche con diversi esponenti del nostro movimento. Ho sentito altri al telefono e alla fine ho preso la decisione necessaria” racconta il Cavaliere. 

Al telefono con Nitto e Carfagna: “Pronto a riprendere la battaglia”. “Pronto a riprendere la battaglia”. Queste di Berlusconi nella telefonata agli organizzatori della festa per il suo 77° compleanno nell’hotel Vesuvio di Napoli. Presenti l’ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, l’ex ministro Mara Carfagna e la compagine campana del partito. “Grazie di questa opportunità! Di cosa state discutendo? Io non sono stanco di combattere” dice il leader del Pdl. Berlusconi scherza sul numero dei suo anni “37 o 47 anni… Sono in piena forma…”, ma poi passa subito all’attacco annunciando la volontà di tornare alle urne al più presto: “Questa notte dopo 59 notti che non dormivo e che lavoravo fino alle 5, a volte guardando il soffitto, questa notte ho dormito 10 ore a fila. Sono pronto a riprendere la battaglia – spiega al telefono con voce stanca il Cavaliere -. E’ un frangente difficile per il nostro paese perché quest signori della sinistra hanno il vizio di ribaltare la verità a proprio vantaggio”.

“La sinistra vuole solo mettere le mani nella tasche degli italiani”. Berlusconi ricorda di aver appoggiato il governo Letta per evitare l’aumento della tasse: “Siamo entrati in questo governo, che abbiamo fortemente voluto, ma non siamo potuti restare alleati perché decide di far pagare ai cittadini un aumento delle tasse che francamente è evitabile. Enrico Letta ha deciso di sospendere il blocco dell’Iva, poi fa riferimento al ventilato aumento della benzina. Noi crediamo che siano venute meno le condizioni di continuare a collaborare con questo governo con una politica fondato sull’aumento delle tasse … L’impegno era la riduzione della pressione fiscale e della spesa pubblica, che riteniamo necessarie. Ci siamo battuti per inserire nel programma la cancellazione dell’Imu, la revisione delle norme su Equitalia, il rimborso dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. La sinistra non concepisce se non altra politica di quella di mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

“Negato il diritto di difesa pur di estromettermi dalla scena politica”. Poi l’ex presidente del Consiglio parla di un tema a lui molto caro soprattutto con l’avvicinarsi inesorabile della decadenza da senatore e della scelta, entro il 15 ottobre, tra l’affidamento ai servizi sociali e arresti domiciliari in conseguenza della sentenza definitiva del processo Mediaset: la riforma della giustizia: “Ormai è indilazionabile ed è invocata dall’Europa che ha aperto una procedura di infrazione per la responsabilità civile dei magistrati. Pur di estromettermi – prosegue Berlusconi riferendosi al Pd – dalla scena politica però mi si negano i diritti di difesa previsti dalla Costituzione, viene calpestano il principio di diritto di irretroattività”. Argomenti che l’ex premier aveva usato ieri nella memoria difensiva con cui ha ricusato parte della Giunta delle Elezioni che venerdì si riunirà sul suo caso. 

Infine Berlusconi suona la carica ai parlamentari campani che promettono fedeltà e gli fanno gli auguri (la Carfagna cita addirittura una frase di Albert Einstein): “Bisogna andare convinti alle elezioni al più presto possibile. I sondaggi dicono che le elezioni le vinceremo”. Poi arriva una stoccata alle dichiarazioni di Letta sulla crisi: “Gesto folle per coprire le sue vicende personali”. Invece Berlusconi sostiene di aver deciso di far ritirare i ministri dal governo delle larghe intesesolo per il bene del paese cui ho dedicato ogni mia energia. Un governo delle tasse non è un governo che serve al nostro paese. Non siamo una formazione forte, tra noi c’è stima, amicizia, forte affetto. Questo credo che sia unico anche per questo Forza Italia è un partito, un movimento diverso da tutti i movimenti politici sulla faccia della Terra”. 

Il messaggio online: “Voteremo legeg stabilità se utile al paese”. Sul sito del Pdl-Forza Italia poi l’ex premier, ad Arcore per festeggiare il suo compleanno, ha scritto un lungo messaggio ai militanti: “La stabilità di governo è un bene se si nutre di due cose: un governo capace di lavorare bene e una maggioranza unita sulle cose da fare e fondata sul rispetto reciproco. Invece nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare, di proporre il blocco dell’Iva aumentando altre tasse, di tagliare l’Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo, un governo prono rispetto ai diktat dei burocrati dell’Unione europea”.

Il Cavaliere punta il dito contro i democratici: “Abbiamo avuto il nostro maggior alleato, il Pd, che si vergogna di stare in un governo ‘contro natura’ e che per bocca di tutti i suoi esponenti di vertice annuncia l’intenzione di buttare fuori dal Parlamento il leader del partito alleato, violando la Costituzione. In questo modo assecondano gli istinti della loro base, nutrita da venti anni nell’odio contro di me e pensano di chiudere una partita che dura dal 1994″. 

L’ex presidente del Consiglio indossa i panni della vittima: “Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare. Per questo ho deciso di chiedere ai ministri Pdl di dare le proprie dimissioni. So bene che è una scelta dura e impopolare. Ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale. A loro dico di non credere a coloro che da vent’anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica. Sono gli stessi che oggi mi dicono di non anteporre me stesso al bene dell’Italia. Ciò non è mai stato in discussione per me e per la mia forza politica, in tutti questi anni”. 

“Noi siamo quelli che negli anni Novanta hanno salvato i governi della sinistra quando non avevano maggioranza sulla politica estera. Noi siamo quelli che hanno voluto Monti, Bonino, Prodi in posizioni di vertice in Europa, perché italiani. Noi siamo quelli che non abbiamo mai lavorato all’estero contro il governo italiano quando eravamo all’opposizione. Noi siamo quelli che due anni fa hanno votato contro l’arresto di un senatore del PD, nello stesso giorno in cui loro votavano per far arrestare un nostro deputato, che fu peraltro scarcerato dopo alcune settimane. Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione. So e sappiamo distinguere – scrive il leader del Pdl – il reale interesse dei cittadini. Per questo motivo, se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente. Noi ci siamo e ci saremo su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale 

“Mio dovere continuare a restare in campo”. Infine ancora il tema della giustizia: “A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico con la mia consueta chiarezza che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese, se il mio sacrificio significasse una svolta positiva nei rapporti tra politica e “giustizia”. Invece per come si sono messe le cose darei semplicemente il mio avallo a una situazione di democrazia dimezzata, dove non il popolo ma i magistrati politicizzati decidono chi deve governare, dove i governi sono fatti dai giornali-partito e dalle gazzette delle procure e le leggi riscritte a colpi di sentenze. Non sono sceso in campo per questo; non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese. Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici – perché non eletti dal popolo – che loro sì irresponsabilmente vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese”.